L’importanza della lettura nell’infanzia

in occasione dell’ International Children’s Book Day IBBY Italia pubblica un intervento dell’antropologa Michèle Petit

Il 2 aprile Ibby propone l'International Children's Book Day, la giornata internazionale del libro per bambine e bambini, ragazze e ragazzi.

Quest'anno IBBY Italia celebra questa giornata pubblicando la traduzione dell'intervento di Michèle Petit dal titolo Elogio della lettura: leggere tra spazi privati e pubblici, tenuto durante l'incontro, organizzato da IBBY Italia, durante la Bologna Children's Book Fair 2018.

Noi lo condividiamo con voi, lettori, genitori, insegnanti, educatori, perché crediamo che il lavoro, gli studi e le riflessioni di Michèle Petit aprano pensieri nuovi attorno al rapporto con la lettura e con la funzione che il leggere può avere nelle sorti individuali e in quelle collettive.

Qui a lato si può leggere la traduzione dell'intero intervento sul sito di Ibby, qui sotto, invece, si può leggerne un estratto.

"Detto altrimenti, invece di vedere nella lettura un investimento per un futuro più remunerativo, vediamolo come uno spazio in cui vivere un presente più vasto, più intenso.
Nell'anteporre un approccio utilitaristico e angosciato a ciò che potrebbe essere una festa, facciamo un lavoro ingrato. Quando i bambini e gli adolescenti aprono un libro, non lo fanno per diventare dei buoni cittadini o perché questo li possa aiutare nel loro percorso scolastico. Lo fanno perché hanno bisogno di un'altra dimensione, di un altro spazio.
Perché cercano dei segreti, perché sono curiosi, inquieti, giocatori e poetici. Perché sono alla ricerca dell'eco di ciò che sentono in modo confuso e indicibile e perché i libri danno forma a desideri o timori, che credevano di essere i soli a conoscere. Perché questo permette loro di sostituire il caos con un po' d'ordine, di continuità.

Nel mondo contemporaneo in cui c'è brutalità, odio, distruzione, la letteratura, l'arte, la scienza qualche volta, permettono di mantenere delle spiagge, dei giardini, degli spazi di scoperta, di gioco, di sogno, di socialità, di dialogo. Forse possono contribuire a non farci aggiungere altra brutalità, essendo più attenti a ciò e a chi ci circonda. Questo non è indotto magicamente dalla sola letteratura e dalle sole pratiche artistiche. Occorre un'accoglienza, un ascolto, molte conversazioni. Ed è qui che il ruolo dei mediatori è importante. Affinché le parole della letteratura, il linguaggio dell'arte o della scienza rendano il mondo abitabile, occorrono altre parole, quelle di un passeur".

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Michèle Petit

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