2012

Quarant'anni di premi della Fiera del Libro per Ragazzi in Biblioteca Salaborsa Ragazzi

Giuria
Antonio Faeti - Presidente - Italy, professore di Letteratura per l’infanzia
Julie Danielson - Nashville, USA
Raymond Stoffel - Lussemburgo



Fiction

› vincitore

François Place (text, illus.)

Le secret d'orbae
Éditions Casterman - Bruxelles, Belgium

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Con la colta abilità di un sapiente cartografo e con la delicata finezza di un narratore che in sé unisce gioia del racconto e felicità del visivo, François Place scandisce i momenti di un mirabile viaggio, tutto sospeso tra verità e finzione e sapientemente diffuso entro due storie parallele. La delicatezza ariosa del segno colloca "Le secret d’Orbae" entro una grande genealogia nella quale rivivono – come in un grande sogno – l’ardimento, la speranza, la visione del mondo che appartenevano ai grandi viaggiatori. Ma le vere scienze, dall’antropologia alla geografia, non vengono solo elencate e passate in visione, perché qui la Fantasia chiede poter essere accolta, di guidare i destini, di accendere i cuori. I calcolati mezzi toni alludono anche a una "visione del mondo" in cui l’eleganza è essenziale: luoghi e forme si uniscono per offrire il piacere dello sguardo, la sapienza dell’avventura, la dolce potenza dell’Umano.

› menzione

Marie Marie Desplechin(text),
Emmanuelle Houdart (illus.)

Saltimbanques
Éditions Thierry Magnier - Paris, France

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Dai Surrealisti a Federico Fellini, la cultura dei “saltimbanchi” è entrata nel contesto di una speciale “ars poetica” dove la bellezza delle forme concede una plastica evidenza alle peripezie del Pensiero. Anche se vivono Qui è verso un Altrove che ci conducono i “saltimbanchi”, ovvero verso una dimensione simile a quella di Alice, tutta rinchiusa tra delizie e misteri, tra onirismo e finzione. L’abilissimo insieme di segni su cui si fonda ogni tavola tende a creare un tessuto misteriosamente narrativo. Anche uno sguardo minuzioso e sapiente deve arrendersi al fascino di questi contorni che inventano di nuovo un universo in cui il corpo del “saltimbanco” diventa scena, spettacolo, illusione, documento, repertorio. I corpi si plasmano nuovamente sotto l’effetto di questa continua ridefinizione: ogni corpo – in realtà – è un teatro, entro il quale si va in scena, ogni veste è una carta topografica, ogni espressione del viso chiede sapiente complicità. Un testo davvero unico, che onora l’illustrazione e l’editoria.

Marjorie Kinnan Rawlings(text),
Leo & Diane Dillon (illus.)

The secret river
Atheneum books for young readers - New York, USA

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Un libro simile, così colto e delicato, era da tempo dovuto alla grande narratrice americana, così amata da molte generazioni di lettori. Qui, infatti, cose e animali, atmosfere e fiori, case e oggetti appaiono immersi nella onirica luce di una natura guardata con amore ma senza la flaccida miseria degli ecologisti mielosi e opportunisti. Il mondo di Secret River è anche severo e terribile, così come non desidera rivelare tutti i suoi segreti. Perciò un antropomorfismo davvero abilissimo non è posto al servizio di un incauto "buonismo", ma serve - come nelle grandi fiabe - a collegare tutti i frammenti emotivi della storia. Il cupo lindore delle tavole affascinanti ritrova gli echi remoti dei Manieristi, e dice che il nostro rapporto con la natura si fonda su molti segreti. Come in questo trionfo epocale del mezzo tono, così anche nei boschi e dentro le case, si convive con il grande Segreto, con i sussurri e le grida, con le silenziose passioni espresse con tecnica magistrale perché la pagina faccia crescere e pensare.

Non Fiction

› vincitore

Anna Czerwińska – Rydel(text),
Marta Ignerska (illus.)

