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Dalla Cronologia

Accadde oggi, 17 ottobre.

immagine di Nuvolari all'ippodromo Zappoli
17 ottobre 1926
Nuvolari all'ippodromo Zappoli
Il 17 ottobre Tazio Nuvolari (1892-1953) partecipa alla Riunione Motociclistica Bolognese, che si tiene all'ippodromo Zappoli, guidando una moto Bianchi Freccia Celeste 350. Il campione mantovano, in questi anni dominatore delle principali competizioni italiane, rinnova i successi dell'anno precedente. Vince la gara di inseguimento di 10 chilometri e quella di inseguimento su pista di 6 chilometri e 800 metri. Domina inoltre nella corsa dei Centauri di 8 chilometri, tagliando il traguardo in 6 minuti e 11 secondi. Il pilota bolognese Amedeo Ruggeri (1889-1932), ancora sofferente dopo una caduta a Ferrara, è primo su Harley Davidson nella gara del giro cronometrato del circuito (850 metri). Grazie all'abilità di Nuvolari, Ruggeri e Arcangeli il meeting motoristico di Bologna ha un grande successo.
immagine di Arresto dell'ex Podestà Angelo Manaresi
17 ottobre 1943
Arresto dell'ex Podestà Angelo Manaresi
L'ex podestà di Bologna ed ex deputato Angelo Manaresi (1890-1965) viene arrestato dalla Milizia su denuncia di Enrico Cacciari e rinchiuso nel carcere di San Giovanni in Monte. Pluridecorato della grande guerra ed ex presidente dell'Opera nazionale combattenti, al momento della caduta del regime era ispettore nazionale del PNF. Dopo il 25 luglio, in qualità di comandante del X reggimento Alpini e di presidente dell'Associazione Nazionale Alpini (ANA), ha inviato un telegramma di appoggio al Re e a Badoglio. E' quindi considerato un traditore dagli oltranzisti della RSI. Verrà liberato in dicembre per ordine di Mussolini.
immagine di La basilica di Sant'Antonio da Padova
17 ottobre 1904
La basilica di Sant'Antonio da Padova
In via Jacopo della Lana è consacrata la chiesa di Sant'Antonio da Padova, situata presso la sede della Provincia dell'Ordine dei Frati Minori. E’ un progetto dell'ingegnere Carlo Barberi (1827-1909), autore di numerose chiese in stile gotico nella provincia modenese (S. Cataldo, Maranello, Castelvetro, Zocca, Ciano) e curatore di restauri in edifici pubblici e privati. L'esterno è in stile neoromanico. L'interno sarà decorato tra il 1934 e il 1939 da Giacomo Gemmi (1863-?), Antonio Maria Nardi e P. Pietro Pietroni (1886-1961), con scene della vita di San Francesco e Sant'Antonio. Il campanile verrà costruito nel 1928 su disegno di Camillo Uccelli. Il 13 giugno del 1930 il complesso sarà solennemente proclamato, "tra giubilo acclamante", Santuario Antoniano dal card. Nasalli Rocca. Dal 1939 sarà insignito da papa Pio XII del titolo di basilica minore. Nel 1933 nella piazzetta antistante verrà collocato il monumento al Santo, opera dello scultore Mario Bega, fratello del celebre architetto Melchiorre Bega. Nel secondo dopoguerra i frati francescani daranno vita all'Antoniano, centro promotore di attività caritative e sociali. S. Antonio da Padova fu uno dei primi ministri della Provincia francescana di Bologna. Predicò in città fra il 1222 e il 1224. Nei pressi del convento di S. Paolo in Monte, all'Osservanza, esisteva una piccola cappella dedicata a S. Paolo Eremita, dove egli pregò.
immagine di Muore Renzo Renzi
17 ottobre 2004
Muore Renzo Renzi
Muore il critico cinematografico e regista Renzo Renzi (1919-2004), amico e collaboratore di grandi registi come Fellini, Visconti, Zavattini, Pasolini. Fu animatore della cultura cinematografica a Bologna già negli anni prebellici con i Cineguf, poi nel dopoguerra con il Circolo del cinema bolognese. E' stato, inoltre, profondo indagatore e conoscitore della società e dei costumi bolognesi, cui ha dedicato numerosi libri e alcuni preziosi documentari. Gli verrà intitolata la Cineteca comunale, tra le maggiori in Italia, che contribuì a fondare.
