Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

18 maggio 1944

Distruzione di Vado

Vado, 40036 Bologna (BO)

Dall’inizio del 1944 gli Alleati, forti di una incontrastata supremazia aerea, bombardano le vie di comunicazione a sud di Bologna per interrompere il flusso dei rifornimenti all’esercito tedesco.

Particolarmente prese di mira sono le infrastrutture - ponti, viadotti e stazioni - della linea ferroviaria Direttissima, che attraverso la valle di Setta va verso Firenze, e quelli della Transappennina nella valle del Reno.

La prima grossa incursione sulle due valli avviene il 27 novembre, con parecchie vittime a Pian di Setta, Lama di Reno e Vergato.

Il 17 maggio vengono bombardati Vado e la stazione di San Benedetto Val di Sambro, vicino alla grande galleria dell'Appennino, dove saltano in aria cinque treni di benzina e munizioni.

Il 18 maggio, giorno dell'Ascensione, una formazione di fortezze volanti colpisce il ponte di Vado incombente sul paese, facendo dieci vittime tra i civili, compreso il segretario comunale Pietro Marandoli.

Il piccolo centro urbano è nuovamente attaccato il giorno successivo, con altre distruzioni. Il bombardamento del 5 luglio finisce per raderlo al suolo, “con la chiesa, la casa del fascio e le case della gente”. La vita del paese è annullata.

Gli abitanti superstiti, accorsi ai rifugi scavati nella roccia, dovranno rimanere nascosti per mesi, come moderni “trogloditi” (Gherardi). La sede comunale verrà trasferita in montagna, a Monzuno, dove rimarrà anche dopo la guerra.

Fino al 25 aprile 1945 Vado subirà ben 63 incursioni, meritando l’appellativo di "piccola Cassino del Nord".

Il lungo ponte sul Setta, a più riprese interrotto dalle bombe degli aerei, sarà ogni volta riattivato dal genio tedesco, con grandiose strutture in ferro, sfruttando il lavoro dei rastrellati e dei prigionieri di guerra italiani, russi e polacchi.

I ripetuti attacchi alleati causeranno un progressivo esodo dai paesi del fondo valle “per cercare una sistemazione d'emergenza sulle colline, nei casolari di contadini, lontano dalle principali arterie di comunicazione” (D. Zanini).

Approfondimenti
  • Luigi Arbizzani, Guerra, nazifascismo, lotta di liberazione nel Bolognese, luglio 1943-aprile 1945. Fotostoria, 5. ed., Bologna, Edizioni della Provincia, 2005, p. 119 (foto)
  • Luciano Gherardi, Le querce di Monte Sole. Vita e morte delle comunità martiri fra Setta e Reno, 1898-1944, introduzione di Giuseppe Dossetti, 5. ed., Bologna, Il mulino, 1994, p. 120, 172, 342
  • Guerra e Resistenza sulla Linea Gotica tra Modena e Bologna, 1943-1945, a cura di Vito Paticchia, Modena, Artestampa, 2006, p. 77
  • Giampietro Lippi, La Stella Rossa a Monte Sole. Uomini, fatti, cronache, storie della brigata partigiana Stella Rossa Lupo Leone, Bologna, Ponte nuovo, 1989, p. 95 (cita: 18 maggio 1944)
  • Renato Mazzanti, E Vado andò in frantumi. Interminabile martirio sotto le bombe, in "Savena, Setta, Sambro. Periodico semestrale di storia, cultura, e ambiente", 16 (1999), pp. 31-37
  • Renato Mazzanti, Questo era Vado prima delle bombe. Nel maggio del '44 la distruzione, in "Savena, Setta, Sambro. Periodico semestrale di storia, cultura, e ambiente", 8 (1995), pp. 94-98
  • Renato Mazzanti, Giorgio Quadri, Il nostro Vado, Monzuno, Gruppo di Studi Savena Setta Sambro, 2007
  • Vado 1945. La piccola Cassino del Nord, in "Sasso e Dintorni", 23 (2007), pp. 108-115 (tratto da: R. Mazzanti, G. Quadri, Il nostro Vado ... cit.)
  • Dario Zanini, Marzabotto e dintorni, 1944, Bologna, Ponte nuovo, 1996, pp. 81-83

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