2011

Quarant'anni di premi della Fiera del Libro per Ragazzi in Biblioteca Salaborsa Ragazzi

Giuria
Antonio Faeti - Presidente - Italy, professore di Letteratura per l’infanzia
Eric Baker - Design director presso The O Group, società di branding e di marketing con sede a New York
Nathalie Beau - Responsabile della sezione internazionale e dell’IBBY Francia


Fiction

› vincitore

Ėsope, adattamento di Jean-Philippe Mogenet (text),
Jean-François Martin (illus.)

Fables
Éditions Milan - Toulouse, France

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L’antica magia delle favole è ritornata infinite volte a narrare di sé con l’opera di innumerevoli creatori di figure. In questa occasione sembra che gli anni dorati di Felix Vallotton abbiano imposto, al remoto racconto, nuovi ritmi, senza turbarne lo spessore. Splendide tavole che risuonano di occulte melodie, allusivi contorni, fisionomie che ammaliano, un altissimo livello di modulazione dei toni, sempre immersi in una catturante luce surreale che tutto attrae a sé, tra penombre di ocra e sinfonie di grigi. Una grande “fiaba delle fiabe” che definisce una trionfale lezione di arte tipografica perché la sapienza dei bellissimi caratteri è pari alla sorprendente armonia delle tinte così nuove e così piene di vaghezza.

› menzione

François Morel(text),
Martin Jarrie (illus.)

Hyacinthe et Rose
Éditions Thierry Magnier - Paris, France

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Un’impresa apparentemente impossibile fa da premessa a questi incomparabili ritratti di fiori. Limpidi e silenziosi, realistici ma immersi entro un’arcana alterità, questi fiori sono personaggi di un testo di cui occorre scoprire la trama. Loro sono, ad un tempo, avvolti dal loro trionfo vegetale, ma anche pronti a dichiarare lo svolgimento del loro disegno esistenziale. E rinnovano, nella letteratura per l’infanzia di oggi, quello che fu uno dei primi presupposti narrativi, perché si parlò di

Ted Hughes(text),
Laura Carlin (illus.)

The Iron Man
Walker Books - London, United Kingdom

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Una nave solca silenziosa un mare che è grande come una pagina, chiamando a sé l’orizzonte lunare di un universo bibliotecario. Un grande libro, dove ogni illustrazione vuole essere perentoria, chiede che da essa si sprema ogni risorsa narrativa. E, nella fervida urgenza del racconto, anche lo spessore dei contrasti, anche la materia struggente del colore. Tanti piccoli uomini, frutto di un’indagine minuziosa, poi case, trattori, campagne, magazzini. Il lavoro, la natura, gli oggetti: ma il protagonista è lo stile, uno stile soffuso di eleganza “giapponista”, ma capace di definire epoche, visioni del mondo, abiti mentali. Un sentito omaggio alla grande storia dell’illustrazione di cui questo libro fa già parte.

Non Fiction

› vincitore

Kim Hee-Kyung (text),
Iwona Chmielewska (illus.)

A House of the Mind: Maum
Changbi Publishers - Paju, Republic of Korea

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Un piccolo, raffinato poema che riesce a illustrare il silenzio così come esso è stato, al centro della ricerca della pittura Metafisica italiana. Perfette indagini su astratti, geometrici volumi si accompagnano a nuovi degni dell’impresa pittorica di un antico maestro. Allusive costruzioni che rendono filosofico il rapporto con le figure si accompagna a trompe l’oeil densi di una storia sottesa che guarda a ripostigli e a camere chiuse. Gesti, sogni, memorie, citazioni: tutto, in questa opera così diversa e così pura, riporta ad una “visione del mondo” che è intensa e rarefatta come questi interni che chiedono di essere a lungo contemplati. Opere come queste onorano la letteratura per l’infanzia e dicono che “il diritto al sogno” di Bachelard è fatto di severa operosità, di grande lindore, di inesausta ricerca.

› menzione

Aleksandra Mizielinska, Daniel Mizielinski(text, illus.)

