2005

Quarant'anni di premi della Fiera del Libro per Ragazzi in Biblioteca Salaborsa Ragazzi

Giuria
Presidente
: Antonio Faeti - Italy, professore di Letteratura per l’infanzia
Giurati:
Helena Campos Roig - Spain, libraia
Tina Davis Snyder - Usa, grafico


Fiction

› vincitore

Emmanuelle Houdart

Monstres malades

Paris, Éditions Thierry Magnier, c2004
(France)

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“Monstres Malades” di Emmanuelle Houdart ritrova e rinnova le preziose fantasmagorie di una tradizione, quella teratologica, che si collega al Rinascimento e comprende giardini misterici, collezioni inquietanti di principi lunatici, esibizioni di «fenomeni» nelle fiere. È una tradizione che qui si colma di citazioni graffianti come lo spettacolo murale degli affiches, oppure allusive come le bacheche di un insolito museo. Ma questi mostri, però, sono “malati” e sono quindi non da aborrire, ma da compatire, in un concerto di sensazioni che va da Arcimboldo fino a Baj. Mostri che spaventano, ma fanno anche pena, perché il mostro è anche una creatura meravigliosamente ambigua, che suscita compassione, sorriso, paura.

› menzioni

Rita Golden Gelman(text)
Paul O. Zelinsky (illus.)

Doodler doodling
New York, Greenwillow Books, c2004
(Usa)

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In “Doodler Doodling” di Paul O. Zelinsky e di Rita Golden Gelman risplende, nella sua toccante pienezza, tutta la vibrante complessità di una Ars tipografica nata con Comenio e giunta fino a noi. L’infanzia gode da secoli della ludica sapienza di questo universo dove timbri, scatole di caratteri, acquerelli, incisioni, xilografie sembrano rincorrersi, riallacciarsi, ripetersi. Da una magica notte iniziale, ritratta in copertina, si parte verso un mondo in cui la Stampa è signora, dove le illustrazioni di vecchi e cari libri si animano e chiamano al gioco, dove cuochi del sogno preparano torte che sembrano universi. Un viaggio dolce e armonioso nella civiltà del libro, un itinerario sapiente nel mondo delle figure, un’ipotesi di salvezza proprio mentre la grossolanità dei media ci induce al pessimismo.

Carlos Reviejo(text)
Javier Zabala (illus.)

Pictogramas en la historia de Don Quijote de la Mancha
Madrid, Ediciones SM, 2004
(Spain)

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Illustrare Don Quijote vuol dire accettare una sfida aspra e complessa, perché l’hidalgo sfortunato ha incontrato pittori, incisori, scultori che hanno reso complessa e varia la sua fisionomia. Javier Zabala ha guardato al cavaliere dalla “trista figura” con gli occhi abbacinati di un bambino. E così ha ritrovato, come in un sogno, quelle cavalcate sulle mesas che rappresentano forse la più intensa e misteriosa delle finzioni occidentali. E il guerriero allucinato che impazzì leggendo troppi libri entra proprio nel “primo” libro, quello che determina la nascita della lettura. È quasi un carattere tipografico anche lui, fa parte di un abbecedario onirico dove si susseguono immagini con ritmo incalzante. Zabala ci porta in una piccola aula scolastica che è un grande impero dei segni, ci guida ad amare un alfabeto che è proprio tutto il suo mondo.

Non Fiction

› vincitore

Ange Zhang

Red Land, Yellow River: a story from the cultural revolution

Torono-Vancouver-Berkeley, Groundwood Book-Douglas & McIntyre
(Canada- Usa)

cover: red_land_yellow_river.jpg
Il libro di Ange Zhang è un raro esempio di un uso didattico dell’autobiografia, reso particolarmente toccante dal complesso e poco conosciuto periodo storico a cui si riferisce. Con una particolare sensibilità graficopittorica, Ange Zhang ci conduce, anche visivamente, nelle sconosciute vicissitudini di quegli anni, ritrova momenti, situazioni, esempi, figure. Il codice visivo, reso con straordinaria pertinenza, è proprio quello che allora veniva usato per la propaganda, per la pedagogia figurale del regime, per il catechismo rivolto specialmente ai giovani. Però Ange Zhang lo usa per sovvertire, per rovesciare il senso di quei messaggi. Le immagini di questo libro spiegano la storia ma eccezionalmente sono “anche la storia”, perché ripropongono il senso di un dramma, dicono di come una sofferta quotidianità parli al cuore meglio di tanti apparati retorici.

› menzioni

Jennifer Fandel

The Light Bulb

Mankato, Creative Education, 2005
(Usa)

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In “The Light Bulb” la scienza scaturisce da una osservazione molto attenta della quotidianità e muove proprio dagli oggetti di uso comune. Il libro non si limita a spiegare come nasca un’invenzione a cui nessuno fa più caso mentre tutti sanno che ha cambiato il mondo. Intorno a quell’invenzione il libro compone un universo di immagini dove la fotografia si accosta all’incisione, la tempera si accompagna al quadro ad olio, per documentare epoche, sentimenti, attese, speranze. Così la specificità dell’invenzione scientifica, di per sé raccontata come una grande, affascinante avventura, si accompagna a un trascinante museo dell’uomo, pieno di suggestioni, di sofferenza, di aneliti verso un miglioramento delle condizioni di vita. La luce di questa lampadina illumina gli eventi, fa risaltare i contrasti, migliora le condizioni con cui si fa e si studia la storia. Una storia che non può dimenticare chi sperimentò, inventò, rischiò.

New Horizons

› vincitore

John Kilaka

Ubucuti bw’imbeba n’inzovu

Kigali, Editions Bakame, 2004
(Ruanda)

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Il libro di John Kilaka suscita emozioni davvero nuove che non possono essere accostate in senso specifico alle narrazioni destinate all’infanzia da numerose e colte tradizioni. Le immagini sono pervase da una affascinante alterità in cui non valgono possibili allusioni a spazi in un certo senso simili. Non sono immagini naif, perché alludono ad una dimensione arcana del racconto, a un narrare in cui proprio il visivo era pienamente collegato con l’oralità. Noi godiamo di questo incanto diverso, lontano, a tratti anche struggente. Con l’etico finale ci sembra poi di ritrovare una saggezza smarrita, proprio quella che deriva anche dall’estasi bambina da cui sono pervase le figure. Qui si ritorna a un tempo in cui gli exempla non scaturivano dalle cronache televisive, ma dal confronto aurorale che qui si delinea tra comportamenti, saggezza, parole, sogni, visioni.

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