Gruppo di lettura

Un libro in borsa

copertina di Un libro in borsa
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Gruppo di lettura dedicato alla narrativa contemporanea, ai classici e agli autori esordienti | Biblioteca Salaborsa

Quando e dove

Gli incontri si tengono il secondo martedì del mese, tutti i mesi dell'anno, escluso agosto, alle 17.30, nella Sala Conferenze, al 2° piano della biblioteca.

Calendario degli incontri 2026/2027

  • 8 settembre: si decide il nuovo programma di lettura
  • 13 ottobre: Sándor Márai, Divorzio a Buda. Traduzione di Laura Sgarioto
  • 10 novembre: Kader Abdolah, La casa della moschea. Traduzione di Elisabetta Svaluto Moreolo
  • 15 dicembre: Michele Mari, I convitati di pietra
  • 12 gennaio: Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile. Traduzione di Giuseppina Oneto
  • 9 febbraio: John Steinbeck, La luna è tramontata. Traduzione di Giorgio Monicelli 
  • 9 marzo: Martin Millar, La dea dei ranuncoli e delle margherite. Traduzione di Eleonora Quintavalle
  • 13 aprile: Ian McEwan, Quello che possiamo sapere. Traduzione di Susanna Basso
  • 11 maggio: Alcide Pierantozzi, Lo sbilico
  • 8 giugno: Virginia Woolf, Le onde. Traduzioni di Nadia Fusini, Giulio De Angelis, Maura Del Serra
  • 13 luglio: Nicolas Bouvier, La polvere del mondo. Traduzione e cura di Maria teresa Giaveri

Come

Il gruppo sceglie una volta l'anno il programma di lettura di tutta la stagione, alternando nella scelta libri di narrativa contemporanea, classici e di autori esordienti.

Gli incontri avvengono in presenza, ma per chi volesse partecipare da casa è disponibile un collegamento Meet al quale puoi accedere compilando questo modulo Google.

La partecipazione è libera, gratuita e aperta a chiunque.

Sul gruppo di lettura

Un libro in borsa è il gruppo di lettura storico della Biblioteca Salaborsa, attivo da gennaio del 2011.

Prossimi appuntamenti
Il gruppo di lettura dedicato alla narrativa contemporanea, ai classici e agli autori esordienti
  • 8 settembre 2026, 17:30
  • 13 ottobre 2026, 18:00
  • 10 novembre 2026, 18:00
  • 15 dicembre 2026, 18:00
  • 12 gennaio 2027, 18:00
  • 9 febbraio 2027, 18:00
  • 9 marzo 2027, 18:00
  • 13 aprile 2027, 18:00
  • 11 maggio 2027, 18:00
  • 8 giugno 2027, 18:00
  • 13 luglio 2027, 18:00
Sta leggendo
La casa della moschea
di Kader Abdolah. Traduzione di Elisabetta Svaluto Moreolo
copertina di La casa della moschea
Dove trovo questo libro a Bologna?
Abstract

«Era una grande casa. Lì, per secoli, famiglie dello stesso sangue avevano vissuto al servizio della moschea.»

«Ho scritto questo libro per l'Europa. Ho scostato il velo per mostrare l'Islam come modo di vivere... un Islam moderato, domestico, non quello radicale.» È tornando all'Iran delle sue radici che l'autore migrante di Scrittura cuneiforme si fa tramite tra culture, raccontando l'epopea di un'influente famiglia persiana i cui destini s'intrecciano alla storia del suo popolo, una saga che fa vivere dall'interno e capire le trasformazioni cruciali di un paese sempre al centro degli equilibri mondiali, negli anni che vanno dallo sbarco sulla Luna alla fine della guerra con l'Iraq, dal regime dello scià al post-Khomeini. Un romanzo che ha affascinato i lettori olandesi al punto da votarlo come secondo miglior libro mai scritto nella loro lingua, e con cui Abdolah segna la sua sofferta e complessa riconciliazione con il proprio passato. È Aga Jan il personaggio centrale, ricco mercante e capo del bazar di Senjan, nel cuore della Persia, patriarca della casa della moschea, dimora secolare dove regna l'armonia delle antiche tradizioni e, all'ombra dei minareti, si annodano amori, matrimoni, sogni, tresche e preghiere come i fili dei tappeti. Finché il vento della Storia irrompe nella casa e trascina con sé i figli della moschea, rendendoli protagonisti degli eventi più drammatici. Se il nipote Ghalghal diventerà addirittura braccio destro di Khomeini, nessuno si sottrae alle responsabilità del momento: chi lotterà contro l'oppressione, chi ne sarà strumento, chi farà esplodere i cinema e chi con la sua videocamera registrerà i fatti che faranno il giro del mondo. Solo il saggio e paziente Aga Jan rimane nell'occhio del ciclone, testimone del presente e custode del passato, fedele alle sue radici e a una religiosità che offre un'immagine dell'Islam ben diversa da quella trasmessa dai media occidentali, una fede profondamente umana.

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