2010

Quarant'anni di premi della Fiera del Libro per Ragazzi in Biblioteca Salaborsa Ragazzi

Giuria
Antonio Faeti - Presidente - Italy, professore di Letteratura per l’infanzia
Ginette Caron - Canada, Membro dell’AIAP (Associazione Italiana progettazione per la communicazione visiva)
Jacob Hope - Gran Bretagna, recensore e saggista di libri per ragazzi


Fiction

› vincitore

Ronald Tolman (text),
Marije Tolman (illus.)

De Boomhut
Lemniscaat - Rotterdam, Netherlands

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Con De boomhut si ha un esempio poetico, limpido, assai sapiente, di come oggi un grande topos dell’immaginario possa essere ancora una volta rivisitato con nuovi argomenti che ne ribadiscono la grande rilevanza culturale. Marije e Ronald Tolman hanno nuovamente creato una “casa sull’albero”, ma l’hanno arricchita di citazioni finissime, dedotte dalla pittura simbolista così come dalla grafica più raffinata del novecento. Un libro che si vale dei sussurri, ma riafferma però il grande tema di una ecologia sapiente e raffinata, in cui il rapporto con la natura è intenso, partecipe, ma non rinuncia all’eleganza, alla ricerca, alla forza della civiltà dello spirito.

› menzione

Nadia Budde (text e illus.)

Such dir was aus, Aber beeil dich!
Fischer Schatzinsel im s. Fischer Verlag – Frankfurt, Germany

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L’intensa vocazione narrativa di Nadia Budde le consente di confrontarsi, con sorridente grazia poetica, con una grande quantità di icone dell’immaginario ricavate dal sogno collettivo di molte culture. Tutti i riferimenti iconografici di un immaginario nutrito con gli apporti di vai media, sono qui presenti, dialogano fra loro e trovano spazio entro un panorama che è fatto per accoglierli. Linee molto forti che alludono sia all’eredità dell’espressionismo sia alle forme più recenti della Comic Art. scandiscono il fluire di questo racconto in cui trovano spazio l’alienazione e l’ironia, le ansie collettive e il riso salvifico.

Katsumi Komagata (text e illus.)

Little tree
Petit arbre

One Stroke – Otaku, Tokyo, Japan
Les trois ourses – Paris, France

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Con l’arte finissima di Katsumi Komagata si ha un’esperienza davvero riassuntiva, dove un sapiente minimalismo pittorico ispira sogni eleganti e intensi. Grande importanza, proprio come nelle grandi culture tipografichem da Gutenberg a Bodoni, ha qui l’uso della carta, alla quale si guarda come a un medium raffinato, come a un elemento fondamentale di una Ars Poetica attenta a sfumature leggerissime però irrinunciabili. Mentre trionfa la civiltà dello spreco, della ridondanza, del cattivo gusto, Katsumi Komagata ci accoglie in questo suo piccolo regno dell’eleganza, dello stile, del colto sussurro.

Vincent Cuvellier (text),
Anne Herbauts (illus.),
Aurélie Luneau (ricerche storiche)
Olivier Mellano (music)

Ici Londres!
Editions du Rouergue – Rodez, France

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Ricca della sua ben nota sapienza iconografica, Anne Herbauts consegue qui un esito molto complesso, in cui la dimensione illustrativa ripercorre il cammino dell’informale pittorico, ritrova il riso di una grande tradizione umoristica, allude alle ombre coltissime di un universo iconografico dove il cinema sperimentale e l’espressionismo si collegano con le tracce dell’arte decorativa, dell’”arte povera”, delle ricerche degli atelier più coraggiosi di tutto il novecento. Ma la freschezza limpida dell’impaginato assegna a questo prezioso manufatto anche una sua inconfondibile fisionomia, un suo evidente carattere unitario.

Kim-Mi hye (text),
Choe-Mi ran (illus.)

