Risorse digitali dedicate alla documentazione della storia, della cultura, della società e delle istituzioni di Bologna e provincia con particolare attenzione all’800-900.
Dalla Cronologia
Accadde oggi, 04 marzo.

Eleonora Duse al Teatro “Duse”
Eleonora Duse (1858-1924) recita nel teatro a lei dedicato in due commedie: La Donna del Mare di Ibsen e La porta chiusa di Mario Praga.
Il 4 marzo l’attrice è accolta al suo ingresso in scena da una vera e propria ovazione, la più lunga mai tributata nei teatri bolognesi.
Nel dicembre il Teatro “Duse” ospiterà Sarah Bernhardt (1844-1923), un’altra grande diva delle scene.

Occupazioni all’Università
Dopo le prime occupazioni alla Facoltà di Magistero e all’Istituto di fisica “A. Righi” le agitazioni studentesche si diffondono, tra il 4 e il 5 marzo, in altre facoltà dell’Ateneo bolognese.
Il 7 marzo oltre mille studenti manifestano in via Zamboni. Nelle assemblee emergono temi politici, quali i diritti delle donne, la non neutralità della scienza, l’opposizione alla guerra del Vietnam.
Il 10 maggio, secondo un articolo apparso su “Il Giorno”, a Bologna risultano occupate le facoltà di Medicina, Scienze politiche, Magistero, Fisica, Giurisprudenza, Lettere.
In alcune di esse gli studenti hanno l’appoggio di professori e incaricati. Il rettore Battaglia si dice disposto al dialogo, ma nello stesso tempo minaccia azioni penali per coloro che impediscono il normale svolgimento didattico.
I partiti si esprimono contro le occupazioni. Il PCI inizialmente condanna l’estremismo, i “falsi rivoluzionari borghesi”, in seguito appoggia la mobilitazione degli studenti.

Ducati MotoGp Night
Circa 38.000 persone partecipano in piazza Maggiore al Ducati MotoGP Night, serata di presentazione del nuovo team Ducati per le competizioni motoristiche.
La grande novità è l'ingaggio di Valentino Rossi, considerato uno dei più grandi piloti di tutti i tempi. Farà coppia in MotoGP con l'americano Nicky Hayden (1981-2017), già campione mondiale con la Honda.
Prima di raggiungere la piazza, i due piloti hanno incontrato i dipendenti dello stabilimento di Borgo Panigale. Durante la conferenza stampa è stata annunciata la firma del protocollo con la Regione Emilia-Romagna, che permette di iniziare i lavori per la nuova fabbrica delle moto Ducati.

Centomila in Piazza Maggiore per il compleanno di Lucio Dalla
Circa centomila persone riempiono Piazza Maggiore per assistere al lungo concerto-tributo per Lucio Dalla (1943-2012). Accorrono per ricordarlo, a un anno dalla morte, tanti cantanti, colleghi e amici, a cominciare da Gianni Morandi, che si incarica di fare gli onori di casa.
Vengono interpretate le canzoni di Dalla più conosciute, da Vita (Morandi) a L'anno che verrà (Renato Zero), da Caruso (Pino Daniele) a Quale allegria (Luca Carboni), da Anna e Marco (Fiorella Mannoia e Giuliano Sangiorgi) a Henna (Ron) e molte altre.
Esibizioni particolari sono quelle di Zucchero, che canta la sua Ave Maria assieme a un coro gospel sul sagrato di San Petronio e di Andrea Bocelli che interpreta Malafemmena, classico della canzone napoletana amato da Dalla.
Morandi e Iskra Menarini, invece, fanno cantare e ballare Attenti al lupo ai giocatori del Bologna F.C., allineati sul grande palco di “Piazza Grande” e Marco Alemanno recita testi di Dalla da una finestra del Palazzo dei Notai.
Intanto, sulla torre e sui muri di palazzo d'Accursio, sugli altri palazzi di piazza Maggiore scorrono immagini filmate, ritratti di Dalla e fasci di luce si rincorrono e si intrecciano in cielo.
Il pubblico ondeggia, applaude, canta, tributa a Dalla un grande, festoso omaggio per il suo settantesimo compleanno.

