2013

Vincitori della Fiera del Libro per Ragazzi 2013

Giuria

Antonio Faeti- Bologna, Italy
Carla Poesio - Firenze, Italy
Paola Vassalli - Roma, Italy
Beppe Chia - Bologna, Italy

 



Fiction

› vincitore

Eyes
Testi ed illustrazioni di Iwona Chmielewska
François Place, Paju-si, Korea, 2012

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Con Eyes di Iwona Chmielewska, il lettore è posto di fronte a una dimensione fruitiva, perché deve accettare lo stupore come termine di conoscenza, ma anche lasciarsi catturare dalla necessità impellente di indagare. Si offrono particolari, frammenti, squarci di vita, oggetti, animali, ma non si rivela il codice visivo che li tiene uniti. Così il libro induce alla riflessione, spinge a meditare, suscita confronti e definisce accostamenti. Ma intende soprattutto stabilire una connessione inalienabile e predeterminata tra lo sguardo e la meditazione, tra lo sorpresa di una nuova capacità di guardare e la dolcezza di una serena condizione conoscitiva. Un libro molto nuovo, pervaso da eleganze che scaturiscono dalla sperimentazione di coraggiose riflessioni, ma anche un libro aurorale, lieve, deciso a sollecitare lo sguardo per accarezzare l’anima, pronto a candidarsi come il testo di una humanitas diversa, più intensa e più audace.


Fiction

› menzione

Von Meerjungfrauen, Kapitänen & fliegenden Fischen
Selezione dei testi Renate Raecke, illustrazioni di Stefanie Harjes
Boje Verlag, Cologne, Germany, 2012

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Di Von Meerjungfrauen, Kapitänen & fliegenden Fischen si accolgono i contrasti, le differenze, le opposizioni, i codici in aperta lotta fra loro, le citazioni molto azzardate. Ma, soprattutto attraverso una devozione calligrafica rivolta alla civiltà della scrittura, le pagine propongono di accogliere con nuovo fervore quel passato sapiente di segni, contorni, alfabeti, tratteggi che ognuno di noi pone all’inizio del suo atteggiamento verso il conoscere. Questo incontenibile universo di segni rappresenta un doppio, luminoso omaggio a Gutenberg e a Comenio, perché spinge ad amare l’immensa officina della tipografia ma vuole anche conclamare il valore dell’interpretazione. Così, dal piacere dello sguardo all’impegno dell’ermeneutica, si attraversano stili, si riscoprono tendenze, si rivedono passioni, si incontrano riconoscibili figure. E il libro appare devoto nei confronti della civiltà di cui fa parte.


Fiction

› menzione

L'Étranger Mystérieux
Testo di Mark Twain, illustrazioni di ATAK
Albin Michel Jeunesse, Paris, France, 2012

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Con L’étranger mystérieux di Mark Twain, ATAK fa nuovamente risplendere la fascinosa potenza del suo stile che vive di una propria ineludibile caratterizzazione. Brandelli di colore, volute sinuose, sottolineature aspre, tocchi improvvisi di luce si confondono entro una dimensione coerente che ripercorre le contrade rischiose dell’espressionismo però non disdegnando certe eleganze perfino accentuate e puramente ornamentali. Si tratta di un genuino commento, dove l’acre violenza del narratore è benissimo accompagnata da questo universo di figure, riassuntive e nuove proprio perché così colte da apparire scaturite da un orizzonte bibliotecario. Il modo di illustrare che è proprio di ATAK, sente profondamente i suoni, le voci, le bizzarrie, le stranezze di un tessuto narrativo assolutamente sconcertante. La scelta delle pagine di Twain tiene conto di una visione del mondo che è pervasa dai suoi stessi umori, che si nutre di un colorismo micidiale, che deforma o intenerisce a proprio piacere. Goyesco fino al punto di creare tanti capricci, ATAK si farebbe ammirare da Tom e da Joe l’indiano.


Fiction

› menzione

Rêveur de cartes
Testo e illustrazioni di Martin Jarrie
Gallimard Jeunesse /Giboulées, Paris, France, 2012

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Può apparire inesauribile, e forse lo è davvero, questo spazio donato da Martin Jarrie al suo Rêveur de cartes. Infatti gli infiniti pretesti che l’universo visivo offre alla civiltà delle figure, qui sono tanti da far supporre l’attività di un demiurgo che ha voluto utilizzare proprio tutto: carte da parati e carte da gioco, copertine di riviste e piante di città impossibili. In fondo, Jarre vuole ricordarci – e lo fa con appassionata sapienza – che noi tutti mescoliamo sempre i sogni a una specie di immenso abbecedario dove non devono esistere divieti, censure, nascondimenti. Sospesi tra sogno e sconcertante verità, le ciminiere e gli ex voto, le vetrine dei negozi e i sillabari, le quinte di un teatro di burattini e le locandine di un film dell’orrore alludono a un mondo non sempre ben considerato, forse perché esistono i ladri di sogni.