immagine di Fucilati a Bologna alcuni condannati per il moto di Savigno
7 maggio 1844
Fucilati a Bologna alcuni condannati per il moto di Savigno
Nel prato di Sant'Antonio (poi via Castelfidardo) vengono giustiziati sei uomini “compromessi” nei moti mazziniani culminati nello scontro di Savigno del 15 agosto 1843. E' stata decisa la fucilazione alla schiena, considerata “morte esemplare”. Per gli altri condannati a morte l'11 marzo, con sentenza della Commissione straordinaria militare, la pena capitale è commutata nella galera a vita “sotto stretta custodia“, mentre trenta cospiratori di secondo piano devono scontare pene minori. Tutti perdono i beni posseduti fino al momento del reato. Il 26 e 28 giugno saranno emesse altre condanne. Il 16 luglio sarà fucilato Giuseppe Gardenghi, facchino di 24 anni, ritenuto uno dei protagonisti del moto, estradato poco prima dal Ducato di Modena. Le ultime sentenze si avranno il 4 e 5 novembre. In pratica vengono giustiziati solo “poveri diavoli” (Rambaldi), mentre gli ideologi della rivolta, tutti possidenti e benestanti, riescono, grazie alle conoscenze e alle disponibilità economiche, a salvarsi riparando all'estero. Tra i congiurati “di rango” vi sono il marchese Livio Zambeccari, il conte Oreste Biancoli, i marchesi Tanari e Pietramellara, il dott. Gaetano Bottrigari, i fratelli Muratori, tutti emigrati in Francia. Sul muro del convento del Corpus Domini in via Castelfidardo, luogo del martirio dei cospiratori di Savigno, sarà murata una lapide dettata da Enrico Panzacchi.
immagine di La tragedia di Ustica
27 giugno 1980
La tragedia di Ustica
Il volo Itavia 870, un aereo DC-9 partito da Bologna la sera del 27 giugno per Palermo, esplode inabissandosi nelle acque dell'isola di Ustica. 81 sono le vittime, compresi i 4 membri dell'equipaggio. La prima rivendicazione da parte del gruppo neofascista dei NAR si rivelerà un depistaggio dei servizi segreti. La tesi del cedimento strutturale dell'aereo dell'Itavia sarà per quasi due anni la spiegazione ufficiale della tragedia, ma verrà esclusa dalla Commissione d'inchiesta ministeriale incaricata di far luce sulla strage. Nel tempo i vari periti che avranno il compito di esaminare il relitto del DC-9, oscilleranno tra l'ipotesi di una bomba o di un missile. Si sospetterà il coinvolgimento di aerei militari di potenze straniere. Diversi alti ufficiali dell'areonautica saranno rinviati a giudizio per omesse comunicazioni e depistaggio. Nel 2007, per volontà dell'Associazione dei parenti delle vittime, presieduta dall'on. Daria Bonfietti, sarà inaugurato a Bologna, negli antichi depositi del tram alla Zucca, un museo memoriale progettato dall'artista francese Christian Boltanski (1944-2021).
immagine di La scuola di Ceretolo
1904
La scuola di Ceretolo
Il Comune di Casalecchio di Reno approva la costruzione di uno stabile con due aule e servizi da adibire a scuola elementare per la frazione di Ceretolo.  Si tratta del primo edificio scolastico appositamente costruito dal Comune, nucleo della futura Scuola elementare Verdi. Sarà completato nel 1907. Nel capoluogo le pratiche per l’edificazione di una scuola nuova (le future Carducci) inizieranno nel 1910. Entrambe le scuole saranno dotate di acqua potabile, bagni alla turca, aule spaziose, stufe a legna, ma non di illuminazione. Insufficienti, secondo le insegnanti, risulteranno le dotazioni scolastiche: scarsi i pallottolieri, le carte geografiche, i libri delle bibliotechine. Belle invece le aiuole, ricche di fiori curati e “intoccabili”, da godere durante le brevi ricreazioni.