Wszystko Gra
Wytwòrnia - Warsaw, Poland

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Qui si definisce – autenticamente – un Altrove Grafico reso con tutta l’alchemica potenza di un autentico "dopo Gutenberg".
Le figure usate non derivano da una genealogia unica, creata guardando a una scuola, a una tradizione, a una vicenda artistica. Ma elementi caricaturali catturano frammenti di illustrazione, brandelli di antichi stili si congiungono con espressioni visive nuovissime, mondi figurali ammiccano nei confronti di autori, di epoche, di incroci, di lezioni, di tradizioni. Espressione dello specifico talento è soprattutto l’incredibile capacità di dare sostanza grafica ai toni e ai ritmi. C’è un grande elemento unificante, tuttavia: è dato dalla leggerezza inquietante e sapiente che era tanto cara a Italo Calvino. Un esercizio che qui si deve proporre è quello che consente di cercare le numerose scaturigini qui ironicamente sussurrate. Ma la novità però resiste ad ogni aggressione critica: spesso si avverte anche una lucida freschezza che rende perfino allusiva questa grafica narrazione: come se la finezza lieta e carnevalizzante abitasse in un giardino d’infanzia.

› menzione

Danielle Védrinelle(text),
Paul Rouillac (illus.)

Masques
Mango Editions - Paris, France

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Quasi non esiste una componente delle varie culture che sia ossessivamente determinante come la Maschera. E, ovviamente, è proprio la tridimensionalità che può rendere appieno il senso di questo “oggetto” valido per infinti usi: dalla religione al carnevale, dalla mitografia alla Comic Art. Rendendosi splendidamente tridimensionale, con una abilità tecnica e una severità scientifica che lasciano sorpresi, la Maschera fa viaggiare il Museo. Siamo, ad un tempo, pronti a diventare bambini, pronti a diventare scienziati, pronti a diventare complici. Questo libro “miniaturizza” e rende infinitamente fruibile uno spazio che non ha confini: si apre, si sfoglia, si osserva, si legge. E allora si è poi in quell’Altrove dove non ci sono inganni, perché di fronte alle maschere “vere” che qui presentano, rinascono tutte le domande, anche quelle censurate. Come se guardassimo una tela di Gauguin, siamo qui a domandarci da dove veniamo e, chissà, forse perfino dove andiamo. La non ostentazione tipografica ne fa un oggetto di una singolare eleganza. La maschera tridimensionale apre una nuova stagione della letteratura per l’infanzia: i bambini diranno come si visita questo domestico museo.

Claire A. Nivola (text, illus.)

Orani: my father's village
Frances Foster Books - New York, USA

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Nella grande e splendida tradizione della pittura naïf si colloca una varietà di temi e tendenze che mostrano quanto sia vario, molteplice, inquietante questo universo visivo che – davvero a torto – è stato definito di volta in volto “ingenuo”, “povero”, "puerile". In realtà le incantevoli immagini di questa struggente memoria sono, una per una, anche trattati di antropologia culturale, resi fra l’altro con una minuziosa precisione che sfugge alla scienza. Così la preziosa unicità di Nivola chiede un colloquio con il Doganiere e con Ligabue, ma per affermare che Orani doveva e poteva essere narrato solo così, ovvero con una struggente abilità che fosse soprattutto veritiera. Rivolta in primo luogo all’infanzia, questa cronaca si regge su tavoli, stoviglie, pergolati, sedie, armadi, letti, focolari. Nivola non ha voluto che scomparissero nel Grande Magazzino della omogeneizzazione, li ha ritrovati e dipinti. La storia vera qui si articola in presenze infinite, tutte vive di un affetto rigeneratore e sapiente che le conserva con i toni, i contorni, le strutture di un Ricordo che concede respiro senza limiti e amore senza ipoteche.

Ogden Nash(text),
C. F. Payne (illus.)

Lineup for yesterday
Mankato Creative Editions - Minnesota, USA

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Guardando questi volti definiti dall’arte minuziosa di un antico miniaturista, osservando la cura dei caratteri e la splendida analisi tipologica qui realizzata, si è tentati di considerare il libro “solo” come uno dei più geniali trattati di sociologia dello sport. Ma c’è molto altro ancora. Il tessuto pittorico deriva da una grande lezione che oscilla tra l’Espressionismo e la Nuova Oggettività, pertanto questo libro appartiene anche alla storia dell’arte. Ma la calcolata e finissima deformazione rimanda anche da Daumier e fa pensare al desiderio di definire una Storia minuziosa, raccolta nello spazio breve e dilatabile di una vicenda piena di connotazioni che si può leggere anche come una Metafora. L’atmosfera di queste figure è volutamente crepuscolare, esse sono splendidamente ambiziose: occhi, nasi bocche, mani ripropongo il silenzio della Storia su particolari che si smarriscono. Payne racconta molte vicende con la vibrante precisione dei toni, con l’unicità dei suoi contorni: chiama gli spettatori a condividere il Dramma, non concede tregua, è un Reporter della Caratterologia.

