bologna online
Risorse digitali dedicate alla documentazione della storia, della cultura, della società e delle istituzioni di Bologna e provincia con particolare attenzione all’800-900.
Dalla Cronologia
Accadde oggi, 19 luglio.

Bologna “città ospedaliera”
Con un manifesto affisso il 19 luglio il podestà annuncia che la città verrà dotata di alcuni ospedali di emergenza.
La decisione rientra nel tentativo - suggerito da padre Acerbi, provinciale dei Domenicani - di accreditare il centro di Bologna come “città ospedaliera” e quindi di preservarla da operazioni belliche.
Il 26 luglio Agnoli andrà a Maderno presso il governo della RSI per perorare la causa, ma sarà maltrattato dal ministro Buffarini Guidi.
In settembre invierà a Kesselring una copia in bronzo del Nettuno e il Feldmaresciallo tedesco gli prometterà ogni sforzo per risparmiare la città, senza però dargli garanzie definitive.
La disillusione dei cittadini, informati dell’iniziativa del podestà, traspare in una lettera di Maria Fiori - Suor Ciclamino - del 15 agosto: “Dicevano che Bologna sarebbe stata città ospedaliera, ma invece pare di no. Sia fatta la Santa volontà di Dio”.
Gli ospedali di guerra vengono comunque allestiti, anche grazie alle offerte dei privati. Dopo i bombardamenti dei mesi precedenti, i posti disponibili per le cure mediche si sono notevolmente ridotti.
Particolarmente grave è la completa distruzione dell’ospedale Maggiore, situato in via Riva Reno.La divisione di medicina del prof. Alzona è stata trasferita prima al S.Orsola, poi nel Seminario di S.Camillo al Farneto, infine nell’Orfanotrofio di S. Leonardo in via Palagi.
Un’altra divisione medica è stata ospitata in via Broccaindosso nei locali della Scuola Albini. Molti malati cronici sono stati accolti nel convento di S. Domenico.
Anche il policlinico Sant’Orsola e l’ospedale militare dell’Abbadia sono stati colpiti.
È promossa la costituzione di circa 10mila posti letto, con sette nuovi ospedali di guerra presso edifici scolastici, quali il liceo Righi, il Galvani (trasformato in tubercolosario dopo lo sfollamento dell’Ospedale Pizzardi) e il Minghetti.
Vengono coinvolti anche il collegio San Luigi, il convento di San Domenico - che assieme all’Istituto Pier Crescenzi e alla vicina caserma dei carabinieri diventa Ospedale di Guerra n. 1, capace di 1.200 letti - e la fabbrica Ducati a Borgo Panigale.
Con l’aiuto della Croce Rossa sono istituiti anche alcuni posti di pronto soccorso in vari punti della città: alla Montagnola, a Villa delle Rose, a Villa Bianca in via Crociali e presso le scuole Laura Bassi.

Roberto Baggio gioca nel Bologna FC
Roberto Baggio, una delle stelle più luminose del calcio italiano, giunge al Bologna in prestito dal Milan. La risposta dei tifosi è immediata, con il record degli abbonamenti.
Il “divin codino” ripaga la fiducia dei tifosi e della società, nonostante i rapporti difficili con l'allenatore Ulivieri, realizzando 22 goal in campionato e disputando una delle migliori stagioni della sua carriera.

Manifestazione di protesta per l'uccisione di Paolo Borsellino
Dopo Giovanni Falcone (1939-1992), un altro magistrato protagonista della lotta alla mafia siciliana, Paolo Borsellino (1940-1992), viene ucciso assieme alla sua scorta in un attentato a Palermo.
A Bologna ogni attività viene sospesa per un'ora: una lunga catena umana si snoda da piazza Nettuno fino al tribunale.

