Le forme di Sophia

un inedito di Valeria Magnani per Biblioteca Salaborsa. Bolognascrive continua...

Parole che diventano ellissi nella nervatura del legno, parole che trasformano in magma il tocco brinato dell'acciaio. Il potere della materia e la potenza delle idee che si cercano e si vogliono, rasentano insieme la vertigine dell'assoluto.
V. non aveva mai pensato che lo scaffale di una libreria potesse essere questo; glielo insinuò nella mente A., un certo giorno, mentre stava chiuso dentro il confetto di un paio d'ali.
Lei fu subito colpita dall'originalità dell'idea, diventata pian piano il lavoro di A., come lui stesso le spiegò. Lei, che se diceva scaffale, sapeva pensare solo all'amorevole accoglienza degli yogurt della Coop.

V. pensava con il metabolismo ritmico e lento del lavoro dei campi
Dissodava un pensiero così, quasi per inciso tra due lunghi tratti di riposo
Poi lo arava con furia, per costringerlo a portare in superficie tutte le più subdole asperità      ( inevitabile presenza )
Poi seminava con amore e qualche lacrima a volte, strappata alla rabbia, allo stupore o all'impotenza   Poi lasciava piovere   Si concedeva al sole

                     - - - - -ma alla fine il principio era suo,
                               plasmato e amplificato dal volo.
        Immaginazione che riempie parentesi concave.

Lei cercò di guardare dentro quelle forme di legno e acciaio, quelle forme pure e geometriche che, le assicurava A., amalgamate e fuse diventavano elementi grammaticali di un'unica sintassi....passione per la filosofia e la letteratura, idee sintetizzate in parole, trasmigrate in legno e acciaio. Forse si chiamava design filosofico, ma la parola design non le piaceva, metteva una distanza, come un'interpunzione diga nel libero scorrere di fiumi di pensiero. Le piaceva di più
l'immagine di una libreria-casa, che abbraccia il più bello dell'idea materia, in bilico tra opera d'arte e geometria accoglienza della scrittura.
Guardandole, V. le metaforizzava, le riconduceva al suo universo mentale, le razionalizzava secondo il vangelo delle emozioni.

                                         Lei ci vedeva cattedrali.

Linee snelle innervate di tensione verso l'alto, tese al cielo e all'infinito, linee che annusano il principio ascendente delle cattedrali gotiche, linee intersecate come puntelli e contrafforti alle pareti di luce che albeggia sulle parole. Morbide linee dall'andamento sinuoso, arrotondate come un richiamo, linee curve che inseguono le forme del pensare con la perfezione stringente e simmetrica dell'estetica barocca.
Linee scolpite come nervature di foglia che si rincorrono senza raggiungersi ...il geometrico parallelismo dell'arte araba,
                                  che proietta al suo dentro essenziale.

                                  Il suo dentro essenziale.

                                             Lei ci vedeva cattedrali
                                              e chiudeva il cerchio.


                                              Perchè voleva continuare,
                                                          di
                                                             spe
                                                                 ra
                                                                    ta
                                                                       men
                                                                           te,
                                                           a vedere cattedrali.


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