Il Museo della Civiltà Villanoviana a Castenaso
- @ Via Tosarelli, 191, 40055 Castenaso (BO)
All'interno dell'ex fienile del Predio Sant'Anna, a Villanova di Castenaso, è inaugurato il nuovo Museo della Civiltà Villanoviana (MuV).
Esso sorge proprio nel luogo dove, fra il 1853 ed il 1856, il conte Giovanni Gozzadini, appassionato archeologo, scoprì le tracce della fase più antica della civiltà etrusca, da lui stesso chiamata Villanoviana.
Gli oggetti esposti al MuV sono stati rinvenuti a Marano di Castenaso durante un recente scavo della Soprintendenza Archeologica.
Si tratta di corredi funebri di varie tombe di aristocratici e di guerrieri, con manufatti particolarmente pregiati, tra i quali la notevole stele "delle spade".

Le moto Morini
Liquidato dalla MM con una somma di denaro, una scatola di compassi e una moto usata, il pilota e costruttore Alfonso Morini (1898-1969) inizia una attività di produzione in proprio di motori da 350 e 500 cc, con cui vengono equipaggiati motocarri.
Durante la guerrà la ditta sarà impegnata in commesse per l'industria aeronautica. La sede di via Malvasia sarà la prima fabbrica bolognese distrutta dai bombardamenti aerei, già nel luglio 1943.
Nel 1948, dopo la ricostruzione degli impianti, la Moto Morini produrrà motociclette da 125 e 175 cc, ispirate al modello tedesco DKW. Entrerà nel mondo delle competizioni, aggiudicandosi il campionato italiano motoleggere, primo di una lunga serie di successi.
Tra il 1962 e il 1977 fabbricherà più di 40mila ciclomotori “Corsarino”, con motore da 50 cc a quattro tempi, in numerose differenti versioni.
Il modello industriale scelto da Alfonso Morini è, fin dall'inizio, quello di un'azienda capofila appoggiata a numerose imprese di fase (Orlandi, Labanti, Ronzani, Avoni, Cima, ecc.). Esso gli consentirà livelli produttivi elevati con pochi addetti.

Fa discutere la Casa del Rotary in Piazza Ravegnana
- @ P.za di Porta Ravegnana 2, 40126 Bologna BO
L'architetto Melchiorre Bega (1898-1976) progetta la Casa del Rotary in Piazza Ravegnana, accanto alle Due Torri, sostituendo la palazzina seicentesca, che ospitò il negozio del famoso armaiolo Giacinto Zanotti e che per un periodo fu sede del Bologna Football Club.
L'opera suscita notevoli polemiche per l'estraneità al contesto storico. Vi si oppone soprattutto la Soprintendenza ai Monumenti, nella persona di Alfredo Barbacci (1896-1989).
Bega sostiene di non poter fare altro che inserire un edificio del suo tempo, essendo le imitazioni insincere. E' sostenuto nella sua scelta da illustri colleghi, quali Giò Ponti, Giuseppe Vaccaro e Enrico De Angeli.
Secondo Giuliano Gresleri, invece, la loggia a piano terra, arretrata rispetto a quella precedente, "non raggiunge tensioni spaziali".
A seguito delle tante critiche ricevute, Bega deciderà di lasciare la città.