La nuova piazza Minghetti
Dopo undici mesi di lavori, sponsorizzati da banche, privati e Comune, riapre al pubblico Piazza Minghetti, nella quale è stata ampliata la zona pedonalizzata e rinnovato completamente l'arredo urbano.
Non sono mancate aspre polemiche per l'abbattimento di alcune piante di un certo pregio, tra le quali una magnolia rosa e 12 pruni. Il diradamento degli alberi è stato giustificato dall'intenzione di dare apertura e sicurezza al luogo e di consentire la vista dei palazzi delle Poste e della Cassa di Risparmio, anch'essi restaurati.
Il restyling complessivo della piazza è stato curato dall'arch. Glauco Gresleri, la nuova illuminazione dall'arch. Mario Nanni, mentre diversi vivai hanno effettuato l'impianto del verde. L'arredo delle pensiline e le panchine di mogano sono invece della ditta Pedrini.
Sono sostituite le caratteristiche panchine circolari, installate nel 1956. Sul terreno sono stati utilizzati materiali simili ai precedenti: granito e pietra calcarea “medicea”.
Il nuovo assetto non è da tutti apprezzato: per alcuni l'alterazione dell'arredo ottocentesco e la mancanza di ombra e riparo della nuova piazza costituiscono un peggioramento rispetto alla situazione precedente.

Restauri nella chiesa di San Paolo Maggiore
- @ Via de' Carbonesi, 18, 40123 Bologna BO
La chiesa di San Paolo Maggiore, capolavoro dell'architetto Giovanni Ambrogio Mazenta (sec. XVII), viene restaurata in occasione della decennale eucaristica. Nel periodo napoleonico, dopo la soppressione dell'ordine dei Barnabiti, è divenuta parrocchiale.
I lavori sono affidato a Angelo Venturoli (1749-1821), che coordina l'adattamento delle cappelle laterali, secondo un progetto che ricalca quello già eseguito in Santa Maria della Vita.
Gli altari e le ancone vengono rinnovati da Luigi Fiorentini (1778-1834). L'apparato plastico è affidato a Giovanni Putti (1771-1847), che esegue coppie di angeli reggenti ritratti di santi e simboli religiosi.
Si tratta di un incarico evidentemente poco sentito dallo scultore, che realizza, in questa occasione, un lavoro ripetitivo con l'aiuto di matrici, mettendo da parte il suo personalissimo stile.
Dopo alcuni anni la chiesa di San Paolo sarà di nuovo abbandonata e riconsacrata solo nel 1878, dopo altri lavori di restauro.

La diga di Ridracoli e l'acquedotto della Romagna
Il Presidente del Senato Giovanni Spadolini e il Presidente della Regione Emilia-Romagna Luciano Guerzoni inaugurano la diga di Ridracoli e l'Acquedotto della Romagna. E' la più importante opera pubblica realizzata in Romagna nel '900.
Il progetto della diga di Ridracoli - una delle più grandi dell'Italia settentrionale - risale agli anni '60 con l'obiettivo di risolvere la grave crisi idrica che affligge da tempo la Romagna.
I lavori, iniziati nel 1975, sono stati a lungo sospesi per mancanza di finanziamenti statali e per le proteste degli ambientalisti. La costruzione si è infine conclusa nel 1982.
La diga sbarra il fiume Bidente a sud di Santa Sofia (FC) e forma un lago artificiale di 1.035 chilometri quadrati, capace di oltre 30 milioni di metri cubi d'acqua. Costruita con materiali inerti e calcestruzzo rinforzato con acciaio, è alta 103 metri, con un arco di 432 metri.
Tra il 1982 e il 1988 il Consorzio acque per le province di Forlì e Ravenna ha realizzato l'insieme di infrastrutture che consente la produzione di energia elettrica e la distribuzione di acqua potabile alle province romagnole: tra esse la centrale idroelettrica di Isola, la condotta principale di 33 chilometri, i serbatoi di carico di Bertinoro e Forlì.
Dal 1994 l'Acquedotto della Romagna sarà gestito dalla SpA a capitale pubblico Romagna Acque - Società delle Fonti.
In occasione del suo 30° anniversario il Tribunato di Romagna, una associazione che cura la storia e le tradizioni della regione, ha fatto affiggere accanto alla diga di Ridracoli una lapide con queste parole:
Le aspre giogajeabbandonate dall'uomoche stentatamente nutrivanoper voleredelle genti di Romagnadissetano orala piana ubertosaper il lavoroe spiaggeper il riposo dei popoli d'Europaattestandoche quando c'èimpegno solidaleanche gli umanicompiono miracoli

