Vecchio come un libro

un inedito di Stefano Benni per Biblioteca Salaborsa

Succede di incontrare, nelle biblioteche, dei libri consumati dall'uso, spettinati, con qualche foglio accartocciato e la copertina stinta. A qualcuno non piacciono. A me sì. Assomigliano al volto di mio nonno, pieno di rughe, quando ci raccontava le storie vicino al camino, o in riva al fiume. Qualcuno le aveva raccontate a lui. Erano storie che venivano da un punto lontano, dall'inizio misterioso e oscuro del narrare, dall'aleph infinito. Così ogni libro “invecchia” in questo sortilegio. E' naturale trovarci i segni di quando lo abbiamo letto la prima volta. Oppure le tracce di qualcuno che lo ha letto prima di noi, la sottolineatura, la pagina un po' strappata, la macchia su cui possiamo fantasticare, lacrima sangue o rum dei pirati. Su un vecchio volume di Madame Bovary, nella pagina dove Emma muore, una volta trovai scritta la parola “No”. Al precedente lettore non era piaciuta la descrizione? Non si voleva accettare la fine dell'eroina? Sognai molto, su quel misterioso “no”, e sul suo autore. I libri vivono un loro tempo. Sono belli e sfavillanti sul bancone delle novità. Ma quando testimoniano il piacere e la fatica del lettore, il passare da una mano all'altra, il trasformarsi ogni volta in una esperienza diversa, allora soltanto sono vivi e durano. La televisione, per convincersi di esistere, mostra un dato muscoloso, che si chiama Auditel. Testimonia frettolosamente e in modo anonimo, che milioni e milioni di qualcuno hanno visto qualcosa. Ma non dice nulla delle loro emozioni, né quanto è facile che tutto questo venga dimenticato e cancellato in un attimo. L'incanto di una biblioteca è diverso. Non sapremo mai di chi è il segnalibro dimenticato dal lettore precedente, né chi sfoglierà la pagina che abbiamo segnato con l'impronta del dito. Ma sentiamo che questo fa parte dell'infinito prodigio della lettura, di cui siamo parte. Mi piacerebbe pensare che anche noi siamo come i libri. Amati e respinti e ripresi e riletti, finché il nostro vecchio corpo non cede e i fogli volano via. Ma la storia rimane. Lo so cosa state pensando, Che divento troppo serio e sentimentale quando parlo di libri. Oppure che incito a sfasciarli, per farli diventare più belli. Oppure vorreste che vi parlassi di quei libri assai sponsorizzati che si comprano e non si leggono. Libri mai nati, fantasmi di libri. No, chiuderò con una storia un po' allegra. Il nonno aveva un vecchio Cyrano di Bergerac, a cui teneva moltissimo. Un giorno, dopo mille letture, a copertina cedette. Qualcuno si offrì di farlo rilegare in marocchino rosso . Mio nonno rifiutò sdegnato. - Cyrano vestito da damerino? Mai! E lo riparò, con una spennellata di colla.


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