Non Fiction

› vincitore

Dictionnaire fou du corps
Testi ed illustrazioni di Katy Couprie
Éditions Thierry Magnier, Paris,France, 2012

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Questo Dictionnaire fou du corps di Katy Couprie ci rammenta, con scientifica erudizione, che in fondo è proprio il corpo, il nostro corpo, quel grande libro di avventure che siamo sempre ansiosi di leggere. Un fascinoso apparato di immagini che si vale soprattutto della contrapposizione fra gli
stili che sono presenti con straordinarie, incontrollate versatilità. Così il libro ci dice quale è davvero la storia favolosa del nostro corpo, la favola ininterrotta della nostra anatomia. Incisioni, dipinti, acquerelli, tempere, inchiostri, matite: che cosa è davvero il nostro corpo? Il libro ci racconta che conoscerlo fu un viaggio, che comprenderlo è una irrinunciabile avventura. E, ospite
dei musei, il museo-corpo è anche il contenitore di mille contraddizioni perché non si può mai dire
che l’avventura sapienziale sia conclusa. E’ un rapporto davvero doppio, quello che abbiamo con
questo grande libro: otteniamo informazioni precise, ma pensiamo ai sapienti che studiarono e
decifrarono. Ma giochiamo, anche, con la grafica follia di tante nostre stranezze.


Non Fiction

› menzione

Collana Piccola Pinacoteca Portatile
Topipittori, Milan, Italy

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Nella collana Piccola Pinacoteca Portatile si condensa l’autentica tradizione tutta italiana, da Corrado Ricci fino a noi, della ricerca attiva, sperimentale, fortemente conoscitiva in cui l’infanzia è posta in contatto con l’arte. Qui è delineato, con tante splendide occasioni, l’unico rapporto con l’arte che l’infanzia ama davvero: quello fortemente attivo che fonda il conoscere con il fare. Infiniti sono i suggerimenti che si offrono per creare un clima complessivo di “confidenza”: il rifacimento, l’indagine, la contaminazione, gli accostamenti non giudiziosi, le correlazioni ludiche, i giocosi contatti con le mille suggestioni. Nell’atelier qui delineato c’è l’arte, c’è la nostra memoria, c’è il nostro patrimonio. Ma ci sono soprattutto i giovanissimi cittadini di un paese in cui si deve conoscere per difendere, interpretare, per conservare. Cittadini molto attivi di questa non piccola pinacoteca che vive della loro stessa vita.


Non Fiction

› menzione

Toutes les maisons sont dans la nature
Testi ed illustrazioni di Didier Cornille
Hélium, Paris, France, 2012

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In Toutes les maisons sont dans la nature c’è uno speciale lindore creativo che non nasce, semplicemente, dalla sobria pulizia geometrica di cui ogni pagina è pervasa. In realtà qui si gode davvero della pulita esposizione dei progetti, ci si appaga vedendo che l’uomo può essere, ad un tempo, il trasformatore frenetico di tutto ciò che esiste, ma anche il poeta del cemento cha sa dialogare con gli alberi. In queste tavole si propone uno stile che davvero prende coscienza dei
diritti della percezione infantile. È la sobria chiarezza che domina tutto a dirci che non solo le cose
ma tutta la vita, gli atti, i sentimenti dovrebbero essere così. Ecco, allora, il racconto speciale che ha
per protagonista solo la casa dell’uomo. È un racconto lineare perché è un racconto filosofico, è un
romanzo di linee, pieni, vuoti. Ci sono anche gli alberi (o albori?), ci racconta questo libro
nitidamente incantevole, ci sono le strade, i ponti, gli orizzonti, i parchi e i parcheggi. E c’è sempre
l’uomo che trionfa.