Napoleone aiuta Aldini
Napoleone interviene a sostegno di Antonio Aldini (1755-1826), Segretario di Stato del Regno d'Italia e suo consigliere privato, rilevando la tenuta di Galliera, gravata da una ipoteca di oltre 5 milioni di lire.
Pur essendo uno dei politici italiani più influenti, l'ex “avvocato dei poveri” è oppresso dai debiti ed è costretto ad intervenire personalmente, con frequenti discese a Bologna da Parigi, per curare il proprio patrimonio.
Negli anni della svendita dei beni ecclesiastici ha acquistato a poco prezzo quasi duemila ettari di terreno tra Galliera e San Pietro in Casale. Dal 1798 al 1811 ha riunito 52 fondi, formando una grande tenuta agricola destinata soprattutto alla coltivazione del riso.
Per la sistemazione dell’azienda, dotata di novanta edifici rurali, strade e moderni impianti di irrigazione, si è prodigato l'arch. Giovan Battista Martinetti (1764-1830), suo uomo di fiducia.
Le proprietà di Aldini diventeranno il Ducato di Galliera, creato da Bonaparte per Giuseppina di Leuchtenberg (1807-1876), figlia del Viceré Eugenio Beauharnais e futura regina consorte di Svezia e Norvegia.
Nella vendita a Bonaparte rientrano anche alcuni possedimenti urbani di Aldini, come l'antica chiesa profanata di S. Maria della Pugliola.

La donazione di Virgilio Guidi alla Galleria d'arte moderna
Nella sala esposizioni di Palazzo d'Accursio si tiene, dal 21 marzo al 25 aprile, la mostra delle opere donate da Virgilio Guidi (1891-1984) alla Galleria d'arte moderna di Bologna.
Il maestro romano, uno dei principali pittori italiani del '900, è stato per tanti anni insegnante di pittura all'Accademia di Belle Arti.
La maggior parte dei 35 capolavori esposti, appartenenti alla sua produzione recente (dal 1957), erano compresi nella grande antologica a lui dedicata nel 1971 da Francesco Arcangeli nelle sale dell'Archiginnasio.

Ex chiesa di S. Lucia
- @ Santa Lucia
L’antica chiesa di Santa Lucia in via Castiglione divenne nel XVI secolo, assieme al vicino convento, di proprietà dei Gesuiti.

Il progetto
La produzione culturale dello sport e la città: luoghi, memoria, identità, partecipazione*
Acronimo: (SCC) SportCityCult
SportCityCult si è posto l’obiettivo di ricostruire il legame tra la città e lo sport, riscoprendone le potenzialità di “capitale” tangibile e intangibile allo scopo di valorizzare le modalità con cui tale capitale produce ricadute socio-culturali, educative, simboliche (oltre la dimensione economica), rafforzando le molteplici connessioni tra lo sport e l’immagine della città.

Marco Cimatti
Ciclista dilettante, Marco Cimatti vinse a soli diciannove anni la medaglia d'oro nell'inseguimento a squadre ai Giochi Olimpici di Los Angeles del 1932.
Nel 1934 trionfò nel Giro dell'Emilia, correndo su una bicicletta costruita da Amleto Villa, titolare di un noto negozio di materiale e abbigliamento sportivo in Strada Maggiore.

Gioco del Pallone o Sferisterio
- @ Sferisterio della Montagnola
Su progetto dell'architetto Giuseppe Tubertini venne costruita, sul lato orientale della Montagnola, un'arena per il Gioco del Pallone, inaugurata il 15 marzo 1821.

