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1944

Le fortificazioni tedesche lungo il litorale adriatico

Dopo la liberazione di Cervia il 22 ottobre, gli Alleati trovano a Milano Marittima un'intensa difesa tedesca, con cecchini che sparano dalle colonie “Varese” e “Montecatini” e dai bunker collocati sulla riva del mare.

Il fianco orientale della II Linea Gotica è protetto da migliaia di appostamenti difensivi. I tedeschi vogliono impedirne l'aggiramento con distese di filo spinato, campi minati e “denti di drago”, mentre gli avamposti sono coperti da cannoni e mitragliatrici Flak (acronimo di FligerabWehrKanone, pezzo antiaereo).

Le diffuse fortificazioni rispondono anche all'aspettativa di un attacco dal mare degli anglo-americani nella zona tra Ravenna e il Po. Tra le varie tipologie di fortificazioni, molti sono i piccoli bunker interrati di tipo VF 58c Tobruk, che ospitano uno o due soldati dotati di mitragliatrici Flak o mortai.

Ma sono presenti anche numerosi bunker di tipo R668 Regelbau (Costruzione Standard), che possono contenere fino a sei-nove soldati con tutto l'occorrente per la sopravvivenza (letti, bagno chimico, stufa). Questi ultimi sono normalmente collegati a un bunker Tobruk, oppure ospitano un cannone per la difesa attiva.

I bunker sono costruiti con muri spessi due o tre metri, capaci di resistere a bombe di 500 libbre e sono collegati tra loro da trincee interrate. Attorno ad alcuni di essi sono installati sbarramenti anticarro, chiamati “denti di drago”.

Il sistema delle fortezze tedesche lungo l'Adriatico è opera, come in altri settori della Linea Gotica, dell'Organizzazione Todt, un'impresa di costruzioni nazista, che utilizza lavoratori coatti, perlopiù reclutati sul posto.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Franco e Tomaso Cravarezza, Le grandi battaglie della Linea Gotica, Torino, Edizioni del Capricorno, 2018, p. 168
  • Vito Paticchia, Marco Boglione, Sulle tracce della Linea Gotica. Il fronte invernale dal Tirreno all'Adriatico in 18 tappe, Saluzzo, Fusta editore, 2011, pp. 16-24, 242-248

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