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Francesco Arcangeli

Con i “compagni pittori”: ultimo naturalismo

Il quadro si sente prima di capirlo, vi macchia l'occhio, tocca le regioni del vostro cuore, prima di aver raggiunto il cervello che medita e seleziona: sono soprattutto dei paesaggi, il cui effetto è improvviso, anche quando è stato a lungo meditato.

(F. Arcangeli, Gli ultimi naturalisti, cit. in: P. Mandelli, Via delle Belle Arti, Argelato, Minerva, 2002, p. 106)

 

Tante volte sogno una équipe di pittori e poeti della nostra generazione, apparentemente diversissimi, ma con qualche cosa in comune, che forse non saprei neanche spiegarti bene. Ma c'è; e questi uomini sono forse stati il sale , più o meno nascosto, ma vero, pagato e faticato, degli ultimi dieci-quindici anni. Io ci metto Morlotti, Mandelli, Sereni, Bertolucci, Rinaldi, mio fratello Gaetano. Dio voglia che ci potessi stare anch'io.

(M.A. Bazzocchi, Francesco Arcangeli e la poesia impossibile, in: Giornata di studi in ricordo di Francesco Arcangeli, a cura di G. Salvatori, Bologna, Editrice Compositori, 2005, p. 14)