Giardino Vincenzo Tanara
- @ Giardino Vincenzo Tanara
L’area verde, che si estende per oltre 5 ettari accanto a un centro commerciale e a un vasto insediamento residenziale, è stata inaugurata nel 1997. La denominazione ricorda l’illustre agronomo bolognese (1591-1653) dell’età barocca, autore del celebre trattato Economia del cittadino in villa. Il disegno del parco è caratterizzato dalla chiara distinzione tra i sentieri pedonali in ghiaia e gli stradelli ciclabili in asfalto colorato, che si sviluppano seguendo tracciati indipendenti; nei punti in cui si incrociano e vicino agli ingressi si allargano piazzole in porfido. Nell’area dominano gli spazi aperti: prati in dolce rilievo limitati da alberi e arbusti di specie autoctone (aceri, querce, tigli, noci, carpini, platani, sorbi, peri), disposti a macchie o in filari oppure, come a ridosso della tangenziale, a formare veri e propri boschetti. Tra i nuovi impianti spiccano alcuni vecchi filari di acero campestre, due grandi salici bianchi e diversi esemplari di ciliegio rimasti dal recente passato agricolo. Da segnalare è l’attrezzato spazio per i giochi di bambini e adolescenti, dominato da una struttura piramidale per le arrampicate.

Palazzina Majani
- @ Majani
Già sede del caffè e dei negozi di confetteria Majani. Raro esempio di architettura floreale progettata da Augusto Sezanne nel 1908.

Padiglione della Direttissima
- @ della Direttissima
L'edificio, progettato nel 1934 dall'Ufficio Tecnico del Comune e dall'ingegnere Armando Villa, venne costruito in occasione dei festeggiamenti per la conclusione dei lavori della ferrovia Bologna-Firenze, la Direttissima, per ospitare mostre, concerti e conferenze. Del padiglione, la stampa dell'epoca esaltò la modernità delle linee e la celerità dell'esecuzione, che avvenne in soli 40 giorni; in assonanza quindi con l'opera tecnica che doveva celebrare.

Palazzo Cavazza
- @ Palazzo Cavazza
L'edificio venne progettato dell'architetto Giuseppe Mengoni nel 1863. I balconi, sui due estremi della facciata, sono un'aggiunta più tarda di Alfonso Rubbiani, nel 1911. Fra l'architrave e la cornice sono visibili i busti di illustri scienziati e artisti. Nel sottoportico dell'androne è sistemato un lampadario in bronzo dei primi del Novecento.