Temple built of stone, Seokguram
Woongjin Think Big – Seoul, South Korea

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Lo sfumato abilissimo di Choe-Mi ran opera una prima sollecitazione del nostro sguardo, perché ci narra di ombre antiche, consumate dal tempo, straordinariamente sottratte a pareti, a edifici, a codici, a testi famosi. Però questa alterità può dialogare con le figure del presente a cui è per contro assegnata una lieve festosità cromatica, tutta riferibile all’eleganza del nuovo modo di illustrare e di creare la Comic Art. Un dialogo dolcissimo fra due momenti, il racconto raffinato di un Prima e di un Dopo che si condensano in una riflessione sulla civiltà, sul costume, sulla storia.

Non Fiction

› vincitore

Charles Darwin (text),
Fabian Negrin (ill)

The riverbank
The Creative Company – Mankato, Mn, Usa

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Chi conosce l’arte di Fabian Negrin sa bene che questo artista ama soprattutto sperimentare, fare automaticamente ricerca, tanto che le sue tecniche sono varie così come i suoi intenti poetici. Nel libro si nota l’aderenza piena a una sognata dimensione in cui il giovane Darwin, letteralmente, si immerge entro una onirica natura, ad un tempo precisata e ricondotta al sogno infantile che si nutre di quello “stupore” posto all’origine di ogni percezione dei bambini. Negrin domina perfettamente questo suo universo abbacinante e intricato, passando dal nitore della tavola scientifica al lieve sussurro di chi racconta con amore anche le componenti più complesse dell’umana ansia di conoscere.

› menzione

David Bouchard and Shelley Willier (text),
Jim Poitras (illus.),
Northern Cree (music)

The drum calls softly
Red Deer Press - Markham, ON, Canada

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Lo stile gioioso e complesso di Jim Poitras ci concede una ludica lezione di antropologia culturale in cui certi primi piani nettamente definiti dialogano con sfondi e con paesaggi di cui è resa, in senso materico, tutta la rigogliosa pienezza ma anche tutta la colorata complessità. Ci viene così fatta apprendere da questo nuovissimo apparato illustrativo, una nozione che è particolarmente preziosa se rivolta ai bambini. Perché le presenze degli uomini, con usi, abitudini, tradizioni, atteggiamenti, costumi, non avrebbero un reale significato se non si collegassero subitamente con i prati, i cieli, le colline, i fiumi che li hanno visti nascere.

Emilie Vast (text e illus.)

L’herbier
Editions Memo – Nantes, Francia

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Con un’arte ad un tempo limpida e severa, nitida e intrisa di accorata poesia, Emilie Vast compone davvero un “erbario” che si propone con il nitore dell’autentico repertorio scientifico. Conosciamo, dunque, le foglie d’Europa, però apprendiamo molte notizie anche intorno all’Art Noveau, vediamo come l’occidente ama e amò il Giapponismo, scorgiamo l’esigenza dello stile sempre ribadita nella splendida essenzialità delle sintesi qui operate. Uno stile arioso e severo, che rende ogni tavola preziosa come un gioiello tipografico, e l’erbario però allude alla grande complessità di una classificazione, insegna a riconoscere, a ritrovare, a rispettare.

New Horizons

› vincitore

Gita Wolf (text),
Ramesh Hengadi & Shantaram Dhadpe (illus.)

Do!
Tara Books – Besant Nagar, Chennai, India

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Entro un ben definito e riconoscibile orizzonte, Ramesh Hengadi e Shantaram Dhadpe articolano la loro ricerca sempre attenendosi alle regole del proprio stile, che sono limpide e rigorosissime. La proposta, nuova, diversa e raffinata, si fonda su un elegantissimo rapporto cromatico, dove la carta e le figure sono, ad un tempo, un ordito e un ricamo, mentre si offrono anche a una complessa lettura che ne ponga in rilievo l’intenso spessore narrativo. L’inusuale eleganza dell’ocra e del bianco stretti da una infinita capacità di tessitura narrativa, assegna a questo libro il fascino poliedrico di un testo squisito e di un prezioso manufatto.

› menzione

Hoda Haddadi (text e illus.)

