Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1945

La liberazione di Bologna

Alle 6 dei mattino del 21 aprile entrano in città da est le prime unità combattenti alleate: sono le avanguardie del 2° Corpo Polacco dell'VIII Armata, al comando del generale Wladislaw Anders.

Alle 8 giungono da sud i reparti avanzati della 91a e 34a divisione USA, dei gruppi di combattimento italiani "Legnano" (battaglione bersaglieri "Goito"), "Friuli", "Folgore" e una parte della brigata partigiana “Maiella”, comandata dal ten. col. Ettore Troilo e aggregata all'VIII Armata.

I soldati italiani sono stati fermati alle porte della città per dare la precedenza a quelli polacchi, che vedono così riconosciuti i sacrifici sostenuti nella campagna militare lungo lo stivale.

Intanto alcuni gruppi di partigiani hanno preso possesso dei principali edifici pubblici e controllano le strade del centro. Si teme l'azione dei cecchini o di qualche reparto nemico ritardatario.

L'occupazione del quartiere universitario è affidata ai combattenti dell'VIII brigata “Masia” di Giustizia e Libertà, guidati da Pietro Foschi e Tristano Colummi.

Il cappellano militare polacco don R. Giovanni Grzondziel fissa sulla cima della torre Asinelli una grande bandiera con i colori - bianco e rosso - della sua Polonia.

I bersaglieri del btg Goito sfilano in via Rizzoli tra due ali di folla festante. Piazza Maggiore diventa a popo a poco un grande parcheggio di mezzi militari alleati. Ovunque la popolazione bolognese accorre ebbra di gioia e circonda i soldati liberatori.

Un testimone ricorderà: “Rapidamente le strade si animarono di migliaia e migliaia di cittadini, che diedero vita a una festa indimenticabile, fantastica. La gente, a un tratto, riprese il gusto di ridere, di urlare, di chiamarsi, di fare dei salti e di baciarsi ...”

Alle 9,30 il cardinale arcivescovo Nasalli Rocca entra in municipio da una porta secondaria e incontra i comandi polacco e americano, esprimendo la sua soddisfazione per l'incolumità della città.

Nella tarda mattinata il presidente del CLN regionale Antonio Zoccoli, il prefetto Gianguido Borghese e il sindaco designato Giuseppe Dozza si affacciano alla folla dal balcone di palazzo d'Accursio.

Le nuove autorità accolgono gli ufficiali alleati. Dozza fa loro firmare la prima pagina del nuovo libro d'onore del Comune.

Il generale Anders saluta l'ex podestà Agnoli, intervenuto per passare le consegne alla nuova amministrazione, come il primo fascista da lui conosciuto.

Dozza invece lo congeda in modo sbrigativo. Lasciato libero di allontanarsi dal palazzo comunale, sotto la protezione di padre Innocenzo Maria Casati, sarà ospite per qualche tempo del convento di San Domenico.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

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