Non Fiction

› menzione

Dans mon panier
Testo di Judith Nouvion, Illustrazioni Florence Guiraud
Éditions De La Martinière Jeunesse, Paris, France, 2012

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In Dans mon panier si compie un autentico miracolo percettivo. Ritornano, in queste pagine, i frutti, le verdure, i prodotti del campo e dell’orto, ritornano colori, nitidi contorni, positive sfumature, chiare identità di tutto ciò che, da sempre, serve al nostro benessere. Ma, con le presenze così raffigurate, torna, ammiccante, la cara scuola dove queste presenze erano studiate e ancor più onorate. Senza averne l’aria, questo bel libro, questo lieto omaggio a Bodoni, è anche un proclama. È, infatti, contro la confusione, contro i pasticci, contro le approssimazioni, contro le incertezze. Sono collocati, frutti e verdure, sulla carta che amano di più, quella in uso un tempo nei mercati ortofrutticoli con la sua bella veste color ocra. E di loro viene fornita la carta d’identità, come se fossero brave persone che vanno e che vengono. Ogni pulita cucina è lieta di ospitare quelle presenze, nitide, sobrie, pulite e fortemente educative.


New Horizons

› vincitore

Diccionario para armar
Testi a cura di Carmen Leñero, Francisco Hinojosa, Francisco Segovia, Igancio Padilla, Joaquín Díez-Canedo F., Luigi Amara, María Baranda, María García Esperón, Mónica Brozon, Richardo Chávez Castañeda, Ricardo Yáñez, Vivian Mansour
Illustrazioni di Alejandro Magallanes, Diego Bianki, Fabricio Vanden Broeck, Isol, Israel Barrón, Ixchel Estrada, Joel Rendón, Magú, Manuel Monroy, Mariana Chiesa, Paloma Valdivia, Quetzal León, Trino
Coordinatori Miriam Martínez/ Luis Fernando Lara
El Colegio de México Conaculta. Alas y Raíces, Mexico City, Mexico, 2011

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Nel Diccionario para armar si ritorna, sentitamente, alle origini di una reale dimensione enciclopedica dove i termini non sono elencati per via di necessità burocratiche ineludibili, ma appaiono come innumerevoli tessere di un mosaico che raffigura il sogno. Chi conosce le prime (vere) letture dei bambini sa che questo libro è stato richiesto, desiderato, bramato da tante generazioni. L’infanzia vive di questi soprassalti, apprende da queste contaminazioni. Ma ad ogni testo corrisponde una figura e le figure propongono il succedersi degli stili. Così una pinacoteca dell’anima affianca il repertorio delle parole. Il libro contiene un universo suo proprio, però è lieto di scandirne i movimenti costitutivi. Si comprende, così, che nessuno si negherebbe all’Avventura della conoscenza. Però le mappe offerte dovrebbero essere tutte di questo tipo, offrire il pretesto ai sogni, giocare con la sapienza. Nel labirinto ci si può anche perdere, sempre con gioia, però sempre con voglia di scoprire.


New Horizons

› menzione

Fiestas del agua. Sones y leyendas de Tixtla
Testo di Caterina Camastra and Héctor Veg, illustrazioni di Julio Torres Lara
Ediciones El Naranjo, Mexico City, Mexico, 2013

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In Fiestas del agua. Sones y leyéndas de Tixtla entriamo in un libro, certo, ma soprattutto entriamo in quel Museo dell’Uomo che tante civiltà hanno contribuito a creare. Dopo Gutenberg tutto cambiò, lo si è sempre saputo. Però questa nozione è piena di fraintendimenti che nelle pagine di questo libro vengono risolti e ricomposti. L’universo gutenberghiano, la Galassia Gutenberg, vivono delle suggestioni che qui sono presentate con garbo geniale. Il popolo voleva leggere, ma non si accontentava di ciò che gli altri livelli della scala sociale proponevano. Voleva uno spazio tutto suo, con i cantimbanchi, le fiere, i proverbi, i venditori di libri con i libri nei panieri. Questo libro prezioso ritorna alla Fata delle Briciole, alla Bambina dai Capelli Turchini, alla Regina di Saba. Dice che quando si sogna si impara, anche.


