Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1944

Rastellamenti in Appennino

Un autocarro tedesco entra il 15 settembre nell'abitato di Tolè. Ne scendono alcuni soldati che effettuano un rastrellamento nel paese catturando una cinquantina di uomini, anche se provvisti di lasciapassare (Papier).

I prigionieri vengono radunati davanti al cancello della canonica e tenuti sotto controllo con due mitragliatrici. Una quindicina di essi riesce a fuggire poco dopo attraverso il bar del Dopolavoro, grazie ad una azione diversiva di Gina Nuvoli, impiegata nel locale.

Accortisi dell'inganno, i militari sparano raffiche di mitra, senza però colpire nessuno. Gli uomini rimasti vengono radunati assieme ad altri rastrellati a Cereglio e Casigno e trasferiti prima a Porretta, in seguito ai campi di smistamento delle Caserme Rosse a Bologna e a Fossoli di Carpi per essere deportati in Germania.

Alcuni di essi riusciranno a fuggire lungo il viaggio, approfittando delle soste del treno e della confusione provocata dai bombardamenti alleati.

Le retate tedesche si susseguono frequenti in questo periodo nei paesi dell'Appennino. Hanno lo scopo di individuare partigiani, ma soprattutto di reclutare manodopera per l'Organizzazione Todt, impegnata nella costruzione delle difese della Linea Gotica, oppure di procurare uomini da impiegare in Germania come lavoratori coatti nelle industrie belliche e nelle fattorie agricole.

I pochi uomini validi rimasti vivono in uno stato di continua tensione: si rifugiano nei boschi e in luoghi impervi, oppure si nascondono nei solai e nei fienili, in forni e tini, ma anche a volte nei loculi di cimiteri e persino in pozzi neri e letamai.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Marco Andreucci, Vergato 1943-45. Memorie di guerra dei parroci del Reno, Vergato, Comune, 1994, pp. 46-47
  • Ezio Trota, Carlo Mondani, Vittorio Lenzi, Gli anni di guerra fra Reno e Panaro, (1943-1945), Modena, Il fiorino, 2003, pp. 46-48
  • Ezio Trota, Cronache di guerra fra Reno e Samoggia (1943-1945), con la collaborazione di Carlo Mondani, Modena, Il fiorino, 2000, p. 29-31