2009

Quarant'anni di premi della Fiera del Libro per Ragazzi in Biblioteca Salaborsa Ragazzi

Giuria
Antonio Faeti - Presidente - Italy, professore di Letteratura per l’infanzia
Leonard Marcus - USA, storico e critico di libri per ragazzi
Maria Cristina Paterlini - Italy, bibliotecaria specializzata in letteratura per l'infanzia


Fiction

› vincitore

Ajubel (text e illus.)

Robinson Crusoe
Valencia, Media Vaca, 2008
(Spagna)

cover: fiction_v_robinson_crusoe.jpg
Con una coraggiosa scelta iniziale, Ajubel ripropone tutti i termini di una storica contrapposizione, quella fra testo e immagine, portando però una sfida tradizionale a un nuovo e più alto livello. Ma il contrasto, però, è solo apparente, perché con la forza insinuante dei suoi segni e dei suoi colori, Ajubel non ha prodotto immagini ma creato icone. Le figure che via via si susseguono concentrano in sé emozioni, sentimenti, ansie, timori, attese. Il testo composto di parole è qui, vivo, vibrante, denso di tutta l’onirica intensità che il genio di Defoe poté in esso condensare. E’ ammirevole, l’opera di Ajubel, anche da un punto di vista pedagogico, perché induce la mente a compiere un esercizio che dovrebbe essere sempre al centro della nostra attenzione. Infatti, con queste splendide figure che stringono a sé un testo, ci spiega come affrontare i rischi dell’iconosfera in cui siamo interamente inseriti. Un libro unico, certamente, che dovrà aprire nuove strade, fornire ulteriori strumenti di conoscenza.

› menzione d'onore

Hyewon Yum (text e illus.)

Last Night
New York, Farrar - Straus & Giroux, 2008
(USA)

cover: fiction_m_o_last_night.jpg
La tecnica, molto speciale, di Hyewon Yum, ritrova preziosamente e con l’uso evidente di forti risorse, proprio quelle dimensioni iconografiche meglio inserite nella prima metà del novecento. Già l’espressionismo aveva troncato ogni rapporto con i segni inerti e troppo carezzevoli di una certa tradizione, ma Hyewon Yum rafforza questo distacco, mescola segno a segno, sovrappone contorni, si vale di una intensa passione per la materia pittorica spesso esibita nel suo autonomo valore. Via via, le sovrapposizioni, i segni fortissimi alternati a quelli tenui, le ampie spaziature che si accostano a vibranti macchie di colore, ci inducono a ritenere che questo sia un omaggio colto indirizzato a una grande tradizione, ma ci fanno anche riflettere sul valore di chi sa far rivivere, davvero nobilmente, segni, tecniche, profili, stesure, coloriture che potevano scomparire e invece brillano di nuova luce.

› menzioni

Rui Kodemari (text), Yoko Kitami (illus.)

Rue and Linden: a journey and staying home
Tokyo, Kodansha, 2008
(Giappone)

cover: fiction_m_rue_and_linden.jpg
Con la grazia delle narrazioni vittoriane, sospese tra sogno e realismo magico, le vite parallele della bambina e del gatto ci parlano di una complessa cultura, di una intensa antropologia culturale, di un universo di sogno. Ma ci dicono anche di una antica e sapiente figuralità, quella giapponese, che nella sua lunga storia, alternando un confronto serrato con un dialogo delizioso, ha potuto diventare riassuntiva. Qui il sogno iconografico che si individua nelle case, negli abiti, nell’arredo domestico, deriva dalla sapienza ben nota delle stampe giapponesi, però dialoga con amore e sa insistere su momenti che appartengono a molte culture. Questo è anche un viaggio nella memoria, così come è una ricognizione nella storia degli stili e un pellegrinaggio condotto in un delicato orizzonte iconico, dove ogni citazione induce alla riflessione, non solo al godimento.

Dan Yaccarino (text e illus.)

Every Friday
New York, Henry Holt And Company,
2007
(USA)

cover: fiction_m_evry_friday_m.jpg
Con piena e colta consapevolezza, Dan Yaccarino ripercorre un fulgido momento nella storia dell’immagine, e occhieggia sapientemente la non dimenticata magia degli anni tra le due guerre, quando un cartellone, lo stile di un arredo, la creazione di un oggetto o la foggia di un abito, si ricomponevano in una visione complessiva che aveva per fine l’eleganza. E Yaccarino sa ridefinire quelle forme lievi e compatte, sa rinunciare al peso dei contorni, sa valersi di un apparato coloristico dal quale è per sempre bandito il banale. Prospettive limpide, così chiaramente definite da far pensare a un esercizio di ricerca rivolto a porre l’eleganza serena, vivificante, in ogni situazione. Mentre ritrova, ripropone, rilegge, ripensa, Yaccarino esibisce però un talento autonomo che si fonda, anche, sulla propria inconfondibile cifra stilistica. Il libro nasce così dal magico incontro tra una ricca personalità e un indimenticabile momento della storia della figurazione.

