2006

Quarant'anni di premi della Fiera del Libro per Ragazzi in Biblioteca Salaborsa Ragazzi

Giuria
Presidente
: Antonio Faeti - Italy, professore di Letteratura per l’infanzia
Giurati:
Maria Linsmann - Germany, direttrice del Burg Wissem Bilderbuch Museum
Elisabeth Lortic - France, Les Trois Ourses


Fiction

› vincitore

Heinz Janish (text)
Aljoscha Blau (illus.)

Rote Wangen
Berlin, Aufbau Verlag, 2005
(Germany)

“Rote Wangen” accosta le pagine di quaderno di un racconto di infanzia alle ampie prospettive di scenari metafisici delineati con estatica cura e con una tenerezza mescolata a severità. Un toccante sussurro filosofico accomuna un nonno e un nipote mentre pareti imbiancate, pavimenti verniciati, sedie, catini, stufe, vasi pretendono una fiduciosa attenzione. Il bambino, il nonno, il quaderno a righe, le piccole figure come annotate in blu da un accorato pennino, raccontano una storia vecchia come il mondo. Le prospettive sono ampie come nei sogni, il colore possiede una musicalità che lo induce a definire un eterno pomeriggio. Tra eleganza e sussurro questi colori raccontano un vivere che spesso si perde nei silenzi, ma queste pagine raccontano la sapienza degli attimi per sempre smarriti e sono tutte pervase da quella poesia che solo lo stile alimenta.

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› menzioni

Karen Hesse (text)
Wendy Watson (illus.)

The cats in Krasinski Square
New York, Scholastic, 2004
(Usa)

In “The Cats in Krasinski Square” ci sono lunghe prospettive luminose, ci sono squarci di una città distrutta, c’è una speciale tragedia fatta di allusioni minime, di delicati mezzi toni, di contorni sapienti ed eleganti. Così, nel disastro tanto bene evidente anche qui, nelle pallide dimore ferite, nella lucentezza obliqua di tanti sfondi, prende corpo una speranza metaforica. La guerra orrenda non spegne la minuscola carità, non uccide quei sentimenti lievi e profondi che fanno sorridere. Nella ribadita salvezza degli ultimi si scorgono contorni ben netti, si osservano atti puliti e altamente metaforici, si constata come la speranza possa essere affidata alle melodie degli ocra, dei giallini, dei grigi, dei malva, dei violetti.

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KO Kyung Sook

Mapop e kolin pong
[Bottiglie magiche]
Seoul, Jaimimage Publication Co., 2005
(South Korea)

In un libro come “Magic Bottles” è presente un “arcimboldismo” sotteso dove la drammatica potenza espressionistica delle bottiglie è tutta connessa con una apparenza teatrale che nasconde un cuore ben altrimenti complesso. Dietro le maschere di questa tremebonda commedia c’è un vero altrove, c’è uno zoo metafisico che diventa l’apparato onirico di un nuovo Little Nemo. Oggetti e animali balzano all’evidenza, ma anche si nascondono, oppure chiedono addirittura il ruolo di protagonista. L’identità delle bestie o quella delle cose può essere sempre messa in discussione, ma qui c’è comunque un posto per ciascuno dei personaggi, perché l’autore possiede la capacità di transitare da un luogo all’altro, da un’epoca all’altra, in questa redenzione degli oggetti agli occhi di un bambino.

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William Steig

When everybody wore a hat

New York, Joanna Cotler Books, 2003
(Usa)
(Harper Collins Children’s Book, Usa)

In “When Everybody Wore a Hat” il magico segno di William Steig si rende ancora una volta protagonista assoluto di una storia che ha anche la forza di un congedo, l’eleganza di un addio, la dolcezza di un ripensamento. Questo segno limpido e ironico, calligrafico e denso di vibranti notazioni va ora alla ricerca di una memoria, ritrova fondamentali frammenti - come nel caso della trepida icona della guerra - riscrive un mondo, palpita di una dolcezza ossimorica in cui convivono l’aspra satira di costume e il tranquillo riscontro di una quotidianità scandita con il senso di chi sa raccontare anche le parti più nascoste con la forza di un rilievo nutrito di saporosa e graffiante umoralità. Questa è l’opera di un maestro che rammenta e spiega perché possiamo ricordare anche noi.