La rivista letteraria “La Raccolta” di Giuseppe Raimondi
Il 15 marzo inizia le pubblicazioni la rivista “La Raccolta”, stampata in una tipografia di Strada Maggiore. E’ promossa dai giovani Giuseppe Raimondi (1898-1985) e Riccardo Bacchelli (1891-1985), desiderosi di far rinascere la cultura dopo le tragedie della guerra:
“Bacchelli e io mettevamo 50 lire a testa per ogni numero ... Noi uscivamo dalla guerra, siamo nel ‘18, non c’erano riviste letterarie, con la guerra s’era fermato tutto”.
Nei due anni seguenti il periodico ospiterà lavori di Cardarelli, Binazzi, Soffici, Ungaretti e altri, ma terrà anche una finestra sempre aperta sull’avanguardia letteraria europea, ospitando contributi di autori quali Apollinaire, Cendrars, Jacob, Tzara, con cui Raimondi è da alcuni anni in contatto epistolare.
Sul fascicolo n. 2 del 15 aprile 1918 sarà presentata, per la prima volta in assoluto, una stampa di Giorgio Morandi (Natura morta, 1915).
La rivista cesserà le pubblicazioni nel 1919: Raimondi partirà, assieme all’amico pittore, per Roma, dove per qualche mese fungerà da segretario della “Ronda”.
Ancora nei ricordi di Raimondi:
“Al rientro a casa, nel ‘18, mi ritrovai con Bacchelli nelle sere al caffè. Riprendemmo le nostre conversazioni letterarie e con questo animo si ventilò di stampare una nostra rivista e fu quella che si chiamò La Raccolta. Invitammo per collaborarvi gli scrittori lasciati da poco in guerra e altri già legati a Bacchelli. Come Emilio Cecchi [...] e Ardengo Soffici, in aggiunta ai più giovani miei amici, che erano Raffaello Franchi e Filippo De Pisis. Dei pittori pubblicammo cose di Morandi e gli scritti “metafisici” di Carlo Carrà. Da Cardarelli ci giunse un bel gruppo di prose inedite. In tal modo si era consolidato una sorte di ponte culturale fra il territorio bolognese e l’atmosfera dell’ambiente romano uscito dagli impacci bellici”.

Ricreatori Fortitudo
- @ via San Felice, 103, 40122 Bologna
Nel 1890 don Raffaele Mariotti, cappellano di Santa Maria Maddalena, cominciò ad organizzare sotto il portico della chiesa in via Zamboni alcune attività ricreative e di svago per i giovani operai che terminavano la loro faticosa giornata di lavoro.

Renato Dall’Ara
Nato a Reggio Emilia nel 1892, facoltoso industriale della maglieria, Renato Dall’Ara divenne una figura di spicco dello sport bolognese.
Cominciò ad occuparsi di calcio quasi per caso, dopo la caduta in disgrazia di Leandro Arpinati e lo scioglimento della Società “Bologna Sportiva”, che per suo volere aveva radunato tutti i principali club della città.

La Società Ginnastica Fortitudo
Nel seno dell'Opera dei Ricreatori del canonico Raffaele Mariotti (1865-1920), nasce la Società Ginnastica Fortitudo, una delle prime società sportive cattoliche in Italia, che viene subito affiliata alla Reale Federazione Ginnastica d'Italia. Primo presidente è l'avvocato Bartolomeo Seganti. La sede sociale è in via Mascarella 24.
Nella primavera del 1902, alla presenza del cardinale Domenico Svampa, gli atleti della Fortitudo terranno il loro primo saggio ginnico nel cortile del Ricreatorio di via Frassinago.
Dal 1908 la Società, svolgerà la sua attività nella palestra dedicata al benefattore Monsignor Pietro Canetoli in via S. Felice 103.

Il progetto
La produzione culturale dello sport e la città: luoghi, memoria, identità, partecipazione*
Acronimo: (SCC) SportCityCult
SportCityCult si è posto l’obiettivo di ricostruire il legame tra la città e lo sport, riscoprendone le potenzialità di “capitale” tangibile e intangibile allo scopo di valorizzare le modalità con cui tale capitale produce ricadute socio-culturali, educative, simboliche (oltre la dimensione economica), rafforzando le molteplici connessioni tra lo sport e l’immagine della città.