Giuseppe Raimondi
C'è in me il bisogno, l'istinto di spendermi; di offrire la mia umanità, accesa sotto il viso pallido, a qualcuno: agli uomini, a un'idea ... posso dire di avere avuto degli amici; sempre li scelsi fra i maggiori di meriti e di età. In loro compagnia, venivo costruendo la mia vita.
Giuseppe Raimondi nasce a Bologna nel 1898. Il padre, di fede socialista, gestisce un negozio di stufe in piazza Santo Stefano, nei locali che furono del Caffè della Fenice. La madre gli trasmette "la materialità e la concretezza della parlata e del pensiero bolognesi". Frequenta il R. Liceo "Galvani" e da autodidatta entra in contatto con l'ambiente letterario cittadino.
Dopo l'esperienza della guerra mondiale, alla quale partecipa come soldato del Genio, fonda e dirige il periodico letterario "La Raccolta", animato da poeti e scrittori in divisa, desiderosi "di far rinascere la cultura dopo le tragedie della guerra". La rivista, arricchita da riproduzioni di opere d'arte contemporanea, dedica una rubrica fissa alle avanguardie europee. E' chiaro il suo intento di "sprovincializzare Bologna e l'Italia, aprendole a nuove soluzioni espressive".
Il modello della "Raccolta" sarà ripreso in parte dalla rivista "La Ronda", pubblicata dal 1919 al 1923, per la quale si trasferisce temporaneamente a Roma, come segretario di redazione. Ha qui l'occasione di frequentare autori quali Riccardo Bacchelli, Giuseppe Ungaretti, Vincenzo Cardarelli e di entrare in corrispondenza con poeti e scrittori europei come Guillame Apollinaire e Tristan Tzara.
Di particolare importanza è l'incontro con Cardarelli, maestro di stile ed esempio di ritorno ai classici. Del poeta di Corneto Tarquinia curerà nel 1962 la raccolta delle Opere complete. Dopo pochi mesi nella capitale ritorna a Bologna e da qui si sposterà raramente: gli riesce congeniale vivere "appartato fra le mura solide della città delle torri, ma con gli occhi che [guardano] fin sotto la gabbia della Tour Eiffel".
Nel 1926 conosce Leo Longanesi e per due anni collabora al periodico "L'Italiano" da lui fondato. Con lo scrittore romagnolo e il pittore Giorgio Morandi forma un trio di amici affiatati, che fa spesso capo alla fumisteria di Santo Stefano, divenuta nel tempo un recapito artistico-letterario di grande rilievo.
Molte delle sue opere sono di tipo autobiografico. Tra esse Galileo ovvero dell'aria (1926), Domenico Giordani. Avventure di un uomo casalingo (1928), illustrato da Longanesi per l'Italiano Editore, Il cartesiano signor Teste (Firenze 1928), Giornale ossia taccuino (1925-1930),
Assieme a Morandi, Arcangeli e Gnudi è arrestato nel 1943 come appartenete al gruppo azionista di Carlo Ludovico Ragghianti.
Nel 1949 pubblica Giuseppe in Italia (1949), che ripercorre la sua vita dalla nascita alla Liberazione di Bologna, forse il suo capolavoro. Con Notizie dall'Emilia, anticipato nel 1946 da Anni di Bologna: 1924-1943, vince nel 1954 il premio Viareggio.
La corsa riprende con quelli che formano il periodo durato fino a ieri, i libri arrivati in gruppo, come si vede nelle gare ciclistiche. "Le nevi dell'altro anno", "Il nero e l'azzurro", "Ligabue come un cavallo", che s'aggancia alla storia dell' "Ingiustizia". E l'ultimo a passare il traguardo segnato per terra: "La Chiave Regina".
Pubblica inoltre scritti e saggi critici dedicati ad artisti, come l'importante monografia su Filippo De Pisis del 1952, il volume di ricordi Anni con Giorgio Morandi (1970), il romanzo Ligabue come un cavallo (1971).
Il 10 ottobre 1978, nella sala dello Stabat Mater, riceve l'ambito premio "Archiginnasio d'oro", destinato a cittadini benemeriti nel campo della cultura e dell'arte. Muore a Bologna nel 1985.