New Horizons

› vincitore

José Manuel Mateo(text),
Javier Martínez Pedro (illus.)

Migrar
Ediciones Tecolote - Mexico City, Mexico
Mankato Creative Editions - Minnesota, USA

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Mirabile è l’intuizione che preliminarmente conduce alla realizzazione di un libro come questo, pronto a dominare, da solo, uno scaffale che non può ospitare altri racconti. L’espediente che conduce fino alla gremitura – ancora misteriosa – che era alla base della “pittura delle grotte”, viene qui riproposto in tutto il suo struggente messaggio. Tutti insieme, tutta la storia, tutti i personaggi, il Dopo accanto al Prima, perché lo Sviluppo non è dato da scansioni ma dal modo di “leggere” che ogni fruitore può usare. Non solo, tuttavia, da un ancestrale bisogno di gremire deriva il fascino di questa inquietante struttura narrativa, perché anche la Comic Art, la Pop Art, i pittori “muralisti”, gli affreschi densissimi, le stoffe, i Presepi, gli “ex-voto” concorrono a stabilire un grande Antefatto visivo. Poi c’è la suggestione misteriosa di una possibile "decifrazione": una suggestione offerta dalla miriade di microstorie che qui si delineano, una per una. Si sente la forte influenza degli affreschi di Diego Rivera e di David Alfaro Siqueiros, e soprattutto delle incisioni su legno si José Guadaloupe Posada. Un senso come di miracolo entro questa Babilonia grafica: a non subire lo Spaesamento saranno proprio i bambini, complici e in attesa.

› menzione

Farideh Khalatbaree(text),
Ali Boozari (illus.)

Misunderstanding
Shabaviz Publishing Company - Tehran, Iran

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Il recupero della "sgorbia", ovvero dello strumento principe della "linoleografia" o dell’incisione su legno, non sarà mai lodato abbastanza. Poiché c’è tutta una specifica tradizione pedagogica e didattica che si incentra su queste tecniche antiche e preziose, con un libro basato su di esse il bambino può essere protagonista, può non solo guardare e leggere, ma anche “rifare” ciò che gli viene proposto. Il libro, però, vale soprattutto per l’abilità, per la finezza, per la precisione con cui si rinnovano le tecniche antiche su cui si basa. Perché se la ricca esibizione di un glorioso passato è qui evidente, non meno valido è il dialogo con il presente, reso perfino ironico dalla concomitanza indubbia di “icone” della modernità. Ma non si deve tacere anche della particolare preziosità dell’impaginato né dalla cura grafica con cui congiunge, alla purezza dell’incisione su legno, un “valore aggiunto” di tipo Informale che vede una sapienza materica molto ricca di motivi ulteriori. Piccoli gioielli grafici che però motivano grandi riflessioni: neppure l’atelier di Paul Klee è davvero lontano da queste pagine.

Rambharos Jha (text, illus.)

Waterlife
Tara Books - Chennai, India

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Ci si trova di fronte a una vera “alterità” grafica, tale da indurre a nuove riflessioni di tipo sia pittorico che illustrativo. Questa “alterità” stupisce, allieta, soddisfa, ma soprattutto incuriosisce e incanta. Vengono in mente le possibilità vere di un dialogo autentico fra le culture, perché questi incantevoli segni, questa magica miriade di frammenti visivi, queste campiture di colori che davvero sono ricami chiedono di entrare propriamente nel nostro orizzonte conoscitivo. Il viatico, per l’ingresso autentico in questa dimensione figurale, è offerto ovviamente dalla Fiaba, e una dimensione propriamente “esopiana” si propone chiaramente in questi assemblaggi che sono sia materici che sapienziali. Ma congiungendo l’Alterità, l’Esotismo, l’ansia di conoscere con la piacevolezza di queste tessiture si ottiene una sconcertante “novità”, piena di seduzioni e di emozioni. Certo l’infanzia necessita oggi più che mai di queste avventure del senso e dello sguardo.
La stimolante distanza culturale qui espressa, così come la fascinosa alterità che qui si palesa, affascinano anche la nostra percezione e producono rinnovata conoscenza.

Opera prima

› vincitore

Nadine R. L. Touma(text),
Lara Assouad Khoury (illus.)

