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1962

Un pasto e un letto per gli immigrati a San Lazzaro di Savena

Molto sensibile ai problemi sociali, il parroco di San Lazzaro Don Virginio Pasotti, coadiuvato dall'ing. Rodolfo Bettazzi, fa costruire, sul terreno attorno all'abside della chiesa, una “casa per giovani lavoratori”, denominata Pensione Savena, “per ospitare in modo particolare quegli operai che sono costretti, per ragioni di lavoro, a vivere lontano dalla propria famiglia”.

Oltre all'alloggio, il nuovo edificio ospita nel seminterrato una mensa popolare a prezzi veramente economici: un piatto di pasta asciutta costa 100 lire e 200 lire un piatto di carne. Rimanere a pensione costa 10.000 lire al mese (in questo periodo un operaio ne guadagna in media 60.000 al mese).

La Pensione Savena ospita circa 80 operai al giorno e offre circa 100 pasti caldi. Per don Virginio si tratta semplicemente di continuare con le opere "la divulgazione di quel messaggio di carità e amore che Cristo è venuto a portare sulla terra".

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Immagini e multimedia:

Casa del giovane lavoratore - San Lazzaro di Savena (BO) Mensa popolare - San Lazzaro di Savena (BO) La Pensione Savena in una foto d Casa del giovane lavoratore - San Lazzaro di Savena (BO)

Approfondimenti:

  • Elena Boriani, Gli ottanta anni della Parrocchia di San Lazzaro, Bologna, Tipografia S.Francesco, 2005

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