Arboreto del Pilastro
- @ Arboreto del Pilastro
Il parco, che si estende per circa 10 ettari e include due antichi nuclei rurali, è stato completato nel 1997. Numerosi elementi consentono ancora di cogliere la passata destinazione agricola dei terreni: cavedagne, scoline fiancheggiate da salici bianchi, filari di aceri campestri, grandi ciliegi, una siepe di biancospino, acero campestre e olmo lungo via del Pilastro e, nei pressi di uno degli edifici, un monumentale gelso capitozzato. La maggior parte delle piante è tuttavia di recente introduzione e rivela l’intenzione di caratterizzare il parco con una insolita ricchezza botanica. Nella parte meridionale specie rigorosamente autoctone (frassino, farnia, pioppo bianco, pioppo nero, acero campestre, biancospino, ginestra) formano un’ampia fascia di protezione dallo scalo ferroviario. Nella parte centrale, concepita come un vero e proprio arboreto, i prati si alternano a macchie alberate e siepi dove sono state messe a dimora più di 100 specie diverse di alberi e arbusti a foglia caduca, tra cui antiche varietà di meli, peri, pruni, varie specie di salici ed essenze ornamentali poco utilizzate come le esotiche hickory, zelkova e sterculia.
Nota: il monumentale gelso capitozzato è stato da tempo abbattuto (Giuseppina Camellini - Interventi per il Verde)

Giardini Margherita
- @ Margherita
E’ il più esteso e frequentato parco cittadino. Realizzato, su disegno del piemontese Sambuy, per dotare Bologna di un grande spazio verde pubblico sull’esempio delle maggiori città italiane ed europee, venne inaugurato nel 1879 con il nome di Passeggio Regina Margherita (in omaggio alla moglie di Umberto I). I giardini, che hanno una superficie di 26 ettari, conservano buona parte dell’assetto originario, vagamente ispirato ai parchi romantici inglesi, con ampi viali alberati, un laghetto contornato da finte scogliere di gesso, vaste superfici a prato, boschetti di querce e altri angoli più naturali, un corredo di notevoli esemplari arborei in prevalenza esotici (cedri, pini, ippocastani, platani, cipressi calvi, qualche farnia, una sequoia). Durante i lavori per la realizzazione del parco, nell’area venne alla luce un sepolcreto etrusco, dal quale proviene la pregevole tomba in travertino che si ammira ai margini del prato centrale. Una curiosità, sul lato meridionale del laghetto, è il breve tratto all’aperto che ancora compie l’antico canale di Savena (1176), una delle vie d’acqua che un tempo caratterizzava la città.

Oratorio di Santa Maria dei Guarini
- @ Santa Maria dei Guarini
Sede della Confraternita omonima della Compagnia degli Artisti. L'attuale oratorio è un'elegante opera di Giuseppe Tubertini del 1788, decorato da stucchi e statue di Luigi Acquisti e pitture di Francesco Santini. Sull'altare si conserva una Presentazione al tempio di Bartolomeo Passarotti.

Case Nascentori
- @ Nascentori
I due edifici affiancati appartennero alla famiglia Nascentori, artigiani del vetro. Quello al n. 6 risale alla fine del Quattrocento; quello al n. 8 è del primo quarto del Cinquecento, nell'elegante gusto rinascimentale ispirato ai modi di Baldassarre Peruzzi.

