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1944

Occupazione di Sassoleone. Libera terra dei Casoni di Romagna

Il 4 settembre alcune compagnie della 62a Brigata Garibaldi “Camicie rosse” occupano il paese di Sassoleone, frazione di Casalfiumanese nella valle del Sillaro a pochi chilometri dalle linee tedesche sul fronte della Gotica.

Per l'occasione i partigiani indossano la tradizionale divisa garibaldina, camicia rossa e pantaloni blu, “quasi si trattasse di una parata del tempo di pace”. (G. Brini)

Dopo un primo momento di incertezza, gli abitanti scendono in strada e fraternizzano con i “ribelli”, offrendo loro cibo e bevande.

I responsabili politici della brigata prendono contatto con i patrioti locali ai quali spiegano la situazione militare. Insieme raccolgono informazioni sulla situazione economica e i bisogni del paese.

Sui muri delle case vengono affisse alcune copie di un proclama che illustra i motivi della lotta partigiana.

Per alcuni giorni Sassoleone diventa la capitale della libera terra dei Casoni di Romagna. Viene eletta una amministrazione democratica in contatto con il comando della brigata.

Sono aperti diversi spacci alimentari in cui è distribuito grano agli operai e agli abitanti più poveri. Vengono inoltre inviati nel paese alcuni capi di bestiame e messa in funzione una macelleria gestita dal partigiano Ernesto Morelli (Pippo).

Con l'avvicinarsi del fronte i partigiani dovranno lasciare l'area, ritenuta strategica. Il 24 settembre i tedeschi compiranno il massacro di 23 abitanti di Sassoleone.

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Approfondimenti:

Luigi Arbizzani, Guerra, nazifascismo, lotta di liberazione nel Bolognese, luglio 1943-aprile 1945. Fotostoria, 5. ed., Bologna, Edizioni della Provincia, 2005, p. 20