Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1946

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Due milioni di mine giacciono inesplose nel territorio emiliano

L'Ispettorato compartimentale dell'agricoltura per l'Emilia calcola che, tra Bologna e la Romagna, siano disseminate oltre due milioni di mine inesplose.
La bonifica dei campi minati è opera dapprima dei militari del Genio e dei rastrellatori dell'Artiglieria. Dal 1946 al 1948 opereranno circa 1800 operai civili, che controlleranno un miliardo di mq di terreni, estraendo oltre 4 milioni di ordigni. Saranno 620 i morti sul lavoro e oltre 800 i feriti e i mutilati, una precentuale di perdite più alta di quella delle truppe combattenti.
Una lapide in piazza Rossini ricorda il sacrificio di 44 sminatori nella sola zona di Bologna.
Nel settembre 1945 Angiolino Colombari di Castel d'Aiano sarà ricoverato a Bologna in gravissime condizioni dopo aver disinnescato, da solo e senza alcun compenso, oltre 9.000 mine.
Un monumento nazionale in onore dei Caduti per la Bonifica dei Campi Minati sarà inaugurato nel 1984 a Castel Bolognese, sulla via Emilia. Nello stesso anno un altro monumento agli sminatori sarà eretto a Imola.
Ancora nel 1949 numerosi bambini perderanno la vita per aver maneggiato mine o altri ordigni esplosivi.

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Ultima partita del Gioco del Pallone col bracciale

Allo Sferisterio di via Irnerio, in occasione del Campionato Nazionale, si gioca l'ultima partita del Gioco del Pallone col bracciale.
Nato come gioco di corte nel '400, il gioco aveva avuto nell'800 il periodo di massima popolarità. Sfide celebri coinvolsero campioni rimasti nella storia come Bruno Banchini, Domenico Bossotto e Giovanni Ziotti.
A Bologna si giocava il "pallone grosso" toscano, quello piemontese al bracciale, il pallone elastico e il tamburello. Il pubblico accorreva numeroso e faceva scommesse.

“Un'ora prima che cominciassero le partite, le vie prossime all'Arena del Pallone apparivano già scure di folla, che poi occupava le scalee. Alcune volte gli spettatori superarono i cinquemila”.

L'avvento, col nuovo secolo, del calcio inglese, decretò la crisi irreversibile dei tradizionali giochi col pallone. Inaugurata nel lontano 1822, l'arena di Bologna, progettata da Giuseppe Tubertini (1759-1831), era lunga 97,10 m e larga 17,48.
Conosciuto come lo sferisterio della Montagnola, o di via Irnerio, era considerato "una vera e propria università del pallone" .

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Maria Losi Garagnani rileva l'Aemilia Ars

Maria Losi Garagnani (1904-1989) rileva l'esercizio dell'Aemilia Ars, l'attività artigianale di ricamo storico, “fiore delle arti femminili” (E. Ricci), iniziata dalla contessa Lina Bianconcini Cavazza (1861-1942) nel 1898, sotto la guida artistica di Alfonso Rubbiani.
Dopo lo scioglimento della cooperativa, nel 1935, l'attività era stata assunta in un primo tempo dalla maestra e direttrice Lena Bonaveri. Il suo negozio-laboratorio era stato però distrutto da un bombardamento nel 1943.
Negli anni ’80 Virginia Bonfiglioli apprenderà la tecnica del punto antico dall’ultima lavorante di Aemilia Ars superstite, Bice Lami, e promuoverà poi con regolarità corsi di ricamo secondo le tecniche tradizionali.
Un nucleo consistente di materiali provenienti dal negozio Aemilia Ars sarà acquisito nel 2007 dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna.
 

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La Rari Nantes Bologna

Una delle più longeve e titolate società di nuoto bolognesi, la Rari Nantes, nasce nel caffè Pescatori in via Clavature. Raccoglie i nuotatori della Virtus Bologna Sportiva e della Sempre Avanti! e inoltre un gruppo di atleti riminesi.
Negli anni Sessanta, sotto la guida dell'allenatore Zerbini, la Rari Nantes forma una fortissima squadra femminile di nuoto, con Carmen e Adele Longo, Claudia Giacometti, Daniela Tomassini e altre ottime atlete.
Nel campionato 1985-86, la squadra maschile di pallanuoto avrà tra le sue fila il grande campione Gianni De Magistris (1950- ), capocannoniere in serie A per sedici stagioni.

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L'Alcisa

Ivo e Gino Galletti e Gino Brini fondano l'Alcisa (Azienda Lavorazioni Carne Insaccata Salumi Affini) nel retrobottega di un “lardarolo” di via Riva Reno, dove installano una innovativa stufa a legna per la cottura dei salumi.
Il laboratorio diventerà in seguito famoso soprattutto per la produzione della classica mortadella bolognese (tipo “Due Torri”) con metodo artigianale.
Dall'originario locale in via Riva Reno, la ditta si trasferirà in varie sedi, fino a trovare una sistemazione definitiva nella zona industriale di Zola Predosa.

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Inaugura il Florida, circolo estivo dell'ATC

Il sindaco Dozza inaugura il Florida, circolo estivo dei tramvieri in via Saliceto, nei pressi del deposito Zucca. E' stato realizzato con il lavoro volontario dei dipendenti dell'ATM. In breve tempo diviene la struttura ricreativa all'aperto più bella e frequentata della città.
Si programmano spettacoli teatrali, incontri di pugilato, si gioca alle bocce, si tengono feste popolari, balli e concerti. Al Florida si esibiscono tutti i cantanti di moda, da Claudio Villa a Nilla Pizzi. Gianni Morandi vi muove i primi passi.
Nel 1954 nel circolo saranno girate alcune scene del film Hanno rubato un tram , con Aldo Fabrizi. Negli anni sessanta l'area sarà destinata alla costruzione del primo asilo nido bolognese.

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I "mutilatini" di Villa Aldini

A Villa Aldini, sul colle dell'Osservanza, viene aperto un istituto per la cura e la riabilitazione dei “minori infortunati di guerra” . Fino al 1950 riceverà decine di “mutilatini” provenienti da tutta la regione.
Sono bambini colpiti durante i bombardamenti o vittime dello scoppio più o meno accidentale di ordigni di vario genere, soprattutto le micidiali mine antiuomo lasciate dai tedeschi durante la ritirata.

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L'associazione degli scrittori L.A.S. di Piero Jahier

Nella saletta “pseudo-carducciana” (Biagi) del Caffè dei Cacciatori si costituisce la Libera Accademia degli Studi (L.A.S.), promossa da Roberto Mazzetti e presieduta da Piero Jahier.
Lo scrittore piemontese ha trascorso, senza poter pubblicare nulla, un ventennio di esilio a Bologna, dove ha svolto il mestiere di “ispettore di movimento” della ferrovia Porrettana.
Mussolini in persona aveva ordinato un assiduo controllo poliziesco dell'ex redattore della “Voce”. Tra le sue colpe anche quella di aver rifiutato nel 1925 la direzione del giornale “Il Popolo d'Italia”.
Alle serate culturali della L.A.S. si succederanno autori importanti: da Saba, che interverrà nel giugno 1946, a Contini e Ungaretti, presenti nel marzo-aprile '47.
Giuseppe Ungaretti sarà spesso presente in questi anni a Bologna: “Nel silenzio delle ore tarde squillavano sotto le arcate i versi delle sue poesie, che egli recitava per noi, per noi ragazzi rapiti fino al turbamento” (G. Granzotto).

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"La morte non costa niente" di Antonio Meluschi

Esce il romanzo La morte non costa niente di Antonio Meluschi (1909-1977), dedicato alla Resistenza, descritta senza retorica.
L'autore, già critico teatrale del "Corriere Padano", dall'inizio del 1944 ha fatto parte, assieme alla moglie Renata Viganò, anch'essa giornalista e scrittrice (suo il fortunato romanzo L'Agnese va a morire ) della redazione del foglio clandestino "La Comune", pubblicato a Imola.
Caduto nelle mani delle SS, è riuscito fortunosamente a fuggire dopo esser stato torturato, divenendo comandante partigiano nelle valli di Comacchio.
Nel 1949 curerà per l'ANPI Epopea partigiana , importante raccolta di testimonianze e di immagini sulla lotta di liberazione nel bolognese e in Romagna.
Nel 1979 uscirà il romanzo L'armata in barca , che ripercorre l'esperienza della Resistenza nel ferrarese.

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Una strana partita di calcio

Nello stadio comunale (ex Littoriale), riaperto al pubblico dopo l'occupazione militare, si svolge una partita di calcio tra la squadra dei giornalisti bolognesi e quella degli attori delle compagnie attive nei teatri Medica e Duse.
La squadra degli attori, guidata da Totò, schiera, tra gli altri, i giovani Walter Chiari e Raffaele Pisu. Arbitri dell'incontro sono il sindaco Dozza e il direttore del “Progresso d'Italia” Leonildo Tarozzi. Il calcio d'inizio è dato dalla soubrette Wanda Osiris.
La partita, interrotta nel secondo tempo da un “grazioso stuolo di vivaci ballerine” , terminerà con un pareggio: 2 a 2.

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I nuovi proprietari del "Corriere dell'Emilia"

Un gruppo guidato da Giorgio Barbieri, presidente dell'Associazione Industriali, e da Raffaele Stagni, presidente della Cassa di Risparmio, acquista dalla famiglia di Dino Grandi il "Corriere dell'Emilia" (già "Resto del Carlino") e la società editoriale ad esso collegata.
Poco dopo entrerà nella proprietà anche Domenico Borasio, esponente del potente trust zuccheriero Eridania. Il giornale bolognese riprenderà il suo nome originale nel 1953, inaugurando una linea politica centrista e conservatrice.

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Un vulcanetto per le Terme di Porretta

Sulla cima del Sasso Cardo, nei pressi di Porretta Terme, da un piccolo cratere sgorga “una corrente di idrogeno sulfurato, che si accende con fiamma turchina all'appressarvi una candela accesa” (Coli).
Nel 1946 questo gas naturale viene richiamato a quota inferiore tramite un ingegnoso sistema di aspirazione idraulica ottenuto con le acque del Rio Maggiore e condotto tramite un cunicolo alle terme di Porretta.
La produzione di 60 metri cubi giornalieri è utilizzata d'estate per le cucine dell'albergo e d'inverno per gli uffici dello stabilimento termale.
Un tentativo di sfruttare il vulcanetto di Sasso Cardo (probabile pronuncia toscana di "sasso caldo" ) è stato fatto durante la guerra dalla ditta Gherardi, che ha costruito sul posto un piccolo impianto di compressione. L'operazione non ha avuto successo per la scarsa portata della sorgente.
Nella zona hanno origine anche diverse sorgenti termali: la Fonte del Leone, il Bagno del Bue, la Fonte delle Donzelle, il Bagno Reale e il Bagno di Marte o Bagno Sacro.

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I Giardini Margherita usati come parcheggio di mezzi militari

I Giardini Margherita, già usati dai Tedeschi occupanti come deposito militare, diventano, con l'arrivo degli Americani, un grande parcheggio per camion e carri armati.
 
 

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Il palazzo del Provveditorato delle opere pubbliche di Saccenti

Luigi Saccenti (1895-1972) ricostruisce, riprendendo lo stile precedente, il palazzo del Provveditorato delle opere pubbliche ed ufficio viabilità in via dei Mille.
L'edificio ha subito danni ingenti dai bombardamenti aerei alleati del 1943-44, che hanno distrutto anche il seminario regionale situato di fronte.
Ex allievo di Edoardo Collamarini all'Accademia, Saccenti è autore a Bologna di ville, arredamenti di interni e monumenti funebri alla Certosa, caratterizzati da una ricerca di essenzialità formale tipica del funzionalismo architettonico.

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Sartoria dell'UDI per donne disoccupate

L'Unione Donne Italiane (UDI) apre un laboratorio di sartoria per lavoratrici disoccupate. L'anno seguente l'UDI di Crespellano organizzerà, da luglio a ottobre, il primo corso di taglio e cucito.
A Santa Viola le donne dell'UDI aprono un ambulatorio gratuito per la popolazione povera del rione.

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Militari polacchi assaltano una gioielleria

Due militari polacchi entrano armati di pistola nella gioielleria di Arrigo Veronesi in via Orefici e si fanno consegnare una grande quantità di preziosi.
L'orefice li insegue in via Clavature ed essi lo uccidono. Nella concitata fuga muore anche un carabiniere. I colpevoli verranno poi processati dal tribunale militare polacco. Il soldato omicida sarà fucilato, il complice sarà condannato a 20 anni di carcere.
Simili episodi - e altri di natura più propriamente politica, come l'interruzione di riunioni e manifestazioni o il divieto di esporre bandiere rosse - rischiano di incrinare la concordia tra i cittadini bolognesi e i "liberatori" polacchi, rimasti di stanza in città.

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Uccisione del segretario della DC di Anzola

E' assassinato Luigi Zavattaro (1914-1946), segretario della sezione di Anzola Emilia della Democrazia Cristiana ed esponente del CLN. Sposato con una ragazza del luogo, e con due figli piccoli, era anche direttore della polveriera.
La sua morte lascia un vuoto nella comunità, privandola di un protagonista dell'agone politico. Per protesta, la DC anzolese non parteciperà alle elezioni comunali della primavera successiva.
I responsabili di questo omicido, maturato nel clima di pesante contrapposizione politica del dopoguerra, non saranno mai individuati.
 

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Soldati polacchi ubriachi disarmati dalle Pattuglie cittadine

Tre soldati polacchi “ubriachi fradici” , che hanno preso alloggio all'albergo Tre Vecchi in via Indipendenza, vedendosi rifiutare altre bevande alcoliche, cominciano a sparare all'impazzata coi mitra dalle finestre della loro stanza nella sottostante piazza Garibaldi, terrorizzando i rari passanti.
Il padrone dell'albergo, visto inutile ogni richiamo, chiede aiuto alle Pattuglie cittadine, un corpo formato da volontari dotati di porto d'armi, che compiono servizi notturni di sorveglianza e ordine pubblico.
Sei uomini intervengono e, “dopo una lotta furibonda” , riescono a disarmare i tre “energumeni” e a consegnarli alla polizia.

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Il quotidiano "Il Progresso d'Italia"

Animato da Antonio Meluschi e Renata Viganò esce dal 6 marzo il giornale “Il Progresso d'Italia”. Si propone di contrastare l'egemonia di fogli moderati quali “Il Corriere dell'Emilia”.
Vi scrivono parecchi ex partigiani bolognesi e giovani pubblicisti come Sergio Zavoli, Sandro Bolchi, Renzo Renzi.

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Il processo al ten. Bruno Monti dell'UPI

Inizia nell'aula della Sezione Speciale della Corte d'Assise di Bologna il processo al tenente Bruno Monti, uno dei responsabili dell'Ufficio Politico (UPI) della GNR.
Su di lui pendono 35 capi di imputazione, tra le quali torture e omicidi di partigiani, consegna di patrioti arrestati alle SS, partecipazione, nel dicembre 1944, alle selezioni del carcere di San Giovanni in Monte, alle quali sono seguite decine di fucilazioni e deportazioni in Germania.
Nell'aula in cui si svolge il processo c'è grande animazione. All'apparizione dell'imputato si levano "imprecazioni, urla, gesti sommamente irosi" , che si placano un poco solo quando il Pubblico Ministero osserva che l'agitazione del pubblico può favorire l'imputato.
La corte riconosce in Monti un "fanatico nazi-fascista votato anima e corpo alla collaborazione col tedesco invasore" , crudele e senza pietà, e lo condanna alla pena di morte.
Il 31 maggio 1946 la Cassazione annullerà la sentenza e nel 1948 ridurrà la pena a trenta anni di reclusione di cui venti condonati. Tornato libero, Monti emigrerà in Brasile.

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Mostra artigiana nella Sala Borsa

In occasione dell'8 marzo, Giornata internazionale della donna, l'APB (Artigianato Provinciale Bolognese) organizza nella Sala Borsa la Mostra artigiana. L'iniziativa ha un largo successo di pubblico e sarà rinnovata fino al 1950.
Il biglietto d'ingresso dà diritto al sorteggio di premi speciali visibili all'interno. Tra gli stand allestiti nella piazza coperta vi è quello dell'Istituto Professionale e Femminile pareggiato "Regina Margherita".
Come recita un grande stendardo appeso in sala, l'APB riunisce 12.000 artigiani, che rappresentano "una fonte perenne di selezionata capacità" . Essi aspirano all'unità sindacale, alla valorizzazione della loro attività e al giusto riconoscimento del loro contributo "per il risanamento morale ed economico del paese" .

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Elezioni amministrative

Si vota per le prime elezioni amministrative dopo il fascismo. Il PCI ottiene 71.369 voti (38,28%), il PSIUP 49.031 (26,30%), la DC 56.543 (30,33%), il PRI 5.343 (2,87%).
I 60 seggi del Consiglio comunale sono ripartiti tra Partito comunista (24), Democrazia cristiana (19), Partito socialista (16) e Partito repubblicano (1). Altre formazioni minori (compreso il Partito d'Azione e i liberali) non ottengono seggi.
Per la prima volta le donne votano e possono essere elette. L'ex "sindaco del pane" Francesco Zanardi ottiene 21.342 preferenze, la cifra più alta raccolta tra i candidati di tutti i partiti.

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Riapertura del Teatro Comunale

Al maestro bolognese Francesco Molinari Pradelli (1911-1996) e al pianista svizzero Paul Baumgartner (1903-1976) è affidata la riapertura del Teatro Comunale dopo gli eventi bellici.
Il programma del concerto, che ottiene grande successo, comprende Brahms e Beethoven. Molinari Pradelli è definito da Adone Zecchi “direttore di nascita, di razza, di istinto” .
Il 22 ottobre il sipario del Comunale si alzerà nuovamente per un'opera lirica, il Nabucco di Giuseppe Verdi.

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Le macchine Carpigiani per il gelato all'italiana

Il tecnico e progettista Bruto Carpigiani (1903-1945), già direttore tecnico dell'ACMA e inventore della “ruota a zeta”, mette a punto, poco prima di morire, il progetto di una nuova macchina per gelati, l'Autogelatiera.
Esso viene utilizzato dal fratello Poerio, che dal 1946 avvia una fortunata attività produttiva e imprenditoriale. La Carpigiani Bruto Srl assorbirà la Cattabriga, detentrice dal 1927 del primo brevetto di mantecatore automatico, e diverrà in pochi anni leader mondiale nella produzione di macchine per il gelato all'italiana.
Dal 1969 l'azienda si trasferirà da via Parigi, nel centro di Bologna, nel più ampio stabilimento di Anzola Emilia. Il simbolo della Carpigiani è la statua della campionessa bolognese di atletica Ondina Valla, forgiata nel 1938 dal fratello Rito, apprezzato scultore e collocata da Poerio Carpigiani all'ingresso della fabbrica di Anzola.

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Giuseppe Dozza eletto sindaco

Il Consiglio comunale tiene la sua prima seduta, dopo le elezioni amministrative di marzo. Il sindaco designato dal CLN, Giuseppe Dozza (1901-1974), viene rieletto a primo cittadino. La nuova giunta è formata da rappresentanti dei partiti comunista e socialista.
Tra i primi provvedimenti del sindaco comunista vi sono i consigli tributari e le consulte rionali. I consigli hanno il compito di riordinare, in modo equo, la tassa di famiglia.
Le consulte, formate da cittadini noti e rispettati nei vari quartieri, hanno il compito di segnalare al Comune i problemi più urgenti. Esercitano anche un certo controllo sociale (Donati).

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Il "vero volto" di San Domenico

Ricercatori e docenti universitari effettuano alcuni esami radiografici alle reliquie del corpo di San Domenico, cui fanno seguito ricostruzioni ipotetiche condotte con metodo scientifico.
Il prof. Fabio Frassetto (1876-1953) modella in gesso il cranio del santo, rivestito poi delle parti molli dallo scultore Carlo Pini. Viene dunque riprodotto il “vero volto” di S. Domenico, non troppo concordante con l'immagine tradizionale.
Il 6 maggio 1943, in piena guerra, le reliquie del santo sono state trasferite solennemente dalla chiesa a una piccola cella blindata a sette metri di profondità davanti al Capitolo del convento. Saranno nuovamente traslate nell'arca il 15 settembre 1946, alla presenza del card. Legato pontificio.

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Rimossi dagli operai della Curtisa e della SASIB i fasci del Littoriale

Lo stadio del Littoriale era stato recintato intorno al 1929 con una ringhiera di ferro, intercalata ogni due metri con un fascio littorio.
Nella primavera del 1946, terminato il lavoro di fabbrica, squadre di operai della Curtisa e della SASIB provvedono alla demolizione dei 159 fasci.
Gli attrezzi sono forniti dai proprietari delle loro aziende. La Curtisa collauda, in questa occasione, un nuovo tipo di smeriglio, chiamato in seguito “flessibile”.
Il lavoro è fatto sotto lo sguardo di numerosi cittadini incuriositi: le barre di ferro vengono verniciate e saldate sul posto senza l'emblema del passato regime.

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Primo Congresso della Camera del Lavoro

Si svolge all'Arena del Sole la cerimonia solenne di apertura dei lavori del Primo Congresso provinciale della Camera del Lavoro (5-7 maggio), con la partecipazione del sindaco Dozza e del rettore dell'Università Volterra.
La relazione introduttiva è tenuta, a nome della segreteria nazionale, da Luciano Lama (1921-1996), giovane segretario della Camera del Lavoro di Forlì, il quale ribadisce l’importanza dell’unità sindacale sancita dal Patto di Roma e sottolinea il carattere apartitico della Cgil.
L'oratore assegna come compito principale dei lavoratori bolognesi quello di “combattere in prima linea contro gli agrari” .
I tre segretari provinciali affrontano i temi principali in discussione: la riforma delle strutture produttive, le difficoltà incontrate a Bologna per la concessione del “Premio di liberazione” , la mancanza di coordinamento tra gli organismi sindacali.
Al vertice della CdL risultano eletti: il comunista Onorato Malaguti, il socialista Clodoveo Bonazzi e il democristiano Alberto Vacchi.
Secondo la testimonianza di Bonazzi, il sentimento di unità prevale nell'assemblea sulle differenze ideologiche e durante l'esecuzione dell'Inno dei lavoratori la commozione prende tutti i delegati presenti.

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Bombe neofasciste e riunioni sovversive

Il 18 maggio alle 22,30 una bomba rudimentale scoppia su una finestra accanto alla porta d'ingresso della Camera del Lavoro. Il 7 giugno salta il portone della sede del sindacato ferrovieri in via Altabella, mentre l'11 una bomba esplode in via Barberia 22, davanti a una sezione del PCI.
Tre fascisti sono arrestati il 26 giugno mentre tengono una riunione nel convento dell'Osservanza. Un giovane è fermato perchè in possesso di materiale propagandistico delle Squadre d'Azione Mussolini (SAM), una organizzazione neofascista presente in città e nella provincia, dedita a volantinaggi, attentati e azioni di disturbo contro i partiti e le organizzazioni di sinistra.

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Referendum monarchia-repubblica

Il 2 giugno si tiene il referendum nazionale per la scelta tra monarchia e repubblica. Nella provincia di Bologna la repubblica ottiene una vittoria schiacciante: 334.296 sono i voti a favore, pari al 75,36% e 109.269 quelli contrari.
L'assemblea costituente, votata lo stesso, giorno risulta formata da comunisti, socialisti e cattolici. In città, su 188.572 votanti, i comunisti ottengono 64.038 voti, i socialisti 53.077 e i democratici 40.980. I giornali titolano che a far la repubblica sono stati gli emiliani e i romagnoli.
Prima delle elezioni si è avuto il chiaro pronunciamento dell'arcivescovo Nasalli Rocca per un voto a favore di "uomini che lavorassero per uno statuto cristiano, nel rispetto di Dio e della coscienza" .
In questo referendum, per la prima volta in Italia, anche le donne hanno diritto di voto.
L'11 giugno il sindaco Dozza celebrerà dal balcone di Palazzo d'Accursiola vittoria repubblicana nel referendum.

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Francesco Zanardi eletto alla Costituente

Nelle elezioni del 2 giugno Francesco Zanardi, già primo sindaco socialista di Bologna, viene eletto all'Assemblea Costituente con 26.328 preferenze.
Nel 1954, poco prima della sua scomparsa, sarà candidato alle elezioni supplettive per il Consiglio Provinciale.

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L'amnistia Togliatti

Entra in vigore il Decreto Presidenziale di amnistia e indulto per reati comuni, politici e militari avvenuti durante il periodo dell'occupazione nazifascista.
Il provvedimento è opera del ministro di Grazia e Giustizia, il comunista Palmiro Togliatti (1893-1964). L'amnistia condona reati comuni e politici puniti da condanne fino a cinque anni di carcere. Esclude in teoria i reati gravi.
Lo scopo del decreto è di facilitare la pacificazione nazionale, compromessa dalla guerra civile. Dal febbraio 1947 però, dopo l'esclusione delle sinistre dal governo, il provvedimento avrà una notevole estensione e consentirà la scarcerazione di migliaia di fascisti responsabili di atrocità e di torture.
Con la legge 11 luglio 1959, n. 460, amnistia e indulto saranno applicati a tutti i reati politici commessi dal 25 luglio 1943 al 18 giugno 1946.

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Mario Longhena presiede la prima seduta del parlamento repubblicano

Dopo aver partecipato all'Assemblea Costituente, Mario Longhena (1876-1967) presiede, in qualità di decano, la prima seduta del parlamento della nuova Repubblica italiana.
Nativo di Parma, studente di Lettere all'Università di Bologna, allievo di Carducci e Pascoli, poi insegnante alle scuole medie (di geografia al "Pier Crescenzi" e di filosofia e storia al "Righi"), è iscritto dal 1892 al Partito socialista.
Ha fatto parte della giunta socialista di Francesco Zanardi, guidandone la politica scolastica. Nel 1947 aderirà al PSDI e sarà presidente dell'Amministrazione degli Ospedali di Bologna (1945-1950) e della Croce Rossa Italiana.
Secondo una testimonianza rilasciata dal nipote, Longhena non lascerà alla morte altro che "affetti e rimpianti" e soldi solo sufficienti "per le spese del funerale" .

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Corteo per l'occupazione e contro il carovita

La Camera del Lavoro organizza una manifestazione per l'occupazione e contro il carovita. Un corteo di 20.000 persone sfila per la città, chiedendo una migliore distribuzione dei generi alimentari, la diminuzione dei prezzi, la ripresa delle forniture di energia.
Tra le rivendicazioni c'è anche quella dell'istituzione di campi di concentramento per gli ex fascisti. Le proteste sindacali si estendono ai paesi della provincia. A Budrio e Pieve di Cento le forze dell'ordine arrestano numerosi manifestanti.

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Il lodo De Gasperi

Alcide De Gasperi pronuncia un parere, che verrà impropriamente definito lodo, cioè sentenza arbitrale, per tentare di arrivare ad un accordo tra proprietari terrieri e i coloni nella annosa vertenza della mezzadria.
Il giudizio del presidente del Consiglio, che diverrà applicabile con il decreto legislativo n. 495 del 1947, prevede un aggiustamento della quota di riparto, che passa al 53% a favore dei mezzadri. Dispone inoltre, solo per il 1946, che il 10% del prodotto padronale sia destinato a lavori di miglioria.
Il lodo, accettato dalla Cgil, ma visto con preoccupazione dall'Associazione degli agricoltori, si rivolge soprattutto ai latifondisti, ai quali, tra l'altro, è imposta l'assunzione di manodopera disoccupata.
Non è un nuovo patto agrario - per il quale il ministro liberale Luigi Einaudi non è disponibile - e accoglie solo in minima parte le richieste dei mezzadri.
La tregua mezzadrile sarà comunque stipulata il 24 giugno 1947 dalla Confida e dalla Confederterra davanti al ministro dell'Agricoltura Segni, seguita subito dopo, per Bologna, da un accordo provinciale di applicazione.
Essa prevede,  “fermi restando l'attuale contratto di mezzadria e la ripartizione dei prodotti al 50%” , un compenso ai mezzadri per i danni di guerra da parte dei proprietari del 24% del prodotto di parte padronale di un anno agrario (14% per l'anno 1945 e 10% per l'anno 1946).
Le lotte dei contadini del Friuli per l'attuazione del lodo De Gasperi fanno da sfondo al primo romanzo di Pier Paolo Pasolini, che sarà pubblicato nel 1962 dall'editore Garzanti con il titolo Il sogno di una cosa .
Alla rivolta contro i proprietari terrieri lo scrittore partecipa in prima persona a Casarsa, come segretario della locale sezione del Partito comunista.

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La Assistenza Pontificia Bologna e la colonia di Riccione

Dall'estate 1946 l'Assistenza Pontificia Bologna gestisce una colonia a Riccione. La Pontificia Commissione d'Assistenza ai Profughi è stata istituita da papa Pio XII, il 18 aprile 1944, per la distribuzione degli aiuti internazionali UNRRA.
Della sezione bolognese fanno parte don Giulio Salmi, già cappellano dei rastrellati alle Caserme Rosse, mons. Gilberto Baroni (1913-1999), dal 1954 vescovo ausiliare di Bologna e suor Elena Carletti (1900-1984) dell'ordine delle Figlie della Carità.
La colonia ospita bambini piccoli, molto poveri e denutriti, ma anche adolescenti e giovani donne. L'edificio che li accoglie porta i segni della guerra da poco conclusa: macerie accostate ai muri e recinzioni distrutte. Le Figlie della Carità, dette le suore "cappellone", per i loro larghi copricapi, prestano volontariamente e in condizioni difficili la loro opera.

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Primo scudetto della Virtus pallacanestro

La Virtus pallacanestro vince il suo primo scudetto. Dopo l'assegnazione all'Istituto Aldini della storica palestra di Santa Lucia, il primo campo di gioco del dopoguerra è arrangiato nella piscina dello stadio comunale.
Le V nere possono prendere parte al campionato - mentre i dirigenti sono sospesi per aver troppo collaborato con il regime - grazie all'aiuto della Fortitudo, che presta alcuni atleti e - fino alle finali - anche il nome e le maglie.
Nella partita decisiva del girone finale, disputata il 28 luglio a Viareggio, la squadra bolognese prevale 35 a 31 sulla Reyer Venezia. Al terzo posto si piazza la Libertas Roma.
Tra i protagonisti della vittoria vi sono Venzo Vannini, Gianfranco Bersani, il capitano Giancarlo Marinelli, Gigi Rapini, Gelsomino Girotti, Galeazzo Dondi, Marino Calza.
Vannini e Marinelli faranno parte anche della Nazionale italiana che conquisterà il secondo posto, dietro alla Cecoslovacchia, ai Campionati Europei di Ginevra.
 

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Piani di ricostruzone di Giuseppe Vaccaro e Bruno Parolini nel Ravennate e nel Ferrarese

Alfonsine e Cotignola, paesi del Ravennate rimasti sulla linea del fronte del Senio nell'inverno 1944-45, risultano quasi completamente distrutti al termine del conflitto mondiale.
La loro ricostruzione è affidata, per conto del CEU Centro Emiliano di Urbanistica, agli architetti Giuseppe Vaccaro (1896-1976), professionista di fama nazionale, e Bruno Parolini (1889-1982), grande interprete del restauro, collaboratore del soprintendente Alfredo Barbacci nei cantieri bolognesi del dopoguerra (Corpus Domini, San Francesco, Mercanzia, ecc.).
Il piano di ricostruzione di Alfonsine è approvato il 29 luglio 1946. Verranno edificati la piazza principale e il nuovo municipio, la piazza delle scuole e del mercato coperto.
Il piano di Cotignola, redatto da Parolini, è approvato il 12 novembre 1946. La ricostruzione della piazza principale avverrà per gradi, nel corso di dieci anni, a partire dalla Collegiata di Santo Stefano.
Il progetto del nuovo municipio, che sarà completato nei primi anni '50, è firmato da Vaccaro e Parolini. Il linguaggio architettonico prescelto è molto semplice e razionale.
Il portico rivestito di lastre in marmo richiama l'edificio realizzato ad Alfonsine. La torre civica non verrà ricostruita, ma nel punto in cui si trovava, a sinistra della facciata, sarà collocato un orologio a due quadranti.
In provincia di Ferrara Vaccaro e Parolini curano i piani di ricostruzione di Argenta e Portomaggiore, località anch'esse in prossimità del fronte invernale della Linea Gotica e usciti pesantemente mutilati dal conflitto mondiale.
Argenta era un caposaldo del sistema difensivo tedesco. La strettoia tra le Valli di Comacchio e quelle di Campotto era l'ultimo baluardo contro l'avanzata degli Alleati verso il Po.
L'attacco contro la cittadina si scatenò nella notte tra il 12 e il 13 aprile 1945 e in un attimo tutto il paese divenne un rogo, un immenso cumulo di rovine e di macerie. Il piano di ricostruzione dell'abitato, redatto da Parolini, sarà approvato il 23 gennaio 1947.
Anche la vicina Portomaggiore ha subito danni rilevanti dall'attacco del 13 aprile. E' stato colpito soprattutto il centro urbano e pochi edifici storici si sono salvati. Con il Dm del 30 novembre 1946 è approvato il piano di ricostruzione firmato da Vaccaro.

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Il Bologna FC vince la Coppa Alta Italia

Vincendo per 4 a 1 con il Novara la seconda partita di finale (la prima, disputata il 28 luglio, è finita 2 a 1), il Bologna FC conquista la Coppa Alta Italia.
Si tratta di un torneo di consolazione tra le squadre escluse dai gironi finali della Divisione Nazionale (10 su 14) e della Serie B-C (30 su 36).
La formazione petroniana schiera: Malagoli, Cappello, Valcareggi, Todeschini, Arcari IV, Ricci, Marchese, Pagotto, Ferrari P., Reguzzoni e Biavati.
Ferruccio Valcareggi (1919-2005), al Bologna tra il 1944 e il 1947 nel ruolo di interno, farà in seguito una buona carriera come allenatore: con la Nazionale conquisterà il secondo posto ai mondiali del Messico del 1970.
Gino Cappello (1920-1990), “autentico genio del calcio” , in parte inespresso, è arrivato al Bologna dal Milan in cambio di Puricelli, in rotta con la tifoseria. Giocherà in rossoblu fino al 1956, segnando 101 goal.
In questo periodo la squadra non è più vincente come nei decenni precedenti e naviga nelle acque basse della classifica.

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La spia fascista Lidia Golinelli (Vienna) torna in libertà

Lidia Golinelli (Vienna), ex staffetta della 7a Gap Gianni divenuta informatrice della polizia fascista, torna in libertà grazie all'amnistia Togliatti dopo appena un anno di carcere.
E' responsabile della cattura di numerosi partigiani e antifascisti, come Aldo Ognibene, Otello Spadoni e Francesco Cristofori, uccisi nel gennaio 1945.
Dal mese di marzo successivo è stata inviata presso il comando generale della GNR di Brescia, con l'intento di farle riconoscere i partigiani bolognesi impegnati in Veneto.
E' stata arrestata nel maggio 1945, assieme ad altri aguzzini fuggiaschi al nord. Condannata a morte, la pena è stata commutata in ergastolo dopo il processo d'Appello.
Temendo ritorsioni, la Golinelli si è rifiutata per alcuni giorni di uscire di prigione.