Carolina Coronedi Berti
Nasce a Bologna nel 1820. Il suo vero nome è Carlotta Coronedi. Della sua vita si sa molto poco. Sposa Leonida Berti, dissertatore anatomico, e ha quattro figli. Con lui si trasferisce a Camerino e quindi a Ferrara. Si dedica allo studio della storia e delle tradizioni popolari, che sarà in grado di indagare minuziosamente e con sguardo acuto. E' tra i personaggi più importanti della cultura del suo tempo: erudita, scrittrice, filologa, socia della Commissione per i testi di lingua.
La sua produzione letteraria è circoscritta al periodo compreso tra il 1869 e il 1877. L'opera principale è il ponderoso Vocabolario bolognese italiano, che si propone il difficile compito di raccogliere tutte le espressioni volgari, compresi i proverbi e i modi di dire, della lingua locale.
Nel 1864 esso è giudicato da una commissione della Deputazione di Storia Patria, composta dal Rocchi, dal Fabi e da Giosuè Carducci ed è poi pubblicato a dispense tra il 1869 e il 1874, preceduto da un preambolo storico e da un capitolo grammaticale.
Dalla studiosa è definito una fatica "nata in mezzo alle cure della famiglia" e sostenuta da "quel fermo volere di cui se ne dubita la donna esser capace". Sarà in seguito stampato in due volumi dal Monti e avrà numerose edizioni successive anche nel ‘900, a testimonianza della sua permanente importanza e utilità.
In contatto con il noto filologo e studioso del costume Giuseppe Pitrè, uno dei massimi etnologi italiani, Carolina gli dedica una lettera su Alcuni usi popolari bolognesi, pubblicata nel 1872 sulla "Rivista Europea", alla quale nel 1875 seguono, sulla stessa rivista, gli Appunti di botanica bolognese.
L'anno precedente era uscito il suo saggio Usi nuziali del contado bolognese, lavoro rilevante per la conoscenza delle usanze delle campagne, mentre nel 1877 escono sulla "Rivista di letteratura popolare" i suoi Appunti di medicina popolare bolognese.
Negli anni 1874-75 sul settimanale "Il Propugnatore" sono pubblicate a puntate numerose favole, che la Coronedi Berti trae dalla cultura dialettale locale, "dalla bocca del volgo e dé nostri contadini", e che sono poi raccolte nel volume Novelle popolari bolognesi. Nella prefazione la scrittrice è definita "non già una di quelle fortunate ciarliere che si acquistano fama con vanità letterarie, ma bensì attese a severi studi in profitto e vantaggio delle nostre lettere". La raccolta sarà in seguito notevolmente arricchita dall'autrice e pubblicata nel 1883 col nuovo titolo di Favole bolognesi e una simpatica dedica alla nipotina:
Questa edizione che è per noi bolognesi la dedico a te, mia cara Giulietta, che sei la più piccola dé miei nipoti che parlino e intendano il nostro dialetto, con ciò spero di farti cosa gradita. E allora che avrai fatto i tuoi compiti della scuola, là sul far della notte pregherai la tua buona mamma a leggertene qualcuna e gioverà a farti passare un'ora e a conciliarti il sonno. Va bene così? Sei contenta? Goditi dunque di questo poco che ti offre la tua zia.
Nel 1897, risultando da tempo irreperibile a Bologna, l'Ufficio Anagrafe cancella Carolina Coronedi Berti dai propri registri. Secondo alcune fonti essa è deceduta il 13 giugno 1882. Per altri muore nel 1911 a 91 anni. Il Comune le intitolerà una strada.

Palazzo Malvezzi de’ Medici
- @ via Zamboni, 13
Ha risuscitato il mio cuore dopo un sonno, anzi una morte completa, durata per tanti anni ... Mi ha disingannato del disinganno, mi ha convinto che ci sono veramente al mondo dei piaceri che io credeva impossibili.
(G. Leopardi)

Palazzo Albergati
- @ via Saragozza, 28
Andando verso il ponente e la porta nominata Saragocia dentro a man dritta se trova il palacio degli Albergati, nobili gentilomini, de bona architatura. E l'architetto fu Baldasera da Siena.
(P. Lamo)

