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copertina di Picnic ad Hanging Rock

Picnic ad Hanging Rock

Miranda fu la prima a scorgere il monolito che si rizzava di fronte a loro, una sporgenza isolata di pietra picchiettata, pareva un uomo mostruoso appollaiato in cima a un precipizio a picco sulla pianura. […] Qualsiasi cosa, se soltanto la si potesse vedere con sufficiente chiarezza, è bella e perfetta. 14 febbraio 1900. Australia, collegio Appleyard, istituzione femminile per le giovani ereditiere inglesi. Il giorno di San Valentino è tradizione portare in gita le ragazze, la meta di quell’anno è la Hanging Rock, vicino al monte Macedon, ritenuta da tutti una meraviglia geologica. La mattina è un risveglio frizzante, le ragazze leggono febbrilmente i biglietti d’amore, si scambiano confidenze nelle camere, si aggiustano i corpetti, decidono gli abiti, e già assaporano il momento di libertà concesso dopo ore interminabili di lezione. L’avventura sta per iniziare. Sarà un picnic lungo perché quelle poche ore decideranno i destini di tutte loro; gli avvertimenti di non staccarsi dal gruppo per esplorare la Roccia fanno da monito a quello che più tardi avverrà. Arrivate ai piedi della Roccia le allieve si stendono e banchettano, ridono, parlano e leggono sospese tra il mondo circostante, fatto di alti alberi e animali selvatici e il mondo che le attende, sicuro, sempre uguale e privo di avventura. Ma c’è sempre qualcuno che dal gruppo vuole staccarsi per esplorare, per vedere, per sapere. E così Miranda, Irma e Marion iniziano seguendo un sentiero, sempre con lo sguardo rivolto al picco della Roccia, affascinante opera naturale di migliaia di anni. Attirate da quelle impervie sporgenze si addentrano soffocate dai loro abiti e, inconsapevoli, diventano le esploratrici di un luogo da molto tempo abbandonato, un luogo selvaggio e pericoloso. Le ragazze non torneranno e quel San Valentino per tutti sarà il ricordo di un giorno maledetto.