Two friends
Shabaviz Publishing – Tehran, Iran

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Con l’arte di Hoda Haddadi si ritrova la grande sperimentazione novecentesca in cui oggetti, foglie, semi, tronchi, brandelli di carta si stringono in una proposta narrativa pur conservando la loro struttura originaria. Fu uno degli esperimenti più intensi e innovativi dell’arte del novecento,oggi ritorna nell’apparato illustrativo di chi ha deciso di guardare con acutezza e sensibilità ad una natura che entra nell’arte e si fa linguaggio. La grammatica e la sintassi possiedono il fascino arcano di un erbario antico, trovato nei meandri di una fiaba.

Alejandro Magallanes (text e illus.)

Armo con letras las palabras
Cidcli – México D.F., Mexico

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Inserito pienamente nella infinita galassia di Gutenberg, il personaggio che è protagonista dell’opera di Alejandro Magallanes, si perde e ad un tempo si ritrova, perché le lettere, i caratteri, le bizzarrie grafiche, i segni, le sottolineature a stampa, sono un mondo, sono un labirinto, sono un patrimonio intellettuale ed emotivo. L’esplorazione non si potrebbe compiere senza una preliminare devozione per tutto quanto attiene alle lettere, agli stili, all’indicibile sapere che la civiltà della scrittura ha assegnato a tutte le proprie componenti, dotate così di un fascino surreale e inamovibile.

Gustavo Borges (text),
Daniel Kondo (illus.)

Tchibum!
Cosac Naify – São Paolo, Brazil

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Con Tchibum! Daniel Kondo ha proposto un opera insinuante e diversa che rispetta e asseconda la lucidità infantile perché ripropone il libro d’arte con cui si può giocare e guarda alla pittura più gioiosa e ammiccante scaturita dalla Pop Art. E’ un libro che si usa, che si manovra, che si può rendere addirittura filmico per l’attraente mobilità delle sue pagine. Un libro, pertanto, che è destinato a diventare irrinunciabile, che ritorna alle alchimie festose dei libri, sentiti come propri, che si hanno sempre in mano, che non si abbandonano mai.

Opera prima

› vincitore

Jeremy Holmes (Book design e illus.)

There was an old lady who swallowed a fly
Chronicle Books – San Francisco, CA, USA

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Il mondo che sapientemente ci propone Jeremy Holmes è un mondo a sé, il suo libro è una testimonianza davvero unica di amore per l’editoria, per l’universo bibliotecario, per le infinite “citazioni” che un occhio sapiente può accumulare e rielaborare. L’autore di questa perfetta delizia tipografica può passare da un Ottocento divertito e surreale al Sogno perenne di un’Alice che è sua complice, perché quelle proposte da Jeremy Holmes sono davvero delizie dell’immaginazione, strette in un’opera coerente che insegna mentre diverte.

› menzione

Cécile Boyer (text e illus.)

Ouaf miaou cui-cui
Albin Michel Jeunesse – Paris, France

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Con l’opera di Cécile Boyer, la poesia prende la strada complessa e onirica dove si incontra l’universo arcano della scrittura. L’autrice ama il lindore della limpida composizione, sa calibrare perfettamente il senso di ogni carattere, sa trasformare un esito calligrafico in un mondo di cose. All’occhio bambino questo mondo di composizioni, linee, strutture, toni, dimensioni, offre una avventura dello sguardo che si rende solenne e civile.

Susana Reisman

Time flies
Dar Onboz – Beirut, Lebanon

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Nel mondo di Susana Reisman, le linee vibrano, i triangoli suonano, i numeri si collegano agli orologi metafisici che scandiscono le ore dell’eternità. Come certi artisti del novecento, come Klee o Matisse, Susana Reisman desidera collegare la musica alla pittura e il suo esito è così convincente da far davvero scuotere le pagine. Tutto però soggiace anche all’impronta del gioco, e si colgono sobbalzi, contaminazioni, sussurri, indefinibili vibrazioni. Ma il rigore dello stile, stringe tutto in un delizioso ed elegante fraseggio.

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