Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1991

Contro la guerra del Golfo

Con lo scoppio della crisi in Medioriente a seguito dell'invasione irachena del Kuwait e il minacciato intervento militare americano, le associazioni pacifiste bolognesi si mobilitano per il non-intervento e per una soluzione non armata del conflitto.

Nell'ottobre precedente, per tre settimane, l'Associazione per la pace, Adn, la Loc, le Donne in Nero hanno organizzano e presidiato un punto di informazione sulla crisi con una struttura prefabbricata in piazza IV Novembre.

Il 9 gennaio i pacifisti hanno collocato davanti a Palazzo d'Accursio un grande orologio di cartone, a scandire il tempo rimasto prima dell'intervento militare minacciato dagli USA.

Il 15 gennaio, giorno di scadenza dell'ultimatum all'Iraq, Bologna si mobilita con lo slogan "Solo la pace vince", con manifestazioni in piazza, assemblee nelle scuole, veglie di preghiera.

Durante la guerra del Golfo il coordinamento "Fermiamoci", in rappresentanza di una cinquantina di sigle pacifiste, allestirà un tenda in piazza Re Enzo, avvierà una petizione contro la guerra e allestirà il "Telefono contro la guerra".

Dal 28 gennaio decine di cittadini, intellettuali e religiosi effettueranno presso la tenda un digiuno silenzioso a staffetta e alcune decine di studiosi di vario orientamento politico lanceranno un appello dal titolo "Fermate l'immane macello".

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

Rossella Ropa, La possibile utopia. Per una storia dei movimenti pacifisti a Bologna nel secondo Novecento, San Giovanni in Persiceto, Aspasia, 2013, pp. 133-134