Non Fiction

› vincitore

Guillaume Duprat (text e illus.)

Le livre des terres imaginées
Parigi, Seuil Jeunesse, 2008
(Francia)

cover: non_ficton_v_le_livres_des_terres.jpg
Le terre di sogno per le quali ci conduce Guillaume Duprat, sono, a ben vedere proprio le terre davvero amate dalla scienza, quelle che ci fanno riflettere su temi filosofici che scaturiscono dalla geografia. Lo splendido viaggio onirico di Duprat è orientato verso importantissime mete che hanno impressionato, impaurito, lusingato, stimolato la mente di molte generazioni di uomini. Qui le cartografie e i simboli, i modi insinuanti, onirici, di raffigurare la terra, ci dicono quanto sia toccante e commovente la fatica compiuta dall’uomo per ritrarre il suo pianeta. Il Mito è qui riproposto come uno splendido alleato della geografia, fornendo così, con la delizia di queste immagini stilisticamente coerenti, anche un itinerario attualissimo che oggi va percorso con nuove ragioni, pensando a nuovi traguardi. Perché questa terra guardata da cartografi che erano visionari e poeti, è quella terra che dobbiamo difendere, amandola con l’amore colto e fantasioso di cui ha dato prova Duprat: solo tenendo conto di questa arcana bellezza, potremo davvero salvarla.

› menzioni

Sylvie Baussier (text), Ilya Green (illus.)

Les rêves racontés aux petits curieux
Parigi, Syros Jeunesse, 2008
(Francia)

cover: non_fiction_m_les_reves.jpg
Il sogno rivive davvero nel complesso aggregato di immagini con cui è definita ogni tavola. Ci sono piani diversi di raffigurazione, ci sono stili fra loro difformi, ci sono eredità grafiche dotate di diverse ascendenze. Queste immagini, intense, limpide, benissimo inserite in un progetto grafico complessivo, si riconducono splendidamente, e con vera sapienza, alla dimensione più vera e complessa del sogno. Infatti il percorso per cui si accede ai sogni, forse quello che consente anche di interpretarli, è proprio scandito da momenti riconoscibili in cui appaiono simboli, ben noti emblemi, brandelli del mito. La qualità del libro è allora complessivamente da riconoscere proprio nell’uso di immagini elaborate, variegate, intricate, spesso composte di insinuanti citazioni. Ma il sogno è costruito allo stesso modo, aggrega gli stessi temi, fonde tra loro le stesse incongruenze.

Florence Noiville (text), Christelle Enault (illus.)

Et toi, ta grand-mère
Parigi, Actes Sud Junior, 2008
(Francia)

cover: non_fiction_m_et_toi.jpg
Il rapporto con le altre generazioni, con i nonni, con gli antenati, con il passato, con la storia familiare, fa parte oggi di un assetto civile, colto e irrinunciabile. Il libro offre una proposta ben precisa: che si abbia eleganza, dolcezza, passione, stile, e solo allora si avrà davvero anche memoria. Il mondo di ieri, il mondo di chi non c’è più, il mondo di chi ci ha preceduto, il mondo delle storie minime che riempiono le nostre radici: il libro offre una grafica linda, elegante, nobilmente affettuosa a questo spazio così discusso e complesso. Possiede anche una precisa suggestione pedagogica, perché dice di guardare alle radici senza timori, senza sospetti, senza ansie: nel passato si viveva con questa grafica piacevolezza, i nonni avevano un loro mondo da guardare con rispettoso interesse, si abbia fiducia, si vada avanti con serenità consapevole.

Majoongmul (text), Yoon Ju Kim (illus.)

Math in an Art Museum
Seoul, Yeowon Media, 2008
(Corea)

cover: non_fiction_m_math_art_museum.jpg
Il libro propone, con eccitante freschezza, con l’uso di immagini in cui la sapienza della costruzione si riempie di una ammiccante lucidità, il senso più profondo e vero di una visita a una pinacoteca o a una mostra d’arte. I bambini vedono, catturano, rielaborano, ripropongono. La loro è una fruizione attiva, come quella che qui viene elegantemente raccontata. Il libro si muove su molti piani figurali, proprio quelli che si offrono alla percezione infantile: non si tratta di una visita guidata che opprime con un’ermeneutica imposta, dalla quale non si può fuggire. Proprio con un occhio giocoso, lieto, libero di operare contaminazioni e prolungamenti, si può guardare l’arte da bambini. È un modo, quello qui indicato, che mescola sapienza e gioia, lindore e capacità di decifrare. L’arte deve poter piacere davvero, solo dopo sarà possibile entrare nel labirinto delle interpretazioni. Prima, come legittimamente asserisce il libro, vale interamente lo stupore infantile, qui reso con grazia e con sapienza.

New Horizons

› vincitore

Saki (text), Alba Marina Rivera (illus.)

