Grondaia

un inedito di Danilo "Maso" Masotti per Biblioteca Salaborsa

E scese giù, accese il compiuter e digitò la passuord: dante.
“Ma com’è possibile?” esclamò.
“Solo tre persone?”
Si collegò a internet e cercò nomi e cognomi.
Li trovò.
Si creò un profilo su feisbuk e chiese loro l’amicizia.
Quanti ricordi.
Nome: Maciste
Cognome: Parpadelli
Biografia: Una vita spesa a schivar la fresa, nato nel 1968, morto nel 1990 investito da un autobus in Via San Donato alle sei del pomeriggio.
Una disattenzione, dissero.
Chissà.
Nessuno saprà mai la verità.
L’asilo, le elementari, le medie, le superiori, l’iscrizione al Dams, l’amore per Beatrice, i quattro fogli rosa e quella morte stupida a pochi metri dalla palestra che frequentava con abnegazione e forza.
Non aveva mai lavorato Maciste.
Non aveva mai scopato Maciste, però aveva trovato un editore che si era fatto dare tre milioni di lire per pubblicare “Grondaia”, la sua opera prima.
E ultima.
Un capolavoro, il classico romanzo troppo avanti per essere capito.
Delle mille copie stampate ne furono vendute sei ad amici e parenti, poi l’oblio e la tragica morte in Via San Donato.
“Eppure tre persone lo hanno letto di recente”
“Ma chi l’ha portato questo libro in biblioteca?”
“E le altre novecentonovantaquattro copie che fine hanno fatto?”
Domande sequenziali irrisolte.
Le prime luci del giorno.
Spegne il compiuter.
La biblioteca riapre, il solito viavai, le solite richieste, poi di nuovo la notte e ancora giù ad accendere  il compiuter e a digitare la passuord: dante.
Solo uno dei tre aveva accettato l’amicizia ed era on lain.
Che occasione.
Iniziarono a ciattare.

- Ciao
- Ciao
- Sono il libro “Grondaia” in persona
- Non dire cazzate
- Si, sono io e sto cercando di capire chi mi sta richiedendo in biblioteca
- Non ci credo
- Credimi
- Come fai a sapere che ti ho letto?
- L’ho visto nel compiuter della biblioteca e ti ho contattato
- Ascolta io non so chi sei, ma il libro è una figata
- Lo so
- E’ un libro bellissimo e se penso che sia stato scritto alla fine degli anni ottanta mi vengono i brividi. Cazzo, sto Maciste Parpadelli era troppo avanti. Quel libro mi ha cambiato la vita. Non ha scritto più nulla?
- No, Maciste è morto
- Ah, non lo sapevo… e come è morto?
- E’ finito sotto a un autobus, aveva ventidue anni
- Come Gaudì
- Più o meno
- Senti, tu mi devi dare una mano a promuovere “Grondaia”
- Facciamo un gruppo su feisbuk e promuoviamolo insieme
- Non so cosa voglia dire, ma mi sembra una bella idea, ci aggiorniamo
- Ciao
- Ciao

Dopo quella ciattata accadde di tutto.
Un casino di persone si iscrissero al gruppo “Quelli che hanno letto Grondaia di Maciste Parpadelli e la loro vita è cambiata” e in biblioteca, grazie al passaparola telematico, tantissime persone ogni giorno cominciarono a richiederlo e i libri che nessuno prendeva mai in prestito si domandavano che fine avesse fatto il loro “collega”.
“Ma dov’è Grondaia?”
“Non lo so, è un mesetto che è sempre in giro”
“Ma perché tutti lo vogliono e a noi non ci vuole nessuno?”
“Eppure tra di noi ci sono tantissimi che meriterebbero di essere letti e nessuno chiede di noi”
“La gente non capisce niente”
“La gente non è curiosa”
“E poi diciamolo… sto Grondaia non era poi sto gran libro”

Brutta bestia l’invidia, ma chi se ne frega, quello che si sa è che “Grondaia” non fece mai più ritorno in biblioteca e continuò a vagare per la città cambiando la vita di tutti quelli che lo leggevano.


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