Tabati
Dar Onboz - Beirut, Libano

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L’assemblaggio, splendido davvero, di motivi grafici e di strutture calligrafiche, rimanda, inevitabilmente alle grandi avanguardie che tentarono di realizzare questo stesso percorso. Si tratta di una sfida in un certo senso “perenne”, che ripercorre tante ipotesi creative dove gli Egiziani e Gutenberg fanno valere i loro diritti con piena ragione. Il libro è così compiuto e intensamente delineato da riproporre certe pagine dei futuristi, mentre tuttavia procede oltre le strettoie di quel movimento. Nuovo, vibrante, eclatante come è non c’è dubbio che possieda una fascinazione molto antica, riproponendo vecchissime quesiti su scrittura, visione, stampa , struttura del testo, valore dello sguardo. Però in senso molto specifico è un “libro per bambini”, in quanto chiede di ricominciare da capo, di tornare a quelle aurore in cui la bellezza del testo era data anche dai caratteri usati per scriverlo. Un’aurora qui nascosta nell’indissolubile legame tra frasi e composizione che fa di due testi uno solo.

› menzione

Jennifer Yerkes (text, illus.)

Drôle d'oiseau
Éditions MeMo - Nantes, Francia

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Non accade certo spesso, nell’universo della visione, di incontrare una testimonianza che si possa definire davvero nuova. Sta infatti imperando il Rifacimento che condiziona un po’ tutti gli ambiti creativi. Ma questo testo trionfa, letteralmente, proprio per l’innovativa capacità di sorprendere – sempre – ogni tipo di fruitori. Le pagine esplodono, si frantumano, letteralmente risuonano di un’enfasi grafico-pittorica che le fa essere vive, vibranti, tonificanti. E ogni raffinata composizione sembra anche poter superare i limiti di una tradizione antica come la Stampa. Brevi campiture, limpide calligrafie, riconoscibili presenze, ragguagli botanici, riccioli unicamente eleganti. La vicenda narrata, del resto, volge verso l’acquisizione di una precisa eticità che si palesa interamente nello svolgimento della trama. Si può dire di essere di fronte a un Esopo nuovo che non cerca se stesso nella potenza della voce ma nell’incanto della tipografia. Certo l’interlocutore bambino, il Puer di una grande tradizione, guarda stupito questi “pezzi di bravura” che cercano di dialogare con lui.

Nadia Shireen (text, illus.)

Good little wolf
Jonathan Cape- London, Gran Bretagna

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giuria
Una grande, ilare, carnevalizzante sfida condotta nei confronti di antichissime figure del Fiabesco. Ma anche un motivato desiderio di aggiornare, nel senso di condurre fino all’Oggi, proprio ciò che è più noto, più consolidato, più apertamente dotato di riconoscibilità. La rivisitazione parodica del’antichissimo Lupo delle Fiabe ci chiede di rileggere Esopo pensando alla Pop Art. Ma occorre però pensare che, nell’Oceano dei Racconti, sopravvivono davvero solo quelli che si prestano a una rilettura carnevalesca. Il Lupo che riporta al Lupo delle grotte dell’Appennino è proprio questo Lupo, sgargiante e pop artistico, ludico e sornione, perfido e spassoso. Perché non ha perso davvero nulla delle prerogative del vecchio Lupo, è davvero come lui perfettamente inaffidabile, lietamente bieco. E’, insomma, il protagonista vero di una letteratura per l’infanzia che cerca nuove voci ascoltando l’Antico. E l’infanzia che immaginiamo potrà amarlo perché è un ossimoro.

Lee, Hyeon-ju (text, illus.)

Grimmie's white canavas
Sang Publishing - Seoul, Republic of Korea

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Le "tessiture" visive su cui si fonda il grande ordito grafico dell’apparato illustrativo sono una novità benissimo affrontata e padroneggiata. I "pieni" e i "vuoti", quando dialogano davvero come qui accade, rimandano ai grandi temi culturali che sono il fondamento vero del dibattito artistico novecentesco, le eleganze qui profuse sono degne di una “lettura” che tenga presente l’intera evoluzione degli stili. Ma trionfa, tuttavia , una fedeltà sconcertante al tema di fondo del fiabesco, ovvero al rapporto che stringe l’Alterità alla Quotidianità. C’è anche un bestiario esopiano rinnovato, certo molto più elegante di quello che la tradizione ci tramanda, però fedele a certi stilemi che appaiono indistruttibili. E la finestra-cavalletto che conclude il volume è un gioco visivo che suona come un cosciente manifesto programmatico. Non siamo, in realtà, altro che figure su una finestra-cavalletto: è una dolce ammonizione capace di parlare soprattutto ai bambini, perché dicano tutto agli adulti.

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