Casa - Via Marsala
- @ via Marsala, 17
Uno spiccato odore non proprio di spazzatura, ma di cose, di detriti di carta e di cenci, di scatole e di coperchi di cartone: le scatole di cartone negli infiniti loro usi domestici, e di frammenti di oggetti decaduti e sommersi nel naufragio di una vecchia casa di piccola borghesia, era quello che colpiva entrando nella stanza bolognese di De Pisis ...
(G. Raimondi)

Dove Dio cerca casa
“Dove Dio cerca casa” è il titolo di un documentario di Renzo Renzi sulle chiese provvisorie nella periferia bolognese del secondo dopoguerra. Erano sistemazioni di fortuna, in locali improvvisati: capannoni, scantinati, negozi. Vi si riunivano piccoli gruppi di fedeli, che richiamano alla mente le prime comunità cristiane.

Arpad Weisz e il razzismo nello sport
Contro il razzismo nello sport
Non fosse stato per le leggi razziali che comparvero nel ‘38, nel Bologna Arpad Weisz ci sarebbe rimasto chissà quanto. Dovette andarsene, dapprima a Parigi e poi in Olanda, ma la cosa più brutta fu il silenzio gelido che l’accompagnò. Nemmeno una riga sui giornali, nemmeno l’ombra di un pubblico apprezzamento per il lavoro fatto. Questo debito di gratitudine e di rispetto il Bologna purtroppo non ha mai potuto saldarglielo. Di Arpad Weisz e della sua famiglia si seppe un giorno che erano morti in un lager.
(G. Marchesini, Bologna: 80 anni di gloria, Bologna 1988, vol. 1., p. 136)

I Gessi bolognesi
Il Parco dei Gessi e dei Calanchi dell'Abbadessa è una delle zone naturalistiche più interessanti della provincia di Bologna. Il territorio del parco comprende l'altopiano gessoso della Croara, con la grotta della Spipola, le antiche cave di gesso, in funzione fino a pochi anni fa, il Farneto e i calanchi alle spalle della via Emilia, tra San Lazzaro e Ozzano.

I Romani in Salaborsa
Popolata da genti di origine etrusca e discendenti di tribù celtiche, la pianura padana venne conquistata dai romani verso la fine del II secolo a.C.
Dal 187 a.C. la via Aemilia univa gli estremi regionali, attraversando i villaggi pedemontani. Solo due anni prima era stata fondata Bononia, come colonia di diritto latino.

Palazzo Ronzani
- @ piazza Re Enzo, 1, Bologna
Il palazzo Ronzani sorge all'angolo tra via Rizzoli e piazza Re Enzo. Fu inaugurato nel 1914 su progetto di Gualtiero Pontoni e Ettore Lambertini. In questo edificio aveva sede la birreria Ronzani, luogo di ritrovo amato dai bolognesi. Qui, nel 1909, fu fondato il Bologna Football Club. Nel sotterraneo fu ricavato un grande cinema-teatro, il Modernissimo (ora Arcobaleno).
> Tiziano Costa, Marco Poli, Conoscere Bologna, Bologna, Costa, 2004, p. 55

Daniele Brolli
È nato a Rimini nel 1959. Artista eclettico, è stato uno dei fondatori del gruppo Valvoline nella prima metà degli anni ottanta e ha animato negli stessi anni le riviste "Dolce Vita" e "Cyborg". Esperto di letteratura americana, è consulente di diverse case editrici. Come scrittore si ricordano i volumi Animanera e Chemical Usa.
È stato creatore della innovativa casa editrice Phoenix Enterprises. Nel 2001 ha fondato a Bologna la casa editrice Comma 22., che propone edizioni molto curate ed eleganti di alcune opere tra le più significative del fumetto italiano.
Tra le sue ultime pubblicazioni figura il volume La Cura, libro misterioso e dolente, parte da una spinta profonda che conduce una serie di segni a condensarsi di forme, che poi man mano diventano racconto. Edito per la Oblomov Edizioni (Editore Igort) nel 2018.
In occasione di Lucca Comics & Games 2019 viene presentato in anteprima una nuova sfida editoriale pubblicata dalla Sergio Bonelli editore. Il primo volume di una lunga serie dello Unknow - Lo Sconosciuto creato da Magnus nel 1975, scritto da Daniele Brolli e il primo volume disegnato da Davide Fabbri. Il primo capitolo si intitola: Le nuove avventure. Le luci dell'Ovest.