El contador de cuentos
Caracas, Ekaré, 2008
(Venezuela)

cover: new_horizion_v_el_contador.jpg
La giuria ha preliminarmente considerato, in tutto il suo valore, la coraggiosa scelta compiuta da Alba Marina Rivera di illustrare il capolavoro di Saki, ovvero una delle novelle più acute e inquietanti della novellistica moderna. Verso il testo di Saki, la disegnatrice non mostra inibizioni, incertezze, dubbi, timori. Così rende davvero i soprassalti, tra ironia, noia, disgusto, attesa, su cui si fonda la novella. Ma, del pari, sa anche benissimo decifrare visivamente l’indubbio clima figurale che domina il vagone di quel treno in cui avviene uno scontro potente tra due concezioni educative, tra due opzioni morali, forse tra due visioni del mondo. Così la zia, il narratore, i bambini vengono tutti ricondotti alle ragioni di una eleganza allusiva, complice, densa di sottaciute tensioni. E il narratore di Saki riceve una appassionante definizione grafica che lo fa entrare nel fantastico più nascosto, proprio nel cuore del fantastico dove vuole collocarlo l’illustratrice. E il treno contenitore aggiunge grazia tipografica all’intensa impresa visiva.

› menzioni

María Baranda (text), Gabriel Pacheco (illus.)

Hago de voz un cuerpo
Città Del Messico, Fondo De Cultura Económica, 2007
(Messico)

cover: new_horizons_m_hago_de_oz.jpg
L’arte dell’illustrazione trova nell’opera di Gabriel Pacheco uno di quegli spazi che raramente si mostrano agli occhi dei fruitori. È, quello di Pacheco, un mondo estremamente composito dove si accumulano citazioni, brandelli, ritagli, squarci, assemblaggi, collages. È un modo di operare che illustra bene la poesia, anch’essa basata su citazioni e su illuminazioni. Ma l’illustrazione che Pacheco predilige è poi quella che guarda fissamente a un intero universo tipografico, perché proprio questo universo fece nascere la potenza vera dell’illustrazione, intesa come uno spazio ampio, ma sempre dilatabile, dove tutto può condensarsi entro immagini assolutamente esemplari. Nulla è vietato a chi opera così: un vecchio giornale fornisce un’idea, un oggetto condensa in sé il mondo, un gioco grafico riassume un discorso. La grande lezione del surrealismo ha del resto proprio questi stessi fondamenti.

Afsaneh Shabannezhad (text), Rashin Kheyrieh (illus.)

Arang Arang tell me what color
Tehran, Institute For The Intellectual Development Of Children And Young Adults (Kanoon), 2008
(Iran)

cover: new_horizons_m_arang_arang.jpg
La giuria ha, da molti esempi, potuto individuare l’esistenza, in Iran, di una tendenza autonoma, ricca di una propria inconfondibile verità, derivata da una riconoscibile tradizione che è visibile in tanti autori. L’opera qui considerata aggiunge nuove ragioni a queste considerazioni da tempo accertate, perché qui il valore dell’espressione grafica è ancora più lindo, più stimolante, più elegante. Sembra che, nell’universo visivo di cui tutti facciamo parte, qui si rendano visibili tracce nuove ed antiche ad un tempo, capaci di alludere a modalità espressive fondate su antiche scritture e canoni remoti, ma anche su soluzioni che è inevitabile collegare con la grande grafica di tutto il Novecento. Un incontro fra culture, quindi, che riporta alla felicità della pagina, guardata come se essa fosse non solo uno spazio interamente visivo, ma anche un mondo che non rifiuta nessuna eredità e nessuno stimolo.

Opera Prima

› vincitore

Kevin Waldron (text e illus.)

Mr. Peek and the Misunderstanding at the Zoo
Dorking, The Templar Publishing, 2008
(Gran Bretagna)

cover: opera_prima_mr_peek.jpg
Tutta la grazia, tutta la gioia sorgiva che possono, anche, scaturire da un’”opera prima”, sono presenti nel lavoro di Kevin Waldron, che letteralmente danza, di pagina in pagina, con la ludica gaiezza di chi vuol davvero divertire. Soprassalti di allusiva ironia si accostano a sapienti squarci visivi nati da un immaginario tipografico che sempre allude alle ritmiche delizie dell’antico cinema muto. Ma Kevin Waldron non è solo fresco, vivace, genialmente intuitivo, è un consapevole erede della tradizione nobilissima che, negli anni Trenta, rese memorabili le grandi riviste americane e i tanti talenti che in esse operavano. Proprio in un’”opera prima” è quindi possibile riconoscere un vero culto per la storia di un’avventura grafica, per la cultura da cui essa scaturiva, per la civiltà tipografica che faceva da splendida cornice. Anche questo intenso rapporto tra l’incanto della freschezza e la ricerca entro i confini di un sapiente passato, sottolinea l’unicità di questa “opera prima”.

Link: