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La collina di Bologna

Come un grande terrazzo accessibile a tutti, un'oasi verde preservata nel tempo con lodevole lungimiranza, la collina si affaccia da mezzogiorno sui tetti rossi della "fosca e turrita" Bologna.

Nei tempi andati, più che oggi, essa fu meta di tradizionali gite fuori porta, ma anche luogo di vita grama e di lavoro per gessaroli, boscaioli, coltivatori di orti e campi. E' attraversata da strade e sentieri fin dall'epoca romana, punteggiata dai campanili di tante chiese e santuari e dai tetti di deliziose villeggiature e dimore esclusive, solcata da strette valli ombrose, in cui scorrono modesti torrenti e trafitta da grotte carsiche, come dal lunghissimo, ingegnoso acquedotto di Augusto. A Paderno e Sabbiuno si ha lo spettacolo dei calanchi, alla Croara e a Monte Donato affiorano invece i depositi di selenite, i cristalli di gesso a forma di punta di lancia; altrove è presente la pietra arenaria ... le terre e le rocce ci ricordano come questa bella collina bolognese, ora verdissima e fresca, non fosse, tanto tempo fa, altro che fondale di mare.