immagine di La scomparsa del prof. Maurizio Bufalini
31 marzo 1875
La scomparsa del prof. Maurizio Bufalini
Muore a Firenze Maurizio Bufalini (1787-1875), medico insigne e riformatore dell’insegnamento della medicina. Formatosi all’Alma Mater alla scuola di Antonio Testa, divenne prima seguace poi acerrimo avversario del pensiero filosofico di John Brown e della scuola vitalistica in voga ai suoi tempi.Nel 1813 fu nominato assitente alla clinica medica di Bologna, dove affiancò l’anziano Testa e dove fu spesso avversato dagli studenti, più legati alla scuola vitalistica di Tommasini.Dal 1816 lasciò Bologna, tornando nella natia Cesena, dove fu medico all’Ospedale degli Esposti e presidente della Commissione della pubblica istruzione.Malvisto dalla gerarchia ecclesiastica, nel 1825, per l'opera Intorno alla medicina analitica. Cicalate di M.B. in apologia dei medici italiani e di se medesimo e in risposta ad alcuni articoli del giornale della nuova dottrina medica italiana, fu accusato di materialismo e ateismo.Partecipò alla vita politica nelle fila dei liberali. Dopo il fallimento dei moti del 1831 riparò a Firenze dove ebbe la cattedra di Clinica medica alla scuola di Santa Maria Nuova.Qui pubblicò numerosi saggi e si occupò soprattutto di educazione e insegnamento nelle scuole, ponendo a fondamento della sua dottrina il metodo analitico e sperimentale, articolato in quattro fasi: classificazione delle malattie (nosologia), descrizione dei sintomi (semeiotica), indagine delle cause (eziologia) e verifica dell'efficacia dei farmaci (terapeutica).Fu tra i più strenui sostenitori della clinica. Era solito svolgere una parte delle sue lezioni al capezzale degli ammalati.Nel 1860 venne eletto Senatore del Regno. Fu inoltre Accademico dei Georgofili, Socio dell’Accademia dei Lincei e membro dell’Accademia della Crusca.Tra le sue opere più importanti si annoverano il Saggio sulla vita e Sulla nuova dottrina medica italiana. Il trattato Fondamenti di patologia analitica è una pietra miliare della medicina.
immagine di Antonio Zanolini
Antonio Zanolini
Nasce il 13 gennaio 1791. Si avvia alla carriera di avvocato come il padre Carlo, famoso giuresconsulto e magistrato. Nella Bologna napoleonica assorbe le idee libertarie della rivoluzione francese. Allo scoppiare della rivoluzione municipale, il 4 febbraio 1831, è scelto come membro del governo provvisorio. Il 4 marzo è eletto all'unanimità Presidente dell'assemblea dei deputati delle provincie libere italiane. Con l'arrivo degli Austriaci l'assemblea deve riparare ad Ancona, dove i rivoluzionari sono costretti alla resa. Per intercessione del Legato pontificio, cardinale Benvenuti, il patto di capitolazione prevede "amnistia generale: sicurtà di libera partenza a tutti coloro che vogliano emigrare", per cui i membri del Governo provvisorio si imbarcano per la Francia. Ma gli Austriaci intercettano il "piccolo legno portatore degli emigranti" e questi vengono condotti prigionieri a Venezia. L'Imperatore intima loro l'esilio e sono condotti a Marsiglia su un vascello imperiale. Di là Zanolini si rifugia a Parigi con la famiglia, dove rimane fino all'Editto del Perdono di Pio IX, del 16 luglio 1846. Nella capitale francese conosce e stringe amicizia con Gioacchino Rossini, del quale, nel 1836, pubblica una biografia autorizzata. Nel 1849 è deputato per Bologna all'Assemblea costituente della Repubblica romana, quindi ricopre le cariche di Prolegato di Bologna e Delegato di Ancona. Dimostra sempre grande abilità politica