New Horizons

› menzione

Impresiones en negro
Selezione testi a cura di Carlos Tejada e Miriam Martínez Garza, illustrazioni di Manuel Monroy
Conaculta. Alas y Raíces, Mexico City, Mexico, 2012

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Con Impresiones en negro si ripensa la bella enunciazione di Renoir: “Il nero è il re dei colori”. E, naturalmente, il pensiero va a tutti i neri che hanno “colorato” la nostra fantasia e, guarda un po’, colorito i nostri sogni. Il noir, per esempio, conteneva le avventure delle prime metropoli misteriose, c’erano signore “in nero”, e c’era Zorro con il nero cordiale delle sue mille avventure. Ora questo libro ci fa davvero capire come dobbiamo comportarci con il Nero. Dobbiamo ritrovare Renoir che metteva un tocco di nero sulle chiome bionde. Ma dobbiamo anche imparare a conoscerlo, questo sconosciuto. Ora il libro lo racconta e lo spiega.


Opera Prima

› vincitore

Paul Thurlby's Alphabet
Testo ed illustrazioni di Paul Thurlby
Templar Publishing, Dorking, UK, 2011

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Con il suo Paul Thurlby’s Alphabet, l’autore può davvero riportarci in quell’Alfabetiere in cui siamo stati da bambini. In primo luogo, dunque, c’è la carta, finemente quadrettata. Su di essa l’autore scandisce tutte le lettere con cui scriviamo e leggiamo, ma ci parla soprattutto del loro mondo perché è l’artefice, il proprietario, il demiurgo, il collezionista di tutto ciò che un alfabeto contiene davvero. Così Paul è lieto di accoglierci in questa geografia tipografica dove la balena ritrova il gufo e lo spazio è accogliente come il trapezio. Queste perfette fantasmagorie dicono davvero quale è la sostanza del sogno infantile, ci spiegano perché quando si apprende per la prima volta l’alfabeto ci si mette in viaggio, si va verso i luoghi contenuti nell’alfabetiere, che il bambino decifra come il libro dei veri segreti. Collocato dalla parte dei bambini, Paul è consapevole che senza le pagine a quadretti piccoli non si vedono le luci del Semaforo della vita.


Opera Prima

› menzione

The thorn Mountain
Testo ed illustrazioni di Park Sunmi
Somebooks /Cho sunkyung, Seoul, Korea, 2012

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Con questa “opera prima”, Park Sunmi ritrova il senso più remoto e profondo dell’illustrare. L’immensa pianta raccoglie, in The Thorn Mountain, tutte le suggestioni di un mondo, pur restando sempre una pianta. E’anche un’ipotesi filosofica, quella proposta da Sunmi, perché a volte si ha l’impressione che tutto possa subire davvero questo processo di condensazione. La pianta si snoda, si articola, esiste, va avanti da sola, chiede una collocazione perfino salottiera. Ma città, strade, capanne, finestre, verande, altre piante scandiscono le parti del vegetale come in una definizione gulliveriana di un mondo che potrebbe essere il nostro. Park Sunmi ha scelto i toni scuri, il tratteggio intenso, il buio orizzonte dai contorni limitati. Nel buio allusivo ci sono presenze sottaciute, la pianta è simbolo antichissimo ma qui si rinnovano per accogliere una contrazione di umbratili e nascoste esistenze. Proprio col ritmo di una fiaba antica, questa attualissima metafora ripropone certe ansie che ci appaiono ben definite nell’infanzia. Perché pur salendo per la città verticale non sappiamo se troveremo il fiore in cima.


Opera Prima

› menzione

A Ilha
Testo di João Gomes de Abreu, illustrazioni di Yara Kono
Planeta Tangerina, Carcavelos, Portugal, 2012

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Con A Ilha, João Gomes de Abreu e Yara Kono, ci riconducono a quel sogno fondamentale che è di tutti i bambini. Scritto ovviamente per gli adulti, Robinson potè parlare a tutti i bambini del mondo solo perché era l’uomo dell’isola. Intorno c’è il mare, dentro ci sono le sorprese, i tesori, gli uomini nascosti, le lagune, i pirati. Ma l’incontro di questo libro è nuovo interamente grafico. Si è scelta la carta a quadretti, si è pensato di scandire superfici molto nette, si sono usate coloriture limpide, geometricamente sobrie.
L’isola è questa davvero: una vita quadrettata, un’alba perenne, tanti sussulti di lieti avvenimenti.
E infiniti collegamenti con i sogni dei bambini che sono resi eccitanti da ciò che l’isola offre: treni, alberi, laghetti, viaggiatori, depositi, porti. Con geometrica perfezione attentamente delineata, qui si dice che l’isola resterà sempre nella memoria. E con essa tutta la luce dei primi giorni della vita, sui quali si diffonde questo stesso colore, così limpido, così sereno, così degno di quell’isola dove vogliamo tornare tutti.

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