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Il "Cucciolo" Ducati

Nel settembre, alla Fiera di Milano, la ditta Ducati di Borgo Panigale presenta il Cucciolo, un piccolo motore ausiliario per biciclette, inventato dall'avv. Aldo Farinelli e inizialmente prodotto dalla SIATA di Torino.
Venduto dapprima in scatola di montaggio, in seguito con un proprio telaio progettato e brevettato dal meccanico bolognese Nino Verlicchi, il Cucciolo è capace di compiere fino a 100 chilometri con un litro di benzina.
E' destinato a diventare il propulsore della categoria più famoso nel mondo, con oltre 100.000 pezzi prodotti. Grazie al successo del Cucciolo e dei suoi derivati, Ducati diventerà un marchio affermato, oltre che nell'elettronica, anche nel settore meccanico.

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Il sindacato chiede punizioni contro gli speculatori

Imponente manifestazione di oltre 120.000 persone in piazza Maggiore contro il carovita e la politica economica del ministro delle Finanze Corbino.
Il dirigente sindacale comunista Malaguti chiede pubblicamente punizioni per gli speculatori economici, auspicando un controllo popolare della distribuzione e l'introduzione di un calmiere dei prezzi.
Il comizio del leader della corrente sindacale cristiana Alberto Vacchi è più volte disturbato dalla folla.

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Il cimitero dei Polacchi

Il cimitero dei soldati del 2° Corpo polacco, caduti dall'inizio dell'offensiva che ha portato alla liberazione di Bologna, viene consegnato il 20 settembre alle autorità militari.
Si trova nei pressi del fiume Savena, al confine tra Bologna e San Lazzaro. Vi sono sepolti 1.418 militari, tra i quali 91 ufficiali.
Architettato e decorato tra il '46 e il '48 da Michele Paszyn, artista polacco residente in Italia, il cimitero riceverà nel 1952 la visita del cardinal Lercaro.
Nel 1970 sarà la volta del primate di Polonia card. Wyszynski, assieme al vescovo di Cracovia Karol Wojtyla. Quest'ultimo vi tornerà trionfalmente, come papa Giovanni Paolo II, nel 1982.
Accanto a quello dei soldati polacchi sorge un altro piccolo cimitero militare dedicato a 184 caduti provenienti da vari paesi del Commonwealth. E' uno dei 37 cimiteri che in Italia ospitano i circa 42.000 caduti delle nazioni vincolate alla corona britannica.

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La Festa dell'Unità ai Giardini Margherita

Un grande cartello sulla fontana del Nettuno annuncia per il 21 e 22 agosto una grandiosa Festa dell’Unità ai Giardini Margherita. Vi intervengono migliaia di persone.
Per via del razionamento ancora in atto non ci sono stand gastronomici. Ogni famiglia si porta da casa il suo "cartoccio" di viveri.
Oltre ai balli, alle esibizioni dei cantanti e alle gare sportive - gara delle automobili per bambini, corsa dei somari, tiro alla fune e così via - vengono introdotti due concorsi, quello per il miglior giornale murale e un concorso di bellezza: le ragazze si contendono una pelliccia del valore di quindicimila lire.

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Muore Fabio Fabbi "illusionista" di immagini

Si spegne a Casalecchio di Reno, all'età di 85 anni, il pittore Fabio Fabbi (1861-1946), conosciuto soprattutto per le sue opere di carattere orientalista, ricche di colore e di dettagli. Il critico Paolo Stivani lo ha definito “un illusionista e affabulatore di immagini” .
Studiò scultura a Firenze con Augusto Rivalta, nel 1893 divenne insegnante e quindi accademico a Bologna. In seguito fu a Parigi e in vari paesi europei.
Dopo un lungo viaggio e soggiorno in Egitto con il fratello Alberto, la pittura, dapprima coltivata con passione solo privatamente, divenne il suo mezzo espressivo privilegiato.
Nel 1906 partecipò alla Mostra internazionale del Sempione e nel 1911 - con un olio e due medaglie - alla Esposizione internazionale d'Arte cristiana di Parigi.
Utilizzò varie tecniche pittoriche, dalla matita alla tempera, dall'acquerello all'olio, spaziando da temi religiosi a sensuali nudi femminili. Produsse immagini suggestive, memorie dei suoi viaggi, in particolare del mondo musulmano, affascinante ed esotico, pieno di mistero.
Oltre che pittore fu anche grafico cartellonista e illustratore salgariano. Per A. Faeti “seppe profondere nei libri dello scrittore una particolare aggraziata atmosfera di sogno orientale” . Fu apprezzato anche per le illustrazioni di poemi classici come l' Iliade , l' Eneide e l' Odissea .

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La G.D avvia la produzione di macchine incartatrici

Cessata la produzione motoristica, la G.D (o GD), guidata da Enzo Seragnoli (1909-1983), avvia la produzione di macchine incartatrici, grazie anche all'apporto tecnico di Ariosto Seragnoli (1913-1973), inventore autodidatta e un tempo impiegato all'ACMA.
Alla riapertura della Fiera di Milano, nell'ottobre 1946, la ditta bolognese è presente con la macchina confezionatrice 2002, incartatrice per tavolette di cioccolato.
Famosa sarà in seguito la macchina modello 2500, per le caramelle Charms, in grado di incartare e impacchettare in un unico ciclo.
Dagli anni Sessanta la G.D passa ad occuparsi anche del confezionamento del tabacco, divenendo in questo ramo produttivo leader mondiale, con il 95% del prodotto esportato. Nel 2006 realizzerà un fatturato di 442 milioni di euro e avrà 2250 dipendenti.

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Congresso della Confederterra

Si tiene a Bologna il primo congresso della Confederterra, erede della Federterra, cancellata durante il fascismo. Vengono decisi raggruppamenti di categorie: la Federmezzadri, la Coltivatori Diretti e la Federbraccianti.
La discussione verte sulla liquidazione del latifondo e sulla coltivazione obbligatoria di tutte le terre in forme di economia associata e cooperativa.
Il riconoscimento della piccola e media proprietà avvicina al sindacato anche i coltivatori diretti. La nuova parola d'ordine è “la terra a chi la lavora” e non più “la socializzazione della terra” .
Ilio Bosi (1903-1995), già partigiano, membro del Cln e rappresentante del Fronte della Gioventù, viene eletto segretario. Nel 1948, a Ferrara, la Federbraccianti si staccherà dalla Confederterra e formerà un proprio sindacato autonomo.