Enrico Panzacchi
Della sua terra conservò sempre la verve spumeggiante:affascinava gli uditori con le sue improvvisazioni piene di brio. (A. Vianelli)
Nasce a Ozzano nel 1840. A Bologna compie gli studi nel Seminario, sotto la guida di Francesco Battaglini, futuro cardinale e arcivescovo.
Si iscrive in un primo tempo alla locale Facoltà di Giurisprudenza, per passare a quella di Lettere a Pisa, dove si laurea nel 1865 in filologia. Tra i suoi professori vi sono Pasquale Villari ed Alessandro d'Ancona.
L'anno seguente è nominato professore di storia al liceo Azuni di Sassari. Dopo brevi incarichi in varie città italiane, è trasferito al Liceo Galvani di Bologna, dove insegna filosofia dal 1868 al 1872.
Nel 1869 fonda la "Rivista Bolognese di Scienze e Lettere", dalla veste aristocratica, che ha tra i collaboratori il Mamiani e sulla quale Carducci pubblica per la prima volta alcune poesie con lo pseudonimo di Enotrio Romano. Con essa si propone di promuovere gli studi, e liberarli "dalla politica".
Dal 1872 al 1895 è professore di storia e critica d'arte presso l'Accademia di Belle Arti e nello stesso periodo occupa la cattedra di professore ordinario di estetica e storia dell'arte moderna all'Università. Dal 1891 al 1896 è anche direttore della Pinacoteca.
Le moderne arti figurative ebbero in lui un illustratore acuto, elegantissimo, e sopra tutto equilibrato ... patrocinò fraternamente, in tempi di pitoccheria veristica, le fresche vigorie dell'arte di Luigi Serra e di Giovanni Segantini.
In un'epoca di grande infatuazione per l'arte del Medioevo e del Quattrocento, di critici snob "inebriati di preraffaellismo", difende con calore la pittura bolognese del XVII secolo e contesta i restauri troppo fantasiosi di Rubbiani in San Francesco.
Nel 1888, in occasione dell'VIII centenario dell'Alma Mater, è insignito della Laurea honoris causa in filologia.
Bell'uomo e "simpaticissimo conversatore", "petroniano nel più alto significato della parola", Panzacchi adora tutto ciò che è bolognese. E' "uno dei personaggi più celebri e insieme più caratteristici di Bologna, vuoi per prestigio culturale, vuoi per la sua personalità aperta e incline alle piacevolezze mondane, alle raffinate galanterie".
Matilde Serao, che lo conosce durante la Grande Esposizione Emiliana, in cui è presidente del Comitato promotore, lo definisce "l'innamorato dolce e ostinato delle notti italiane", il cultore del "nottambulismo poetico".
"Aggraziato, balioso, dotto, galante, epicureo", Panzacchi è "una meraviglia di oratore" e a lui si ricorre "per i discorsi da farsi ai morti, per i panegirici ai vivi", per i brindisi e le inaugurazioni. Lipparini ha ricordato che "era il beniamino dei circoli e dei salotti eleganti; mangiava al Domino Club e la sera compariva in marsina nella barcaccia del Comunale".
Al Caffè del Corso, dove primeggia sui nottambuli più assidui, pendono tutti dalle sue labbra, quando racconta ridendo "piccanti avventure" o quando discute seriamente d'arte. Giosue Carducci, suo amico ma anche rivale in amore, nel 1872 lo descrive così, con una buona dose di malizia:
Con le sue pose di astratto, di scapato, di bohemien, ha fatto sempre i suoi interessi stupendamente, così in politica come in amore e ha fatto benissimo, ed io vorrei avere avuto a tempo opportuno il giudizio e la saggezza sua: ma né l'ho né l'ebbi né l'avrò mai.
Panzacchi è anche un apprezzato oratore politico e in politica ricopre incarichi rilevanti, sempre nel settore dell'istruzione. Si batte a lungo per la laicità della scuola pubblica. Dal 1868 viene eletto più volte consigliere comunale.
Nel 1874 passa nelle file dei liberali moderati, abbracciando poi, "come ancora di salvamento", il cosiddetto "terzo partito", che si oppone sia alla consorteria moderata che ai democratici repubblicani. Tornato tra le file dei moderati, dopo la morte di Minghetti ne diviene l'esponente più in vista, fino a essere eletto presidente dell'Associazione liberale felsinea e poi della Federazione costituzionale.
Queste sue oscillazioni politiche fanno crescere, assieme al numero dei suoi seguaci, anche quello dei suoi detrattori. Ad esempio Franco Mistrali - il controverso direttore della "Stella d'Italia" - lo chiama "poeta cesareo".
Il 1882 lo vede eletto per la prima volta come deputato e nel 1896 ricopre la carica politica di presidente dell'Associazione liberale monarchica. Successivamente diviene sottosegretario dell'istruzione pubblica.
I numerosi impegni lavorativi e politici non gli impediscono di produrre negli anni una notevole quantità di saggi e testi in vari ambiti culturali: scrive poesie, racconti, novelle, libretti d'opera (Ettore Fieramosca, Ianko). Apprezzato critico musicale, predilige le opere di Wagner e di Verdi.
Debutta come poeta nel 1870 con il libretto di liriche Funeralia, dedicato alla memoria della sorella Margherita. Le raccolte Piccolo Romanziere e Lyrica sono apprezzate dal Carducci e gli danno notorietà.
A differenza di quella del Maestro, la lirica di Panzacchi è rivolta “non già all'epica o all'inno (...) ma agli esiti più facili dello stornello e della ballata” (Battistini).
Nei componimenti, "dai tratti decadenti", anticipa le tematiche che saranno di Pascoli e D'Annunzio. Una scelta delle sue liriche, curata dal Pascoli, sarà pubblicata postuma da Zanichelli nel 1908. Le sue romanze sono caratterizzate da versi eleganti e melodiosi e sono spesso musicate da celebri compositori.
Assieme a Olindo Guerrini e a Giosuè Carducci forma il cosiddetto triumvirato, che domina l'ambiente culturale bolognese nella seconda metà dell'800.
Muore all'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna nel 1904. Nel 1905 Angelo Gatti lo commemora con queste parole:
Spesso visse come un uccello canoro, che ferma il volo sul primo ramo offerto dalla luce del crepuscolo vespertino, ospite ricercato e carissimo di amici; e dovunque egli si raccolse in se stesso a meditare ed a comporre, perché l'abitudine a radunare i pensieri era in lui sì continua, che ognuno lo ricorda a trascorrere per le vie, silenzioso, distratto, col capo eretto e lo sguardo levato, inseguendo le idee a volo per l'aria.
Sul muro della casa di San Pietro di Ozzano, dove nacque e tornò spesso per trascorrere le vacanze estive, una lapide ricorda il suo animo schietto e la sua eloquenza, “la quale parve un inno sonante alla gloria, alla poesia, alla bellezza dell'arte, alla maestà della patria”.

