Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1945

Inizia il pellegrinaggio al sacrario dei partigiani

Nel giorno della Liberazione i parenti dei partigiani, vittime delle rappresaglie nazifasciste, cominciano ad appendere le immagini dei loro cari sul muro del palazzo comunale in piazza Nettuno, abitualmente utilizzato per le fucilazioni e chiamato dagli stessi fascisti “il posto di ristoro dei partigiani”.

Qui i cadaveri dei giustiziati erano lasciati a lungo esposti come monito alla popolazione. Come testimoniato dall'animatore dei Gap Secondo Negrini

"I tedeschi e i fascisti avevano abolito tutte le leggi, anche quelle del più duro regime militare, e governavano con i plotoni d'esecuzione e con le torture. Erano belve senza pietà. I nostri venivano attaccati agli uncini di piazza Nettuno con il collo e poi li lasciavano appesi anche molto dopo la morte. I fascisti chiamavano quel luogo “il posto di ristoro” dei partigiani".

Alla fine degli anni '40 si avrà una prima sistemazione dell'Altare del popolo (o Ara dei Martiri), con la creazione di un lungo tabellone coperto da un vetro.

Il progetto definitivo sarà portato a termine nel 1955, in occasione del decennale della Liberazione, ad opera dell'architetto Giuseppe Vaccaro, e inaugurato il 25 aprile di quell'anno dall'on. Giuseppe Saragat.

Nel Sacrario saranno menzionati - e quasi tutti effigiati - 2.052 dei 2.064 partigiani caduti nei venti mesi dell'occupazione nazista. Nell'area centrale saranno effigiate le Medaglie d'oro al V.M.

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Approfondimenti:

  • Luigi Arbizzani, Sguardi sull'ultimo secolo. Bologna e la sua provincia, 1859-1961, Bologna, Galileo, 1961, p. 194 (foto)
  • Bologna in cronaca. Notiziario cittadino del nostro secolo, 1900-1960, a cura di Tiziano Costa, Bologna, Costa Editore, 1994, p. 178 (foto)
  • Bologna città partigiana. Medaglia d'Oro al Valor Militare 1946-2006, mostra in occasione del sessantesimo anniversario della Cerimonia solenne per la consegna della Medaglia d'Oro, 24 novembre 1946 - 24 novembre 2006, Bologna, ANPI, 2006, pp. 90-95 (foto)
  • Gabriele Bonazzi, Bologna in duecento voci. Dizionario minimo di storia, cultura, umori di una città davvero europea, Sala Bolognese, A. Forni, 2011, pp. 189-190
  • Tiziano Costa, Bologna prima, durante e dopo la Liberazione, Bologna, Costa, 2015, p. 103
  • Mimmo Franzinelli, Tortura. Storie dell'occupazione nazista e della guerra civile (1943-45), Milano, Mondadori, 2018, p. 94
  • La liberazione di Bologna rivissuta attraverso l'obiettivo di Edo Ansaloni, Bologna, Atesa, 1995, pp. 16-17 (foto)
  • Roberta Mira, Simona Salustri, La memoria della Resistenza, in: La Resistenza, il fascismo, la memoria. Bologna 1943-1945, a cura di Alberto De Bernardi e Alberto Preti, Bologna, Bononia University Press, 2017, pp. 557-561 (foto)

  • Toni Rovatti, La violenza della guerra civile: esecuzioni, rappresaglie, stragi, in: La Resistenza, il fascismo, la memoria. Bologna 1943-1945, a cura di Alberto De Bernardi e Alberto Preti, Bologna, Bononia University Press, 2017, p. 506 (foto)

  • Touring club italiano, Emilia Romagna. Itinerari nei luoghi della memoria, 1943-1945, Milano, TCI, Bologna, Regione Emilia-Romagna, 2005, p. 17

  • Trent'anni di fotografie Villani a Bologna. 1920-1950, coordinamento editoriale di Sandra Mazza e Nazario Sauro Onofri, Bologna, Cappelli, 1988,  p. 156 (foto)