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Non Fiction

› vincitore

Henning Wiesner (text)
Gunter Mattei (illus.)

Müssen Tiere Zähne putzen?...und andere Fragen an einen Zoodirektor
München-Wien, Carl Hanser Verlag, 2005
(Germany-Austria)

“Müssen Tiere Zähne putzen?…” è un libro molto diverso nei confronti di una produzione editoriale nota e spesso ripetitiva. Ritrova infatti, deliberatamente, la grazia e l’arcano incanto di certi collages di Max Ernst e li pone però al servizio non di una surreale rilettura di una scienza sentita come diversa e aliena, ma di una conoscenza vera, briosa, ludica, rasserenante. Il volume, per quanto attiene alle immagini, è il frutto intenzionale di una grande Ars Combinatoria che si fonda su abilissimi ammiccamenti in cui non si separa la scienza dal sorriso. Il testo è strettamente collegato con questa ricca avventura editoriale: si basa sul doppio senso, sul gioco sapiente, sulle più avventurose correlazioni. Un’opera insolita che cerca le proprie radici in una pedagogia che vuole unire il sorriso alla ricerca, l’ironia alla scoperta, il gioco alla sperimentazione.

cover: mussen_tiere_zahne_putzen.jpg

› menzioni

Manuela Morgaine, Claire Dubois

Encyclopédie des grands écrivains pour les petits lecteurs [Buvard et Ricochet]

Paris, Le Baron Perché, 2005
(France)

Questa “Encyclopédie des grands écrivains pour les petits lecteurs” intende davvero offrire, a un pubblico composto di lettori giovanissimi, un apparato iconografico che a loro proponga il senso della grandezza incredibilmente complessa dei grandi letterati. E pertanto accumula citazioni, gioiose rimembranze, inediti confronti, soprassalti densi di sapiente malinconia. Questa letteratura figurata si offre non solo creando straordinarie icone, ma anche suggerendo di guardare agli scrittori qui raffigurati come a mondi, da loro stessi creati, dove il sogno, il mistero, il perturbante, il non detto, il non conoscibile, l’aspro, il dolcissimo abbiano le stesse possibilità di accoglienza. Il flusso narrativo non si interrompe, non può interrompersi: come nelle tavole di un antico cantastorie qui procede, figura dopo figura.

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J. Patrick Lewis (text)
Mark Summers (illus.)

Vherses: A Celebration of Outstanding Women
Mankato, Creative Editions, 2005
(Usa)

“Vherses” ritrova i delicati e complessi moduli stilistici di una tra le più raffinate e difficili tradizioni illustrative. Le immagini così elaborate riportano alle radici di una rinnovata condizione femminile e si connotano per mezzo di contrasti sottili, di brevi accenni, di allusioni anche velate. Scorrono sotto i nostri occhi volti ben noti, ma ciascuno di essi è avvolto come da un’aura che lo rende assolutamente emblematico. Sono testimonianze alte, assolutamente esemplari, ma non possiedono le virtù aliene di certe statue o di certe medaglie. Le grandi presenze qui allineate chiedono tutto all’eleganza del tratto, ricompaiono dal passato non per ammonire ma per essere con noi, per donarci conforto e aiuto.

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New Horizons

› vincitore

Elisabeth Foch (text)
Janna Andréadis (illus.)

Días tonaltin
Zapopan, Petra Ediciones, 2005
(Mexico)

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“Dias Tonaltin” presenta un raffinato percorso in cui si va da un rapido, spesso straordinario abbozzo grafico riferito a un ampio universo animale, vegetale, ampiamente naturale, fino alla Piedra del Sol che tutto riassume e ridefinisce entro una straordinaria prospettiva. Così dal simbolico alla scrittura, dal segno al sogno, dal mistero di una cultura alla sua realizzazione grafica si mostra un itinerario nel suo autentico farsi. E, specialmente a un pubblico molto giovane, si mostra la rievocazione di un meraviglioso processo in cui l’uomo comunica dopo avere creato strumenti e fondamenti, sempre tenendo a una superiore realizzazione in cui si raccolgono i miti, le vicende, le passioni. Il rapporto tra nero e colore mostra poi come il primo possa trionfare sulla potenza del secondo.

