La biblioteca è chiusa. Riapre domani alle 14:30. Leggi tutti gli orari.

Frankenstein o il moderno Prometeo

Non riesco a capire perche' gli uomini che sanno del bene e del male possano odiarsi ed uccidersi l'un l'altro

Frankenstein, Mary Shelley

 

 

Nel 2018 (esattamente nel gennaio del 1818) cade una ricorrenza molto importante per gli amanti del fantastico e dell'horror: il bicentenario della pubblicazione di Frankenstein o il moderno Prometeo della scrittrice Mary Shelley, il romanzo che ha dato origine al mito della Creatura più famosa di sempre (ricordiamo che Frankenstein è il nome dello scienziato, non del Mostro!).

In realtà non è che sia un tema originale, il suo antesignano è Rabbi Loew, il Maharal di Praga, che secondo una leggenda fu il primo a costruire un Golem che poi si rivolterà contro il suo creatore. La parte divertente dell'anniversario è che siano due autorevoli riviste scientifiche, Science e Lancet, a ricordare il bicentenario della storia horror raccontando i punti di congiunzione tra il romanzo e la scienza. Nel 1828 un ostetrico, James Blundell, fu lo stesso che fece per primo una trasfusione, di cui il dottor Frankestein fa uso. Anche l'ideatore del pacemaker, Earl Bakken, ha sempre affermato che l'idea gli era venuta dopo aver visto il film con Boris Karloff. Nel 2013, in un articolo su Surgical Neurology International, dei ricercatori proposero di ritentare l'esperimento del fisico italiano Giovanni Aldini che, provò con scariche elettriche a riportare in vita dei condannati a morte. Il libro di Frankenstein fu pubblicato nel 1818, ma nacque nell'estate del 1816. Quell'estate Mary Godwin, il suo fidanzato Percy Bysshe Shelley, John William Polidori, e Claire Clairmont (la sorellastra di Mary) si ritrovarono nella residenza di Lord Byron a Ginevra, in Svizzera. L'idea del viaggio era di godersi la natura e l'aria aperta, ma il caso volle che quell'estate fosse ricordata per un tempo particolarmente cupo, passando la maggior parte delle ore dentro la residenza, circostanza in cui nacque l'idea. Esiste un castello dei Frankenstein, in Germania, che sarebbe stato visitato da Mary e da Percy prima di raggiungere la Svizzera, nell' estate in cui tutto ebbe inizio. Tra le varie ipotesi, la Shelley si sarebbe ispirata alla vicenda del chimico Konrad Dippel, che in quel castello faceva esperimenti con dei cadaveri. Altri pensano che l'idea dell'incredibile vicenda di Frankenstein si basa  su di una tragedia che colpì l'autrice. Mary diede alla luce una figlia nel 1815. La bimba nacque prematura di due mesi e dopo soli undici giorni si spense. L'anno dopo nacque la storia di Frankenstein e il tema del "ritorno alla vita" nella letteratura.

Il personaggio del "Mostro" è stato omaggiato da innumerevoli adattamenti cinematografici che crearono l'estetica di quel mondo. Il merito va tutto a James Whale e Boris Karloff, rispettivamente regista e attore dell'adattamento cinematografico del 1931 che scolpisce nell'immaginario, tutta l'iconografia assente dal romanzo della Shelley, a cui sono seguiti fino ad oggi una lunga serie di riproposizioni sul grande schermo.

Nel Fumetto il "Mostro" è stato affrontato da i più grandi autori Italiani e Internazionali. Fra questi ricordiamo gli autori americani Brian Azzarello, Bernie Wrightson e il grande Guido Crepax.