Palazzo Albergati
- @ via Saragozza, 28
Andando verso il ponente e la porta nominata Saragocia dentro a man dritta se trova il palacio degli Albergati, nobili gentilomini, de bona architatura. E l'architetto fu Baldasera da Siena.
(P. Lamo)

Pontelungo - Prati di Caprara
- @ via Emilia Ponente, 307
L'avventura anarchica divampa effimera nella quiete opulenta del paesaggio padano, poi sparisce nel nulla. Proprio come, secondo un'antica leggenda, era accaduto al Diavolo, apparso in quei luoghi tanto tempo prima ...
(T. Debenedetti)

L’Ombra nera
Tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 i soldati tedeschi compiono, nei pressi di Marzabotto, una grande strage di civili.

Il bello e il vero
Arte a Bologna nell'800

La via dell'ombra
Bologna e le stragi.

Giulio Cesare Croce cantimbanco
In occasione del quarto centenario della morte di Giulio Cesare Croce (San Giovanni in Persiceto, 1550 - Bologna, 1609), popolare "cantimbanco" bolognese, autore della Maschera di Bertoldo, Biblioteca Salaborsa propone una bibliografia delle opere a lui relative, associata ad una scelta di testi sulla cultura popolare, curati da uno dei principali studiosi del Croce, Piero Camporesi (Forlì, 1926 - Bologna, 1997), per lunghi anni docente del DAMS.

Max Fridman
Personaggio creato da Vittorio Giardino nel 1982 e apparso inizialmente sulla rivista "Orient Express" dell'editore e autore bolognese Luigi Bernardi e poi sulle pagine di "Corto Maltese". Max Fridman è il protagonista di alcune storie di spionaggio ambientate negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale. Le storie che lo rappresentano sono piene d'atmosfera e ricche di colpi di scena oltre che caratterizzate da precisi riferimenti al periodo storico. Fridman rappresenta il modello di eroe del fumetto moderno, con lui ci si trova di fronte ad un uomo qualsiasi, che sopravvive alle sconfitte e che con tenacia ed intelligenza conquista le sue vittorie. Ricco di citazioni letterarie, cinematografiche e fumettistiche, le storie di Max Fridman hanno procurato al suo autore il riconoscimento del pubblico e della critica in tutto il mondo.

Kappa edizioni
I Kappa Boys - Andrea Baricordi, Massimiliano De Giovanni, Andrea Pietroni e Barbara Rossi - sono quattro ragazzi di Bologna appassionati di manga, che a metà degli anni Ottanta iniziano la loro avventura editoriale.

