Portico della Morte

via Musei, 8, Bologna

Il portico della Morte prende il nome dal vicino Ospedale, ora sede del Museo civico archeologico. I membri della Compagnia della Morte si prendevano cura dei malati gravi e incurabili ed erano anche i “confortatori” dei condannati a morte. Dal 1931 ha sede sotto il portico della Morte la libreria Nanni, frequentata anche dal giovane Pier Paolo Pasolini. Qui già dal 1825 c’era una libreria antiquaria e nel XVIII secolo era attiva la stamperia della Colomba.


> Tiziano Costa, Marco Poli, Conoscere Bologna, Bologna, Costa, 2004, p. 67

e ancora ...

“Il Portico della Morte è il più bel ricordo di Bologna. Mi ricorda l’Idiota di Dostoevskij, mi ricorda il Macbeth di Shakespeare, mi ricorda i primi libri. A quindici anni ho cominciato a comprare lì i miei primi libri, ed è stato bellissimo, perché non si legge mai più, in tutta la vita, con la gioia con cui si leggeva allora".


> Pier Paolo Pasolini - Intervista a Enzo Biagi, 1971


Dal portico della Morte si accede, attraversando via Clavature, al Santuario di Santa Maria della Vita, costruito tra il 1687 e il 1690 da G.B. Bergonzoni. E’ a pianta centrale ellittica e la sua alta cupola, eretta da G. Tubertini nel 1787, è visibile da molti punti del centro storico. A destra dell’altare maggiore è custodito il famoso Compianto su Cristo morto di Niccolò dell’Arca (1463), composizione di sette statue in terracotta policroma. L’oratorio annesso alla chiesa (1617) è riccamente decorato. Anch’esso ospita un mirabile gruppo scultoreo, il Transito della Madonna di A. Lombardi (1522).


 > Touring club italiano, Bologna e l’Emilia-Romagna. La città europea della cultura e 29 itinerari nella regione, Milano, TCI, 1999, pp. 38-39