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Uccisione di Vittorio Garavini a Codrignano

La sera del 31 gennaio cinque militi della GNR della 68a Legione di Imola, al comando di Primo Brini, forse avvisati da un'informatore, fanno irruzione in una casa colonica a Orsano di Monte Meldola, nei pressi di Codrignano, mentre è in corso una festa familiare.

Per i militi fascisti la festa è probabilmente una copertura per un convegno di oppositori ed è comunque un oltraggio nella grave situazione in cui versa la nazione. Entrano sparando e provocano il panico tra i presenti.

Un giovane di diciassette anni, Vittorio Garavini, è colpito con una fucilata a bruciapelo. Secondo quanto riportato in un articolo del periodico "La Comune", pubblicato alcune settimane dopo il fatto, viene impedito il soccorso al ferito, che muore poco dopo.

Il caposquadra della pattuglia GNR Primo Brini, definito dal periodico d'opposizione “una delle più feroci canaglie del fascismo imolese”, protagonista di sevizie contro i detenuti della Rocca, morirà in febbraio durante il rastrellamento di Cortecchio.

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Approfondimenti:

La Resistenza a Bologna. Testimonianze e documenti, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 1969, vol. 2.: Luciano Bergonzini, Luigi Arbizzani, La stampa periodica clandestina, p. 269