e moderazione. Nei giorni dell'assedio austriaco di Bologna, nel maggio 1849, è Senatore in carica. Dopo otto giorni di strenua resistenza, la città è costretta alla capitolazione, per la disparità delle forze in campo. I magistrati municipali, con a capo Zanolini, assieme ai comandanti militari e all'arcivescovo Oppizzoni, si recano al quartier generale austriaco per trattare la resa, ottenendo che nessun ospite di Bologna venga "infastidito o punito per ragione di guerra o di Stato". Il 14 giugno il Consiglio comunale di Bologna chiede al Papa il mantenimento dello Statuto, l'istituzione di una milizia indigena e la Lega degli stati italiani. Per tutta risposta il Commissario pontificio mons. Bedini induce il governatore austriaco a comminare una multa di duemila scudi romani ad ogni consigliere e ad arrestare Zanolini. Nel 1859 è rappresentante per Marzabotto all'Assemblea delle Romagne e a settembre dirige alcune tornate a Bologna, in qualità di membro anziano. Nel 1860 è deputato al Parlamento di Torino e, come decano, tiene più volte il seggio presidenziale, fino all'elezione del Lanza. Nel 1964 è nominato Senatore del Regno. Per molti anni siede nel Consiglio comunale e provinciale di Bologna. E' autore di numerosi saggi e lavori letterari. Tra questi ultimi "merita di rimanere esempio di fedeltà e bello stile" la sua traduzione del Primo Libro delle lettere di Plinio il Giovane. Questo ed altri lavori lo mettono in contatto con altri letterati nazionali, tra i quali Pietro Giordani. Scrive diverse commedie e molti articoli nelle effemeridi letterarie e politiche, in particolare durante la sua permanenza a Parigi. Nella capitale francese detta in italiano il suo romanzo più noto, Il diavolo del Sant'Uffizio. Secondo Goffredo Bellonci, Riccardo Bacchelli ricaverà dalla lettura di questo romanzo l'idea del titolo Il diavolo al Pontelungo. La prima edizione, pubblicata nel 1847 a Capolago, non viene molto diffusa a Bologna. Ma nel 1888 Zanolini, quasi novantenne, fa una ristampa in quattro volumi presso Cenerelli, "preparata con ammirevole pazienza di lima e di forbici", nell'illusione di poter sopravvivere "in un vasto e duraturo consenso del pubblico italiano". L'opera, però, non ha grande valore artistico e può interessare solo "gli innamorati e i curiosi del passato, delle costumanze secolari della nostra città". L'autore dice di ispirarsi al Manzoni, ma non può sottrarsi all'influsso dei romantici francesi di basso livello, come Eugene Sue, "l'Omero dei portinai". Nel Diavolo a fallire è proprio il romanzo, ma la ricostruzione della vita sociale bolognese del XVIII secolo è quasi perfetta: il romanzo non c'è; ma c'è Bologna: Bologna rievocata negli antichi lineamenti scenografici e pittoreschi, nella vita, nel linguaggio, nelle consuetudini delle varie classi sociali. (L. Federzoni) Secondo Battistini “insaporendo il romanzo storico ormai estenuato con le spezie piccanti del genere 'nero', imbandito con le tecniche appetitose del feuilleton”, Zanolini rende interessante una normale vicenda di cronaca cittadina, “con risultati apprezzabili anche in sede artistica”. Avuto tra le mani il Protocollo segreto del Regno d'Italia, scritto dal segretario di Stato Antonio Aldini, di cui ha sposato la nipote Caterina, Zanolini pubblica due dei quattro volumi previsti dell'opera Antonio Aldini e i suoi tempi, per i tipi di Le Monnier. Sta per mandare alle stampe una relazione sui fatti del 1831, quando il 24 novembre 1877 lo coglie la morte, all'età di 87 anni.
