Renata Viganò

1900-1976

La dimensione epica è conseguita con la quotidianità dei gesti e con un linguaggio schivo, che riproduce nelle sue cadenze il povero ma coerente pensiero di un popolo contadino. Il modo più efficace per mostrare la conquista di una coscienza morale e civile da parte delle classi subalterne.

(F. Antonucci Damiano)

Renata Viganò nasce a Bologna nel 1900 in ambiente borghese. Debutta giovanissima con il volume di poesie Ginestra in fiore (1912), seguito poco dopo da Piccola fiamma (1915). È allieva del Liceo "Galvani". Ha la passione della medicina e sogna di fare il medico, ma dopo la licenza liceale, per i dissesti finanziari della famiglia, è costretta a interrompere gli studi e a impiegarsi come infermiera. Scrive comunque articoli, poesie e racconti per vari quotidiani e periodici.

Dopo l'8 settembre 1943, partecipa assieme al marito, lo scrittore Antonio Meluschi, alla lotta partigiana: è staffetta, infermiera e collabora alla stampa antifascista clandestina.

Non ero più giovane. Sapevo ormai tutto intorno alla guerra, e avevo un marito, un bambino, una casa. Così, quando mio marito andò via partigiano, presi il bambino, lasciai a casa la roba e la paura, e fui partigiana anch'io ...

Finita la guerra il suo impegno di pubblicista e scrittrice si rivolge a riviste e quotidiani di sinistra: "Il Ponte", "Il Progresso d'Italia", "Noi donne", "Rinascita", "L'Unità".

Nel 1949 pubblica il romanzo L'Agnese va a morire, che contiene molti spunti autobiografici. E' la vicenda di un'anziana contadina, dedita alla casa e alla famiglia, che, dopo l'uccisione del marito Palita da parte dei tedeschi, si unisce ai partigiani nelle valli di Comacchio. Il libro vince il Premio Viareggio ed è tradotto in quattordici lingue. E' considerato uno dei migliori romanzi neorealisti, "il miglior libro che la nostra narrativa ci abbia dato sulla guerra di liberazione".

Altre sue opere sono la raccolta di racconti Arriva la cicogna (1954) e i volumi di poesie Mondine (1952), dedicata alla bracciante Maria Margotti, uccisa nel 1949 durante uno sciopero, e Donne della Resistenza (1955). il romanzo Una storia di ragazze (1962) ha per tema la sottomissione al mondo maschile.

Muore a Bologna nel 1976. Nello stesso anno esce la raccolta di racconti Matrimonio in brigata e il film di Giuliano Montalto tratto da L'Agnese va a morire, con Ingrid Thulin.

  • Antifascismo e resistenza a Casalecchio di Reno. Documenti e testimonianze, a cura di Graziano Zappi (Mirco), Bologna, Libreria Beriozka, 1988, pp. 265-267
  • Serena Bersani, 101 donne che hanno fatto grande Bologna, Roma, Newton Compton, 2012, pp. 227-232
  • La contessa delle valli. Dedicato a Renata Viganò, a cura di Dafne Carletti ... e altri, Bologna, Regione Emilia-Romagna, 2018
  • Dizionario dei bolognesi, a cura di Giancarlo Bernabei, Bologna, Santarini, 1989-1990, vol. 2., p. 500
  • F.I.L.D.I.S., Donne a Bologna, Castelmaggiore, Cantelli, 1987, pp. 47-48
  • Matrimonio in Brigata. Le opere e i giorni di Renata Viganò e Antonio Meluschi, a cura di Enzo Colombo, Bologna, Grafis, 1995
  • Renata Viganò, La bambola brutta. Storia di Eloisa partigiana, Bologna, Tipografia Negri, 2017

Internet:

Luoghi
  • Liceo Galvani via Castiglione, 38
  • Libreria Cappelli via Farini, 6/b
  • Casa - Via Mascarella via Mascarella, 63/2
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