› menzioni

Fatemeh Mashhadi Rostam, Afra Nobahar

Tap, Tap, Tap

Teheran, Shabaviz Publishing Co., 2005
(Iran)

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“Tap, Tap, Tap” concentra in sé un fitto reticolo di segni, esprime il senso di una cultura grafica dotata di grande fondamento, è anche espressione di un perdurante processo di ricerca. Si coglie molto bene, in queste pagine, come due modi diversi di definire i segni, i contorni, i tratteggi, le campiture, possono incontrarsi e dare luogo a un nuovo prodotto che tiene conto di varie ascendenze. Qui, oriente e occidente possono dialogare davvero, ritrovando le radici di una civiltà visiva che nasce da un autentico processo di ricerca.

Afaf Tobala, Adly Rizkallah

Al-samakah al-fidiyyah
[Il pesce d’argento]
Al-Qahirah, Nahdet Misr For Printing,
Publishing & Distributing, 2005
(Egypt)

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“The Silver Fish” conduce una ricerca grafica che appare molto attuale nelle esperienze di molti artisti appartenenti a varie culture. L’autore ha posto al centro della sua esperienza la carta e ne ha valorizzato la consistenza, la varietà delle superfici, lo spessore, la complessità della composizione. Così, proprio partendo da questo fondamentale strumento di comunicazione, ha poi esplorato le campiture acquerellate proprie di una tradizione che consente di citare Paul Klee. Una squisita intenzione, tesa a sperimentare, ottiene qui un risultato emblematico, che propone incontri, scambi, colloqui. È la civiltà della carta, con tutta la sua immensa storia fatta di materialità e di fascino, che qui può essere guardata e compresa.

Words and Music

› vincitore

Wynton Marsalis (text)
Paul Rogers
(illus.)


Jazz A B Z: an A to Z collection of Jazz Portraits

Cambridge, Candlewick Press, 2005
(Usa)

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Il libro di Wynton Marsalis e Paul Rogers, “Jazz A B Z”, è un esempio molto raro e molto raffinato di come si possa tradurre l’essenza della musica in un linguaggio visivo. Gli autori raccontano davvero la civiltà e la cultura del jazz, vanno ad esplorare questa straordinaria rivoluzione dei suoni e ne fanno la storia punteggiando il lungo itinerario con citazioni, allusioni, rinnovamenti. L’occhio del lettore ritrova tante intense emozioni, rivede il trionfo di un artista devoto al jazz come Stuart Davis, ripensa perfino ai famosi collages di Matisse. Un lineare contributo che può offrire ai giovani il fascino di un grande momento storico, a cui qui si ridona vita, splendore, nuova fascinazione. Il libro è un contributo unico alla storia del rapporto tra musica e pittura, un rapporto intenso e poco studiato.

› menzioni

Davide Calì (text)
Éric Heliot (illus.)

Piano piano
Paris, Éditions Sarbacane, c2005
(France)

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Il libro di Davide Calì e Éric Heliot è fatto di ritmi visivi che raggiungono complessi esiti poetici alludendo a uno strumento musicale. Dal pianoforte, protagonista autentico del volume, gli autori ritrovano e ripropongono la posizione centrale nell’immaginario musicale di varie epoche e si riferiscono ai molti momenti in cui questo particolare strumento fu descritto, narrato, esaltato. Poi, la leggerezza poetica della storia allude anche, con grande finezza emotiva, ai temi rilevanti di una vera educazione musicale. Il libro fornisce un contributo speciale e originale alla storia dell’umorismo, poiché è fresco, vibrante, allusivo.

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