Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1975

Il cinema di Pupi Avati

Reduce da una collaborazione con Pier Paolo Pasolini per il suo ultimo lavoro Salò o le 120 giornate di Sodoma, il regista bolognese Pupi Avati realizza in proprio il lungometraggio La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone, prima prova di un certo impegno - con attori affermati come Ugo Tognazzi e Paolo Villaggio - dopo due film “orgogliosamente provinciali”: Balsamus, l'uomo di Satana (1968) e Thomas e gli indemoniati (1970).

Prima di imboccare, assieme al fratello minore Antonio, produttore e sceneggiatore, la strada di un cinema “a basso budget, ma del tutto indipendente” (Manzoli), Pupi Avati ha tentato senza troppo successo quella di clarinettista jazz.

Nel 1976 sfiderà Dario Argento con l'horror "minimalista" La casa delle finestre che ridono, vincitore del premio della Critica al Festival du Film Fantastique di Parigi, ma il successo definitivo arriverà con una serie di film commedia per lo più ambientati a Bologna: Una gita scolastica (1983), Noi tre (1984), Festa di laurea (1985), Storia di ragazzi e ragazze (1989).

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

Pupi Avati, La grande invenzione. Un'autobiografia, Milano, Rizzoli, 2013


Serena Bersani, Tanto bello da girarci un film, in: "Nelle Valli Bolognesi", 32 (2017), pp. 26-27


Il cinema di Pupi Avati, a cura di Antonio Maraldi, Cesena, Il ponte vecchio, 2003


L'Emilia-Romagna sul grande schermo. Breve storia del nostro cinema dal dopoguerra ad oggi, a cura di Anna Di Martino e Davide Zanza, english version, Bologna, Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo Regione emilia-Romagna, 2007, p. 35


Andrea Maioli, Pupi Avati. Sogni, incubi, visioni, Bologna, Cineteca Bologna, 2019


Antonello Sarno, Pupi Avati, Roma, Il castoro, 1993