immagine di Valvoline Motorcomics
Valvoline Motorcomics
I miei compagni di strada, amici che erano confluiti in un gruppo, che chiamammo Valvoline Motorcomics, come fosse una rock band o meglio un progetto, un gruppo di azione artistica, parafrasando le avanguardie storiche, mi stimolavano, davano la forza del confronto sul terreno fertile delle idee. Notti insonni a chiacchierare davanti a tazze di té nero cinese, sventolando visioni e dichiarazioni di amore perduto nei confronti di un'avanguardia fumettistica che ci sentivamo di incarnare. (Igort, Sinfonia a Bombay, Bologna, 2103, p. 10)
Noi: migranti di ieri e di oggi
Il fenomeno dell'emigrazione italiana - che in un secolo ha portato all'estero 30 milioni di connazionali - raccontata nelle storie di vita e nei saggi. Non solo l'emigrazione dei nostri antenati, ma anche quella che fa i conti con il recente fenomeno di globalizzazione.
In arte Crepax
"Sono un tipo noioso, lo so. Scrivilo pure. No, non ho detto metodico. Ho detto noioso. Mio fratello Franco mi definisce addirittura un truce. Certo, lui è sempre stato giudicato l'estroverso della famiglia e io il suo contrario. Però non credo alle definizioni così nette, anche nelle mie storie non esistono quasi mai i "buoni" e i "cattivi", tutti i personaggi sono ambivalenti o polivalenti. Perché la realtà è proprio così, fatta di continue sfumature"  
immagine di Arpad Weisz e il razzismo nello sport
Arpad Weisz e il razzismo nello sport
Contro il razzismo nello sport Non fosse stato per le leggi razziali che comparvero nel '38, nel Bologna Arpad Weisz ci sarebbe rimasto chissà quanto. Dovette andarsene, dapprima a Parigi e poi in Olanda, ma la cosa più brutta fu il silenzio gelido che l'accompagnò. Nemmeno una riga sui giornali, nemmeno l'ombra di un pubblico apprezzamento per il lavoro fatto. Questo debito di gratitudine e di rispetto il Bologna purtroppo non ha mai potuto saldarglielo. Di Arpad Weisz e della sua famiglia si seppe un giorno che erano morti in un lager. (G. Marchesini, Bologna: 80 anni di gloria, Bologna 1988, vol. 1., p. 136)
immagine di Antiche vie dell'Emilia
Antiche vie dell'Emilia
Noi bambini l'avevamo denominata "la strada dei cavalieri", sentendo vagamente che, semmai fossero comparsi da qualche parte, proprio lungo quella strada avremmo forse un giorno potuto vedere avanzare Lancillotto e i suoi eguali in groppa ai loro grandi destrieri. I grandi alle volte la chiamavano "la strada dei pellegrini". (A. Faeti in: Esplorazioni sulla via Emilia. Vedute nel paesaggio, Milano 1986, p. 63)
immagine di Cirenaica 100 anni
Cirenaica 100 anni
La Cirenaica è un rione periferico di Bologna, nato nel primo Novecento con precisi confini, segnati da strade e linee ferroviarie. Il 9 aprile 1913 il Comune decise di intitolare alla Libia la strada principale, richiamando con chiarezza la recente conquista coloniale. Poche settimane più tardi, nei pressi di un palazzo in costruzione, venne alla luce una grande necropoli villanoviana. Il quartiere fu edificato in gran parte dalla Cooperativa Risanamento e dall'Istituto delle Case Popolari e ha mantenuto nel tempo la caratteristica di insediamento popolare razionalmente progettato.
1957 – 2017 Buon Compleanno Cocco Bill !!
Fui, sono e sarò un clown. Continuerò a disegnare nell'aldilà. Ho paura del nulla. Quando cominci a capire che di là non c'è nulla, inizia la paura. Quando cominci a entrare nel nulla...Questo mi fa paura. Aforisma diBenito Jacovitti
Incroci