Co Z Ciebie Wyrosnie?
Dwie Siostry - Warsaw, Poland

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Un vecchio sogno della letteratura per l’infanzia, nella sua lunga storia, è quello che la porta a chiedere aiuto all’Arte per creare, con essa, una duratura alleanza. Ben rare sono le occasioni in cui questa difficile impresa si è compiuta davvero, ma qui gli autori hanno definito un opera totalmente pittorica proprio mentre realizzavano un racconto. Così segni, sottolineature, allusioni, contorni, impasti di colore fanno di questa opera una ininterrotta trama pittorica che si potrebbe distendere alludendo ai murales messicani. Ma i ritmi narrativi riconducono invece a una narrazione ricca – anche tipograficamente – densa di quella forza evocativa che crea davvero un testo. Un’opera rara, che premia la passione degli autori per la grandezza dello stile.

Gang GyeongSu (text, illus.)

The Stories Shouldn’t Be True
Sigongjunior - Seoul, Republic of Korea

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L’ammirazione che ha destato questo libro deriva da una prima constatazione: non sappiamo più come orientarci perché i media ci aggrediscono con un’immensa coltre di notizie da cui siamo costantemente sepolti. Una nebbia omogenea non ci lascia intendere nulla, le contraddizioni si accavallano, le menzogne appaiono veritiere. Qui, nella storia e nelle immagini, finalmente sappiamo. Così il dolore di una infanzia su cui si accaniscono la Storia, l’Ingiustizia e la Violenza, è reso con queste figure che diventano “icone” perché in sé raccolgono istanze, denunce, violenze. Parlano, questi volti, proprio di ciò che i media censurano, parlano, questi bambini, proprio in nome di chi è sempre zittito. E l’armonia compositiva rende severamente dignitoso questo racconto intriso di sofferenza e di poesia.

New Horizons

› vincitore

Mil-Folhas – História Ilustrada Do Doce

Lucrecia Zappi (text),
Maria Carolina Sampaio (illus.)
Cosac Naify – São Paulo, Brazil

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L’autrice ha giustamente ripensato a l’“impero dei segni” che era una delle nozioni più usate dai grandi studiosi che si occuparono, da pionieri, delle comunicazioni di massa. Ma questo “impero” non si può visitare se non si tiene conto degli infiniti regni in cui è suddiviso. E allora si ritrovano, qui, stampe e mappe, antiche tele e manifesti pubblicitari, illustrazioni di libri e copertine di riviste, locandine di film e narrazioni di Epinal. Costruito con sapienza, con ironia, con coraggio, con senso pieno di responsabilità pedagogica, il libro è però soprattutto ludico perché gli accostamenti hanno piena coscienza della necessità di divertire. Si gioca a passare da un codice all’altro, da una civiltà dell’immagine a un’altra, dal trionfo delle icone al crollo del visivo. Ma si pensa sempre al sorriso dei bambini, che giocano e imparano, che collegano ogni proclama alla magica ironia dei loro anni.

› menzione

A Janela De Esquina Do Meu Primo

E. T. A Hoffman (text),
Daniel Bueno (illus.)

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La segreta e misteriosa magia dei racconti di Hoffmann spinse Freud a dichiarare che il Perturbante trovava in essi la sua più precisa collocazione. Questo coraggioso apparato illustrativo sembra ritrovare il senso di quel misterioso dialogo: con una tecnica che rende un esplicito omaggio a Max Ernst e alla sua poetica del collage, qui Daniel Bueno ritrova tutti i temi del ‘mistero’ di Hoffman e sembra perfino saperlo decifrare. Proprio come in questi brandelli di figure sapientemente assemblati, è evidente il mistero dell’umano, pieno di spigoli, sfaccettature, riporti, citazioni, allusioni, così anche nel grande narratore c’erano infinite presenze e irritanti sottolineature. Resta, poi, un senso come di sconcerto e quasi di sgomento, perché qui si oscilla tra il grigiore dei giorni e la melliflua derisione della magia. Ma Hoffmann ha davvero parlato a Daniel Bueno e gli ha spiegato il segreto fondamento dei suoi racconti.