Cavalcavia sulla ferrovia
- @ via Giacomo Matteotti, 2, Bologna
Il cavalcavia di via Matteotti fu costruito nel 1926, su progetto dell'ingegnere Ezio Bianchi, funzionario delle Ferrovie, nell'ambito dell'ampliamento e della sistemazione della stazione ferroviaria (edificio di Gaetano Ratti, 1871-76)
> Giancarlo Bernabei, Glauco Gresleri, Stefano Zagnoni, Bologna moderna, 1860-1980, Bologna, Pàtron, 1984, p. 27

Luca Bonora
Luca Bonora nato nel 1985 si occupa da sempre di disegno e illustrazione di libri per l'infanzia con tecniche tradizionali, utilizzando la tecnica ad acquerello. Dopo aver frequentato per tre anni un corso di disegno e pittura tenuto da Demetrio Casile (docente presso l’istituto di Belle Arti di Bologna) ed aver frequentato un corso di illustrazione nello studio di Piero Ruggeri, si è dedicato alle immagini per i libri dedicati all’infanzia. Ha curato le illustrazioni di alcuni grandi classici della letteratura tra cui Robin Hood, Le favole di Esopo, il Roman de Renart e il Decameron (pubblicati da I Doni delle Muse).Recentemente ha realizzato le illustrazioni del libro La maschera magica, destinato ai reparti di pediatria di alcune strutture ospedaliere.Collabora con Salaborsa nei laboratori di fumetto e Cinema rivolti alle scuole.

Matteo Lepore
Matteo Lepore è nato a Bologna, nel quartiere Savena, nel 1980.
Si diploma presso il Liceo classico Galvani e si laurea in Scienze politiche all'Università di Bologna. Dopo la laurea svolge un periodo di stage a Bruxelles presso l'Ufficio di collegamento con le Istituzioni europee della Regione Emilia-Romagna.
Tra il 2007 e il 2009 consegue un Master in Relazioni internazionali, un Master in Edilizia e urbanistica e un Master in Economia della cooperazione all’Università di Bologna.

Giuseppe Dozza
Giuseppe Dozza è nato a Bologna il 29 novembre 1901, in via Orfeo. Figlio di fornai, a 13 anni è fattorino in una agenzia di trasporti. Si iscrive al Partito Socialista Italiano e nel 1920 è segretario dei giovani socialisti. Dopo il congresso di Livorno del 1921 aderisce al Partito Comunista d'Italia: nel 1923 è segretario nazionale della Federazione giovanile comunista e nel 1928 membro del Comitato centrale.

Walter Vitali
Walter Vitali è nato a Minerbio, in provincia di Bologna, il 30 settembre 1952. È laureato in Filosofia all'Università di Bologna con una tesi sull'organizzazione delle federazioni di Bologna e Imola del PCI dal 1945 al 1986.

Virginio Merola
Virginio Merola è nato a Santa Maria Capua Vetere, in Provincia di Caserta, nel 1955. Vive a Bologna dal 1960. E' diplomato al liceo Minghetti e laureato in Filosofia presso l'Università di Bologna. Ha lavorato presso la Società Autostrade, ed è stato delegato e responsabile sindacale Cgil del settore autostrade.
Altre risorse
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Nuvole in Appennino
Può capitare che gli autori di fumetti - tipi strani, un po' matti, solitari - si ritirino a disegnare o a vivere fuori città, portando con sé solo carta e matita. Ogni tanto, però, nei loro lontani rifugi si radunano e allora son chiacchiere e bicchieri di vino.
