copertina di Syberia
Guido Sgardoli

Syberia

San Paolo, 2023
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Katorga è il nome che si dava ai campi di reclusione dell’impero russo che si trovavano nelle lande disabitate della Syberia.
E’ il 1908, Janis ha 18 anni, è un dissidente polacco ed è stato condannato all’ergastolo.
L’occasione di fuga irrompe all’improvviso, senza lasciargli tempo di pensare o valutare.
Si trova, solo, nella taiga a fare i conti con la necessità di sopravvivere, di ripararsi, di procurarsi il cibo, di difendersi da personaggi malvagi. Trae sollievo dall’essere accolto in un villaggio, dove trova cura e affetto. Il suo passato resta oscuro, la sua cattura e la morte dei genitori al momento della cattura sono lampi di conoscenza che vengono offerti al lettore, ma che paiono non convincere neppure la memoria del protagonista e la sua coscienza.
Per sciogliere i nodi, i segreti dell’animo, le rimozioni, occorrerà l’incontro con uno sciamano, inquietante e cupo, che metterà Janis nella condizione di strappare, con dolore, i veli scuri che sembrano offuscare la narrazione e la possibilità di riappropriazione del passato.