Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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2003

Lo Spazio Chourmo

Circa 150 persone, soprattutto studenti medi e universitari, occupano una struttura industriale dismessa in via Mazzini 174 e danno vita allo Spazio Chourmo. Il nome è tratto da un romanzo di Jean-Claude Izzo.

Non vuole essere un centro sociale underground simile a quelli del decennio precedente, tendenti a creare mondi separati e senza contatti con l'esterno. Vuole essere un centro sociale di seconda generazione “che attraversa la città e da essa si fa attraversare”.

Verranno presto messe in atto numerose iniziative: concerti, jam session, seminari sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, assemblee antifasciste e anche una rivista: “Frame”.

Dopo lo sgombero, che avverrà il 4 giugno, nemmeno un mese dopo l'apertura, il gruppo di Chourmo, con la sigla Metrolab, tenterà l'occupazione dell'ex cinema Embassy e poi sperimenterà due occupazioni temporanee: nella struttura di via Ranzani già utilizzata da Contropiani e nell'area Hera di viale Berti Pichat.

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Approfondimenti:

  • "Almanacco 2007 di Bologna", Bologna, Geper, 2008, pp. 61-62 (Metrolab)
  • Serafino D'Onofrio, Valerio Monteventi, Berretta rossa. Storie di Bologna attraverso i centri sociali, Bologna, Pendragon, 2011, pp. 64-66
  • Nuovo Spazio Chourmo. Assemblea sullo squadrismo fascista, in “L'Unità”, 21 maggio 2003, cronaca di Bologna, p. III