Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1944

Rastrellamenti delle SS tra Sasso Marconi e Anzola Emilia

Nei primi giorni di ottobre reparti della 16a divisione Waffen SS Reichsführer, la stessa della strage di Monte Sole, effettuano una serie di incursioni nei comuni di Sasso Marconi, Monte San Pietro, Casalecchio di Reno, Zola Predosa, Anzola dell'Emilia - territorio operativo della 63a Brigata Garibaldi - allo scopo di raccogliere manodopera per il lavoro coatto e reprimere la Resistenza.

Durante le operazioni di rastrellamento vengono uccise diverse persone nelle frazioni di Zola Predosa: a Riale, alle Tombe, a Rigosa e a Gessi. Tra le vittime figura il dott. Clemente Cocchi (1879-1944), militante socialista, uno dei fondatori della Farmacia Cooperativa di Bologna, freddato con un colpo alla nuca.

Una trentina di uomini catturati nelle cascine lungo la strada Bazzanese sono rinchiusi la notte dell'8 ottobre in un porcile “stretti come sardine in scatola” e il giorno dopo sono fatti proseguire a piedi per Casalecchio e Bologna. Arrivati alla sera alle Caserme Rosse, sono subito inviati al campo di smistamento di Fossoli.

Sempre l'8 ottobre padre Mario Ruggeri, frate carmelitano nel convento di S. Giovanni Battista di Ravenna, è trucidato sulla strada di Tignano. Convalescente da una grave malattia, non riesce a stare al passo con la colonna dei prigionieri a cui è stato aggregato. Viene prima ferito e poi finito con un colpo alla tempia da un maresciallo tedesco.

Un giovane militare italiano, malato di pleurite, è invece abbandonato per la strada morente durante un trasferimento a piedi verso Bologna.

Il parroco di Nugareto don Ugo Romiti viene privato di ogni indumento sacerdotale e gravemente minacciato e offeso. Nella piazzetta del cavalcavia ferroviario di Casalecchio, dove sono state composte le salme di due soldati tedeschi uccisi dai “ribelli”, viene consegnato ad alcuni ufficiali SS, che lo colpiscono con pugni, schiaffi e calci.

Dopo ripetute minacce di fucilazione sarà avviato alle Caserme Rosse assieme a un nutrito gruppo di rastrellati, di cui fanno parte altri due preti: don Andrea Balestrazzi e don Roberto Tassinari.

I tedeschi se la prendono specialmente con i sacerdoti, accusati di appoggiare la Resistenza. Minacce e derisioni subiscono anche tre padri barnabiti prelevati con altri all'eremo di Tizzano e condotti prigionieri a Bologna.

Il 10 ottobre avverrà l'episodio più efferato del grande rastrellamento: sempre al cavalcavia di Casalecchio tredici partigiani, catturati dopo la battaglia di Rasiglio, saranno impiccati con fil di ferro e falciati a colpi di mitra.

Fonti della notizia:

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Immagini e multimedia:

Monumento ai caduti di Rasiglio - Sasso Marconi (BO) Cippo dei partigiani caduti a Rasiglio - Sasso Marconi (BO) Trucidati nel rastrellamento dell Cartiglio a Rasiglio - Sasso Marconi (BO) Chiesa di San Ctistoforo a Mongardino - Sasso Marconi (BO) Chiesa di Tignano - Sasso Marconi (BO)

Approfondimenti:

Antifascismo e resistenza a Casalecchio di Reno. Documenti e testimonianze, a cura di Graziano Zappi (Mirco), Bologna, Libreria Beriozka, 1988, pp. 155-156, 211-217


Mauro Filippini, I monumenti in memoria dei civili e dei partigiani caduti durante la seconda guerra mondiale nel Comune di Sasso Marconi, in: "al sas", 37 (2018), pp. 104-122


Dario Zanini, Marzabotto e dintorni, 1944, Bologna, Ponte nuovo, 1996, pp. 590-594