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Costituzione dell'AMNU

Dal 1° ottobre il Comune di Bologna gestisce direttamente il sevizio di nettezza urbana. La raccolta dei rifiuti per le strade è effettuata ancora soprattutto con carri trainati da cavalli.
In quest'anno la Giunta comunale delibera anche la costituzione dell'Azienda Municipalizzata Nettezza Urbana (AMNU, poi AMIU), che sarà operativa dal 1° gennaio 1948.
Nel 1951 saranno acquistati i primi automezzi con la possibilità della compressione dei rifiuti. I carretti dei netturbini saranno dismessi e i cavalli che li trainano saranno destinati ad altri compiti o finiranno macellati.
 

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Bologna Medaglia d'Oro al V.M. per la Resistenza

Nel corso di una solenne cerimonia in Piazza Maggiore il Presidente della Repubblica Enrico De Nicola appunta sul gonfalone della città di Bologna la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Grande è stato l'apporto dei cittadini bolognesi alla Resistenza e alla Liberazione dell'Italia dal nazifascismo: nelle numerose brigate partigiane della provincia hanno militato più di 15.000 partigiani, con oltre 2000 perdite.
Nelle motivazioni della medaglia si legge:

"Città partigiana fedele alle antiche tradizioni non volle soggiacere alla prepotenza del tedesco invasore. E col sangue purissimo di migliaia dei suoi figli migliori, con le sue case distrutte ed in epici, diuturni combattimenti sostenuti con le armi strappate al nemico, fu all'avanguardia nell'impari lotta e nell'insurrezione che, nell'alba radiosa dell'aprile 1945, portò la Patria alla riconquista della sua libertà. Settembre 1943 - aprile 1945".

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Una mensa per i disoccupati

L'Associazione degli Industriali, la Prefettura e l'Ente Comunale di Assistenza organizzano una mensa che nei mesi invernali distribuisce tutti i giorni una minestra calda agli operai disoccupati. Fino al 1955 ne usufruiranno circa 1.200 persone al giorno.
Nel 1952 alla minestra sarà aggiunta una razione di vino e di pane, mentre dal 1956 la mensa sarà sostituita dalla distribuzione di pacchi viveri contenenti farina, pasta, riso, zucchero e altri alimenti.

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Congresso della Federbraccianti

Si tiene a Bologna il Primo Congresso della Federbraccianti. Il dibattito ruota sull'unità di tutti i produttori e i lavoratori e della terra.
I più perplessi sul coinvolgimento della piccola proprietà terriera sono i socialisti, che auspicano una riforma del mondo contadino basata sulla socializzazione della terra.
Tra le proposte dei braccianti bolognesi c'è il cosiddetto imponibile di manodopera, cioè l'obbligo da parte dei proprietari di assumere un numero fisso di lavoratori per unità di terra.
Assieme ad esso, una particolare attenzione è rivolta all'avvio di una vasta campagna di lavori pubblici, all'adozione di un nuovo contratto collettivo, all'introduzione della scala mobile e al riconoscimento degli uffici sindacali.

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Hot Club Bologna

Nell'inverno del 1946-47, in una sala annessa al Caffé Zanarini in via D'Azeglio, viene fondato l'Hot Club Bologna, dedicato agli appassionati di musica jazz.
Già prima della guerra i soci del club erano soliti ritrovarsi nel negozio di dischi di Borsari per ascoltare e acquistare le novità musicali d'oltreoceano.
Tra essi Mario Bertolazzi (1918-1986), studente di chimica e pianista di vaglia - nonché futuro arrangiatore e direttore d'orchestra per la RAI - e Ruggero Stiassi, appassionato cultore di jazz e organizzatore di conferenze, dibattiti e concerti, oltre che esclusivo corrispondente italiano della prestigiosa rivista musicale "Down Beat".
Nel corso del 1947 si terrà, tra molti contrasti, il primo concerto jazz nella sala Bossi del Conservatorio musicale, con il complesso di Giovanni Fenati e il quintetto di Euclide Zoffoli.
Seguiranno, nel 1948 e '49, due concerti nella Sala Farnese del Palazzo Comunale, con il complesso dei fratelli Principe, comprendente il giovane Hengel Gualdi (1924-2005).
Le jam session vedranno protagonisti musicisti come Chico Cristobal, sassofonista di origine cubana, William Righi, uno dei più interessanti clarinettisti e sassofonisti dell'epoca, e la giovane attrice Laura Betti (1927-2004), nei panni di bravissima vocalist jazz.

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Copertura dell'Aposa e del canale delle Moline su viale Masini

Il Consiglio Comunale finanzia i lavori per la copertura del torrente Aposa e del canale delle Moline, che presso le mura a nord della città “scorrono in due cavi aperti con pregiudizio della salubrità della zona” . La situazione “indecorosa e antigienica” dei terreni accanto ai canali impedisce l'edificazione dell'area.
I primi due lotti sono avviati “con somma urgenza per lenire la disoccupazione” . Con la copertura del tratto tra porta Mascarella e porta Galliera, completata tra il 1952 e il 1957, l'Aposa non avrà più tratti scoperti in città.

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I treni della felicità. Ospitalità ai bambini delle zone di guerra

Numerosi bambini, provenienti da diverse zone di guerra, come Cassino, Napoli e la montagna bolognese, vengono ospitati per alcuni mesi - ma in molti casi per anni - da famiglie della città e del contado.
Un accorato appello per i bambini napoletani è lanciato il 23 dicembre dal locale segretario del PCI Giorgio Amendola.
La rete di solidarietà, conosciuta come "I treni della felicità" , è organizzata dalla neonata UDI (Unione Donne Italiane) e dal Partito Comunista.

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