Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1944

Tre giovani partigiani giustiziati a Tolè

Quattro partigiani della Divisione Modena Armando sono di ritorno da Montefiorino dopo le battaglie di luglio e il dissolvimento della repubblica.

Si tratta dei fratelli Angiolino e Antonio Benassi di Suzzano e dei fratelli Luigi e Mario Lolli di Vergato.

Il 5 agosto, ormai vicini a casa, vengono avvistati da soldati tedeschi, “intenti a realizzare alcune postazioni militari”, mentre attraversano la strada comunale Cereglio-Tolè nei pressi di Rio Turbino in Pradaneva, poco lontano dalla fonte dell'Acqua Cereglia.

Arrestati e trascinati al comando di Tolè, i giovani subiscono duri interrogatori. I Tedeschi vogliono sapere i nomi dei loro capi.

Poiché sono stati trovati con le armi addosso la loro sorte è segnata e inutili sono le suppliche dei parenti, l'intercessione dei parroci e forse anche l'intervento a loro favore di Pietro Cristalli, il segretario del fascio repubblicano di Vergato.

I quattro vengono trasportati non lontano dal luogo della cattura per la fucilazione. Mentre scavano la fossa, Mario Lolli getta una “sbadilata” di terra in faccia a un soldato e con un balzo riesce a fuggire, nascondendosi nella macchia.

Gli altri tre vengono immediatamente giustiziati e colpi di mitraglia e lasciati insepolti. Dopo quattro giorni i loro corpi, in condizioni pietose “per i colpi ricevuti”, saranno trasportati con un carretto nel cimitero di Cereglio.

Il 15 settembre a Suzzano alcuni partigiani travestiti da soldati tedeschi uccideranno un commerciante di Vergato, Luigi Lanzarini, forse per vendicare la morte dei fratelli Benassi.

Nel dopoguerra Cristalli verrà processato e condannato a morte, ma la pena sarà poi ridotta e infine condonata.

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Approfondimenti:

La Resistenza a Bologna. Testimonianze e documenti, a cura di Luciano Bergonzini, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 1980, vol. 5., p. 338


Dario Zanini, Marzabotto e dintorni, 1944, Bologna, Ponte nuovo, 1996, pp. 233-234, 283