immagine di Locanda dell'Aquila Nera
Locanda dell'Aquila Nera
  • @ Via Calcavinazzi, 3
La sera del 10 novembre 1860 la diligenza di Firenze si fermava dinnanzi alla posta di Bologna, e ne saltava giù un giovane dall'aspetto irsuto e quasi selvatico, impaziente di uscir fuori dall'aria soffocante della vettura chiusa durante un così lungo viaggio. (L. Federzoni)
immagine di Albergo Giardinetto
Albergo Giardinetto
  • @ piazza XX Settembre
Si stava, una volta, con Bino Binazzi nella stanza d'albergo dove egli alloggiava. Un patetico e miserabile alloggio all'Albergo Giardinetto. Una casupola rugginosa allora, e adesso scomparsa, presso la stazione ferroviaria ... quando nel silenzio della notte, s'udì nella tromba delle scale rimbombare una voce, un grido che infuriava invocando: "Il poeta Binazzi! Binazzi! Binazzi!". L'amico, già in ciabatte, si affacciò sulle scale deserte. Così fu l'ingresso fra di noi di Campana. (G. Raimondi)
immagine di Palazzo comunale - Appartamento del Legato
Palazzo comunale - Appartamento del Legato
  • @ piazza Maggiore, 6
Ho passato otto giorni a Bologna, città fatta per un papa, e che almeno in fatto di stampa gode di una estrema libertà. Nella società, quando il Legato sortiva si mormorava: "il governo di questi maledetti preti".(Stendhal)
immagine di Emanuela Bartolotti
Emanuela Bartolotti
Ortica alias di Emanuela Bartolotti, lavora tra Milano, Bologna e Lecce. Dopo aver frequentato il liceo artistico nella sua città, Lecce, si trasferisce a Bologna per studiare e lavorare, si diploma all'Accademia di Belle Arti in Scenografia. Successivamente frequenta il PERF (Perfezionamento di Disegno animato e fumetto della Scuola del Libro di Urbino). Utilizza e sperimenta linguaggi diversi. Nel 2009 arrivano i primi riconoscimenti in ambito fotografico. Tra il 2005 e il 2009 illustra alcune copertine per diverse case editrici. Dal 2018 i primi riconoscimenti in animazione e alcune selezioni/mensioni speciali di festival nazionali/internazionali. A fine Luglio del 2024 viene pubblicata da momo edizioni la sua prima graphic novel " Dopo il naufragio".  
immagine di Andrea
Andrea
I Bolognesi del gruppo musicale Lo Stato Sociale, raccontano la loro città oggi, nelle sue contraddizioni, riuscendo grazie al tratto grafico efficace di Luca Genovese ad armonizzarsi con la componente narrativa scritta.
immagine di Luca Genovese
Luca Genovese
Nasce a Montebelluna (TV). Disegnatore e illustratore, vive e lavora a Bologna. Dopo un inizio legato alle auto-produzioni, nel 2001 pubblica, all’interno della collana Schizzo presenta, edita dal Centro Fumetto "A. Pazienza", il suo albo Della nebbia.In seguito pubblica Zero Zèlo ed Ely è là per la casa editrice Indy Press e realizza i disegni della trilogia The Awakening, su testi di Neal Shaffer, per la BD. Nel 2003, insieme all'amico sceneggiatore Luca Vanzella, fonda l'etichetta copyleft Self Comics, per la quale cura le scelte editoriali e disegna diverse storie brevi. Nel 2005 vince il premio “Attilio Micheluzzi - Strade nuove”. Tra il 2006 e il 2007 escono per la casa editrice Black Velvet Ferragosto e Apartments-Gente comune, dove disegna uno dei racconti scritti da Otto Gabos. Nel 2011 pubblica, con i testi di Luca Vanzella, il primo volume dell'epopea robotica Beta (Bao Publishing). Nel 2014, sempre in coppia con Vanzella, esce Aleagio. Tutte le avventure di Aleagio Vaccarezza. Nel 2015 i due autori riprendono la saga robotica Beta, con il volume L'era dei robot giganti, di cui nel 2016 esce il secondo volume con il titolo Battaglia per il futuro. Approda nella Sergio Bonelli Editore, entrando nello staff di Orfani. Sempre per la Bonelli partecipa allo speciale Dylan Dog Color Fest n. 15 del 2015, con la storia Il mondo negli occhi, insieme a Luca Vanzella e Luca Bertelé. Nell’autunno del 2018 è uscito il Graphic novel “Andrea” per Feltrinelli Comics ambientato a Bologna disegnato da Luca Genovese , autore dei testi il Gruppo musicale “Lo Stato Sociale”.
immagine di Sarti Antonio e il malato immaginario
Sarti Antonio e il malato immaginario
Sarti Antonio e il malato immaginario, romanzo giallo di Loriano Machiavelli illustrato da Magnus. Edito dalla casa editrice Dario Flaccovio, questo volume contiene le illustrazioni originali della prima edizione, pubblicata a puntate tra il 1987 e il 1988 sulla rivista Incontri 2000.