Auto d'Emilia
Lamborghini, Maserati e Ferrari. Nella Terra dei Motori "Le farò vedere se non sono capace di fare anch'io delle "fuoriserie", magari migliori delle sue" Con questa sfida, lanciata nel lontano 1962 da Ferruccio Lamborghini a Enzo Ferrari, comincia l'avventura dell'azienda di Sant'Agata Bolognese, terzo polo, in ordine di apparizione, del "triangolo d'oro" delle supercar italiane: Maserati, Ferrari e, appunto, Lamborghini.
La montagna bolognese nel medioevo
"Case di pietra, ponti di pietra grigia. In uno scenario di bellezza antica, tocca il Reno a Marzabotto i borghi di case murate al sasso, che lo sovrastano e sentono urtare dalle fondamenta ... Al piano si allarga e si sfianca, dove lo raggiungono le ombre dei parchi gentilizi e dei mulini fragorosi".
Donne di Bologna
Questa bibliografia è offerta in occasione della mostra fotografica "Quando le donne a Bologna", allestita a Salaborsa nel febbraio 2016. Essa intende mettere a fuoco alcuni ambiti e momenti storici, che hanno visto le donne in primo piano non solo come mogli e madri di famiglia. 
Imparare le macchine
Istruzione tecnica e industria a Bologna nell'800
Bologna Underground
Dalle cantine alle balere Un manipolo di (de)menti geniali
La Finlandia a Bologna
Ben prima che a Casalecchio di Reno aprisse il grande magazzino IKEA, la cultura scandinava del progetto, e quella finlandese in particolare, ha avuto una certa influenza a Bologna, grazie all'opera di alcuni architetti (segnatamente Enzo Zacchiroli) e all'attività di alcuni punti vendita di mobili e oggetti di design (Gavina-poi Simon, Canetoli, TC Interni).
Valvoline Motorcomics
I miei compagni di strada, amici che erano confluiti in un gruppo, che chiamammo Valvoline Motorcomics, come fosse una rock band o meglio un progetto, un gruppo di azione artistica, parafrasando le avanguardie storiche, mi stimolavano, davano la forza del confronto sul terreno fertile delle idee. Notti insonni a chiacchierare davanti a tazze di té nero cinese, sventolando visioni e dichiarazioni di amore perduto nei confronti di un'avanguardia fumettistica che ci sentivamo di incarnare. (Igort, Sinfonia a Bombay, Bologna, 2103, p. 10)
Arpad Weisz e il razzismo nello sport
Contro il razzismo nello sport Non fosse stato per le leggi razziali che comparvero nel '38, nel Bologna Arpad Weisz ci sarebbe rimasto chissà quanto. Dovette andarsene, dapprima a Parigi e poi in Olanda, ma la cosa più brutta fu il silenzio gelido che l'accompagnò. Nemmeno una riga sui giornali, nemmeno l'ombra di un pubblico apprezzamento per il lavoro fatto. Questo debito di gratitudine e di rispetto il Bologna purtroppo non ha mai potuto saldarglielo. Di Arpad Weisz e della sua famiglia si seppe un giorno che erano morti in un lager. (G. Marchesini, Bologna: 80 anni di gloria, Bologna 1988, vol. 1., p. 136)