Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1966

Licenziati per rappresaglia

E' approvata il 15 luglio la legge n. 604 sulla risoluzione del rapporto di lavoro per giusta causa. Tra il 1947 e il 1966, a Bologna e provincia, circa 14.000 lavoratori sono stati processati e 8.300 “licenziati per rappresaglia”, allontanati, cioè, dalle fabbriche per le loro idee politiche o per il loro impegno sindacale.

Erano soprattutto operai metalmeccanici (3.800) con un passato di lotta antifascista e di partecipazione alla Resistenza, simpatizzanti o attivisti dei partiti di sinistra, colpevoli di essersi battuti per il riconoscimento di diritti elementari: salute e sicurezza sul lavoro, migliori condizioni di impiego e retribuzione, libertà di pensiero.

Lo statuto dei lavoratori del 1970 (legge 300/70) stabilirà, all’articolo 18, la reintegrazione nel posto di lavoro per i licenziati senza giusta causa e la legge 36 del 15 febbraio 1974 estenderà ad essi i benefici previsti per gli ex combattenti e reduci.

Le domande di applicazione saranno circa 18.000 in tutta Italia e oltre l'80% saranno accolte positivamente. La mobilità di tanti operai specializzati è stata una delle cause della nascita a Bologna di numerose imprese artigiane nei comparti delle macchine automatiche e della meccanica leggera.

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Immagini e multimedia:

Un gruppo di operai bolognesi licenziati per rappresaglia - fonte FIOM-CGIL...

Approfondimenti:

  • Luigi Arbizzani, La Costituzione negata nelle fabbriche. Industria e repressione antioperaia nel Bolognese, 1947-1966, 2. ed. ampl. con Appendice 2001, Bologna, Pass, 2001
  • Emilia rossa. Immagini, voci, memorie dalla storia del Pci in Emilia-Romagna (1946-1991), a cura di Lorenzo Capitani, Correggio, Vittoria Maselli Editore, 2012, pp. 122-123 (cita questa scheda)
  • Per niente fragile. Bologna capitale del packaging, a cura di Roberto Curti e Maura Grandi, Bologna, Compositori, 1997, p. 60
  • Senza giusta causa, videocassetta, di Mauro Morbidelli, Bologna, a cura del Comitato licenziati per rappresaglia FIOM-CGIL Bologna, 2000 ca