Un Día

Chiara Carrer (text, illus.)
Petra Ediciones – Zapopan, México

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Va espressa una precisa gratitudine all’editore che porta entro l’ampio confine dei "nuovi orizzonti" proprio un’opera tutta fondata sulla ricerca, sulla solitaria devozione allo stile come quella di Chiara Carrer. L’importanza di questa calorosa diffusione si connette pienamente con quanto l’autrice ha offerto nella sua severa opera di rinnovamento e di devozione ad un estetica della letteratura per l’infanzia che con lei è sempre a stretto contatto con l’Arte. Far conoscere Chiara Carrer vuol dire sollecitare la demolizione di quegli assurdi steccati che separano dall’Arte della Letteratura per l’infanzia, che negano a Paul Klee il diritto di dialogare con il suo bambino nel suo atelier. Una presenza come quella di Chiara Carrer non ha confini, non conosce muri, interdizioni,catture: è di per se alla ricerca di nuovi orizzonti.

Opera prima

› vincitore

Monsieur Cent Têtes

Ghislaine Herbéra (text, illus.)
Éditions MeMo - Nantes, France

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Le maschere sono una testimonianza antichissima che si è via via trasformata per opera di popoli che hanno creato varie e nuove prospettive culturali. Qui Ghislaine Herbéra le ritrova, le ridefinisce, le ricompone, le ristruttura , fino a creare il più bizzarro e sapiente “museo dell’uomo”, in una prospettiva ampia fino a lambire le più diverse citazioni e il più ampio apparato di motivi. Così la rielaborazione del volto diventa un grande monito e si trasforma in una struggente lezione. L’artista intende dire che solo la diversità può davvero alludere all’uomo e intende far capire che la Storia è anche un grande Teatro che contiene un grande Circo. Espressioni, paure, sorrisi, timori, invidie, titubanze vengono a far parte di questa piccola e immensa ribalta: tutto è umano, tutto merita di essere bene osservato, non ci sono divieti, non ci sono censure. E l’infinita varietà allude a un processo sempre in atto: qui non lo si dice, ma la Maschera ha un Volto dietro di sé.

› menzione

Diapason

Laëtitia Devernay (illus.)
La Joie De Lire - Geneva, Switzerland

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Un testo quanto mai ambizioso, poiché la fresca abbondanza di elementi floreali, che denota nell’autrice una sapiente dedizione al “rifacimento”, si mescola con il desiderio di raccontare il ritmo, di rendere i suoni per mezzo delle figure. Allungando, restringendo, riempiendo di segni infiniti delle “tessiture” che guardano agli spartiti musicali, l’autrice supera le ristrettezze che separano un’arte dall’altra, tende a quella ricomposizione unitaria a cui alludevano, in molti periodi della storia dell’arte, proprio le avanguardie più audaci e ambiziose. Resta, però, sapientemente e limpidamente, entro i confini della letteratura per l’infanzia, perché questa successione di voli, di foglie, di alberi, di corolle, di chiome, di fusti, è sempre collocata nel “giardino d’infanzia” dove stanno le grandi fiabe e i classici libri per i bambini. Poi, la poesia è il fine vero a cui tende l’autrice, perché sa che i ritmi infantili alludono alle grandi partiture.

Słoniątko/Fantje

Adam Jaromir (text),
Gabriela Cichowska (illus.)
Muchomor - Warsaw, Poland/Gimpel Verlag - Hannover,Germany

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Con il supporto di una grande sapienza grafica che si nutre delle citazioni nate in varie culture, si sviluppa un racconto che procede come se fosse inserito in una eterna percezione infantile pronta ad accogliere tutto, a riportare ogni cosa a una sorta di alba della creazione. Dietro l’ariosa vicenda, c’è tutta la storia della letteratura per l’infanzia, che fu “animalista” con Fedro, Esopo, La Fontaine perché volle creare un nuovo tipo di dialogo tra i bambini e queste presenze. Ma c’è anche la Città, che è sempre per tutti i bambini, un’invenzione grafica con tutte le sue linee, con gli incroci, i ponti, i treni e le strade. Un grande, arioso omaggio al mistero della percezione infantile, all’aurora di quegli anni in cui tutto si dilata e tutto si rimpicciolisce, come se i due autori, visivamente sempre circonfusi dall’estasi, avessero Gulliver al loro fianco, a far loro da guida.

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