Piazza Galvani
- @ piazza Galvani, Bologna
A partire dal 1449 nella piazza dietro la basilica di San Petronio si tenne la fiera annuale dei filugelli o bozzoli da seta, durante la quale veniva eretta una grande tenda (o padiglione - pavaglione). Per Bologna si trattava di un evento di grande rilievo: dal XVI al XVIII secolo l'economia della città gravitò attorno alla produzione della seta, proprio a partire dai bozzoli del Pavaglione. Dal 1801 la piazza prese il nome di piazza della Pace, per celebrare la pace tra l'Austria e Napoleone a Luneville. Dal 1871 fu invece intitolata al celebre anatomico e fisico bolognese Luigi Galvani. Nel 1879 al centro venne eretta la statua monumentale dello scienziato, scolpita da A. Cencetti.
> Mario Fanti, Le vie di Bologna. Saggio di toponomastica storica e di storia della toponomastica urbana, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 2000, vol. 1., pp. 389-390

Antonio Fara
E' nato a Cagliari nel 1955 e qui si è diplomato al liceo artistico. Ha compiuto le sue prime esperienze professionali in ambito pubblicitario. Per molti anni ha insegnato fumetto e illustrazione a Bologna.
Debutta nel fumetto per la rivista di Luigi Bernardi "Orient Express" con la serie la vita delle ombre. Ha pubblicato suoi fumetti sulle riviste "Comic Art", "Dolce Vita", "Cyborg".Ha esposto in varie mostre, tra le quali Doctor Pencil e Mr China e Nuovo Fumetto Italiano. Per il mercato francese ha realizzato Mucho Mass per l'editore "Michel". Quest' opera seriale viene pubblicata in Italia nel 1991 nelle pagine di "Comic Art" (n. 80, 81,).
Ha curato la rivista "Cyborg Telemaco", seconda serie, della quale sono usciti otto numeri tra il 1992 e il 1993. Ha avuto come compagni in questa avventura editoriale grandi firme come Giuseppe Palumbo e Daniele Brolli.
Nel 2014 ha pubblicato I folli del presidio. Attualmente disegna per la Bonelli il personaggio di Nathan Never.

Giuseppe Dozza
Giuseppe Dozza è nato a Bologna il 29 novembre 1901, in via Orfeo. Figlio di fornai, a 13 anni è fattorino in una agenzia di trasporti. Si iscrive al Partito Socialista Italiano e nel 1920 è segretario dei giovani socialisti. Dopo il congresso di Livorno del 1921 aderisce al Partito Comunista d'Italia: nel 1923 è segretario nazionale della Federazione giovanile comunista e nel 1928 membro del Comitato centrale.

Annamaria Cancellieri
Annamaria Cancellieri è nata a Roma il 22 ottobre 1943. Si è laureata in Scienze Politiche all'Università La Sapienza e dal 1972 è entrata nell'amministrazione del ministero dell'Interno.

Guido Fanti
Guido Fanti è nato a Bologna il 25 maggio 1925 da padre bolognese e madre ferrarese. Ha frequentato il liceo Galvani e poi il corso di laurea in Scienze Biologiche all'Università di Bologna.

Virginio Merola
Virginio Merola è nato a Santa Maria Capua Vetere, in Provincia di Caserta, nel 1955. Vive a Bologna dal 1960. E' diplomato al liceo Minghetti e laureato in Filosofia presso l'Università di Bologna. Ha lavorato presso la Società Autostrade, ed è stato delegato e responsabile sindacale Cgil del settore autostrade.
Altre risorse
Altri progetti e percorsi su Bologna online

Nuvole in Appennino
Può capitare che gli autori di fumetti - tipi strani, un po' matti, solitari - si ritirino a disegnare o a vivere fuori città, portando con sé solo carta e matita. Ogni tanto, però, nei loro lontani rifugi si radunano e allora son chiacchiere e bicchieri di vino.
