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1944

Grande rastrellamento tra Amola in Piano e Anzola Emilia

Nella notte tra il 4 e il 5 dicembre, ad Amola di San Giovanni in Persiceto, mentre il paese è immerso nel sonno, i tedeschi e i fascisti iniziano un vasto rastrellamento.

Il loro obiettivo è sgominare il distaccamento della 63a Brigata Garibaldi, che controlla la zona della pianura a sinistra del Reno.

Il contingente dei rastrellatori è formato da soldati della Wehrmacht, uomini del Sicherheitsdienst (il servizio di sicurezza delle SS) e probabilmente reparti della Panzer Division "Hermann Goering" di stanza a Crespellano, già responsabili della strage di Monchio nel modenese (18 marzo 1944).

I militari, in assetto di guerra, irrompono nelle case della borgata, le devastano e catturano tutti gli uomini e alcune donne. Vengono fermati e concentrati nel forno del paese anche operai di passaggio. Tutti sono avviati nella chiesa di Amola.

Assieme ai soldati ci sono un sedicenne italiano, già nel battaglione "Tarzan" della 63a, e due tedeschi, Hans e Fred, che conoscono bene le basi partigiane, per aver trascorso parecchi mesi in brigata come disertori.

Le persone indicate dalle spie, circa una cinquantina, sono caricate su camion e condotte nel teatro di Sant'Agata Bolognese. Altre 200, comprese otto donne, sono avviate in paese per la strada di S. Bernardino.

A Sant'Agata i prigionieri sono nuovamente messi al vaglio di Hans e Fred: quelli che non sono riconosciuti come partigiani vengono liberati, gli altri sono condotti a Bologna nella prigione della Gestapo, in via Santa Chiara.

Un altro rastrellamento è effettuato la mattina del 5 dicembre ad Anzola Emilia, indirizzato contro le basi clandestine della 7a GAP. I prigionieri, indicati dalla spia Lambertini come “ribelli”, finiscono anch'essi in via Santa Chiara a Bologna.

Le SS sottopongono le persone catturate a duri interrogatori: vogliono sapere dove si nasconde il comandante della 63a Brigata, Adelfo Maccaferri (Brunello).

In seguito gli arrestati - tra essi vi sono i gappisti Dante Drusiani e Adolfo Fantini, definiti “figure interessanti per le loro instancabili attività criminali” - sono trasferiti nelle carceri di San Giovanni in Monte e, dopo altri interrogatori, 65 di essi sono trattenuti.

Della loro sorte si saprà solo a guerra conclusa: 29 saranno trucidati a Sabbiuno di Paderno in due gruppi, il 14 e il 23 dicembre, 33 saranno deportati nel campo di sterminio di Mauthausen-Gusen e non faranno più ritorno. Pio Galli sarà ritrovato nelle fosse di San Ruffillo.

Tra gli uccisi a Sabbiuno vi è Aldo Zanetti, uno degli animatori, assieme al fratello Bruno, della resistenza anzolese.

Il comandante “Brunello”, ritenuto dai tedeschi il cervello della resistenza persicetana, sfugge alla cattura a casa Manganelli, dove in questo periodo di solito va a dormire. La sera del rastrellamento non ha potuto andarci per un banale imprevisto.

Nell'immediato dopoguerra nella zona del rastrellamento saranno sommariamente giustiziati per vendetta due sacerdoti, sospettati di aver fatto da guida agli uomini delle SS.

Don Domenico Gianni, arciprete di S. Vitale di Reno, sarà prelevato in canonica il 22 aprile 1945 da tre giovani armati, processato e condannato a morte per collaborazionismo e fucilato a Calderara.

Il 5 dicembre 1945, anniversario del rastrellamento, don Alfonso Reggiani, parroco di Amola di Piano, sarà sorpreso da due individui mentre torna in bicicletta da San Giovanni in Persiceto e freddato a raffiche di mitra.

Fonti della notizia:

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Immagini e multimedia:

Lapide a ricordo dei partigiani Aldo e Bruno Zanetti - Anzola Emilia (BO) La chiesa e la canonica di Amola - San Giovanni in Persiceto (BO) Amola - San Giovanni in Persiceto (BO) - cippo dei caduti Monumento a ricordo dell Sacrario di Sabbiuno di Paderno (BO) Lapide dedicata ai resti umani di alcuni deportati a Gusen ricondotti a...

Approfondimenti:

  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, vol. 1., Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, Bologna, Comune-ISREBO, 2005, pp. 34-35, 241-242
  • Luigi Arbizzani, I 27 martiri di Amola, in "Resistenza oggi Bologna", 40. della lotta di liberazione, Bologna, a cura dell'ANPI provinciale, 1984, pp. 48-49
  • Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel Bolognese. Comune per comune, Bologna, ANPI, 1998, p. 28
  • Luigi Arbizzani, Guerra, nazifascismo, lotta di liberazione nel Bolognese, luglio 1943-aprile 1945. Fotostoria, 5. ed., Bologna, Edizioni della Provincia, 2005, p. 24, 138
  • Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, La guerra di liberazione in Emilia-Romagna, in: Resistenza in Emilia Romagna, a cura di Roberto Fregna, Bologna, Regione Emilia-Romagna, stampa 1975, p. 48
  • Adolfo Belletti, Dai monti alle risaie. 63. Brigata Garibaldi Bolero, Bologna, Arte stampe, 1968, pp. 115-116
  • Luciano Bergonzini, La svastica a Bologna, settembre 1943 - aprile 1945, Bologna, Il mulino, 1998, pp. 285-287
  • Guido Crainz, Padania. Il mondo dei braccianti dall'Ottocento alla fuga dalle campagne, Roma, Donzelli, 1994, p. 225
  • Mimmo Franzinelli, Tortura. Storie dell'occupazione nazista e della guerra civile (1943-45), Milano, Mondadori, 2018, pp. 245-246
  • Pro memoria 1943-2000. Cronologia, a cura di Sebastiano Gulisano, Modena, Grafiche Jolly, 2000, p. 37 (data cit.: 5 dicembre 1944)
  • La Resistenza, il fascismo, la memoria. Bologna 1943-1945, a cura di Alberto De Bernardi e Alberto Preti, Bologna, Bononia University Press, 2017, pp. 170-171

  • Racconti di una comunità. Persicetani caduti nella Resistenza nel 60. della Liberazione, a cura di William Pedrini. - San Giovanni in Persiceto, Il Torchio, 2005
  • Gabriele Ronchetti, Le pianure dei partigiani. 150 luoghi della Resistenza nel Nord Italia, Fidenza, Mattioli 1885, 2013, pp. 60-61
  • Rossella Ropa, Internati militari, deportati razziali e politici: l'altra Resistenza, in: La Resistenza, il fascismo, la memoria. Bologna 1943-1945, a cura di Alberto De Bernardi e Alberto Preti, Bologna, Bononia University Press, 2017, pp. 460-462
  • Touring club italiano, Emilia Romagna. Itinerari nei luoghi della memoria, 1943-1945, Milano, TCI, Bologna, Regione Emilia-Romagna, 2005, p. 50