Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1944

La "Sperrzone"

Nell'autunno è istituita la “Sperrzone”, la zona chiusa all'interno dei viali di circonvallazione, non occupata dalle truppe tedesche e vigilata da due compagnie di Brigate nere.

I soldati tedeschi recintano la città con muretti e cavalli di frisia. I passaggi alle porte sono presidiati dalla Feldgendarmerie e dai fascisti.

Vengono accuratamente controllati i permessi di circolazione, perquisito il carico dei veicoli, frugati i pacchi e le sporte. Coloro che entrano in città con la bicicletta devono togliere la catena e sgonfiare gli pneumatici.

Con l'approssimarsi del fronte la zona del centro di Bologna, pur sotto il tiro dei cannoni alleati a più lunga gittata, è ritenuta più sicura della periferia e della campagna e molte famiglie di agricoltori vi cercano rifugio, trascinando i loro animali.

La città "si riempie di muggiti" per la presenza di molti capi di bestiame, portati entro le mura anche per preservarli dalle frequenti razzie dei tedeschi.

Di fatto dopo il bombardamento del 12 ottobre, il più lungo di tutti, il centro cittadino non subisce attacchi aerei devastanti e la popolazione comincia a credere che vi sia effettivamente un accordo tra tedeschi e alleati per risparmiare la città.

Nell'inverno tra il 1944 e il '45 Bologna arriverà ad ospitare circa 600.000 persone, tra residenti e sfollati.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • 50. della Resistenza, numero unico di “Resistenza oggi Bologna”, a cura di Giuseppe Brini, Bologna, ANPI provinciale, 1995, (foto) p. 10, 92
  • Mario Agnoli, Bologna, città aperta, settembre 1943 - aprile 1945, Bologna, Tamari, 1975
  • Luigi Arbizzani, Guerra, nazifascismo, lotta di liberazione nel Bolognese, luglio 1943-aprile 1945. Fotostoria, 5. ed., Bologna, Edizioni della Provincia, 2005, pp. 24, 143-146, 150 (foto)
  • Luciano Bergonzini, Bologna 1943-1945. Politica ed economia in un centro urbano nei venti mesi dell'occupazione nazista, lettera ed osservazioni di Giorgio Amendola, Bologna, CLUEB, 1980, p. 27
  • Luciano Bergonzini, Politica ed economia a Bologna nei venti mesi dell'occupazione nazista, Imola, Galeati, 1969, p. 24
  • Luciano Bergonzini, La svastica a Bologna, settembre 1943 - aprile 1945, Bologna, Il mulino, 1998, pp. 221-222
  • Bologna 1938-1945: guida ai luoghi della guerra e della Resistenza, San Giovanni in Persiceto, Aspasia, 2005, p. 51, 75
  • Bologna città partigiana. Medaglia d'Oro al Valor Militare 1946-2006, mostra in occasione del sessantesimo anniversario della Cerimonia solenne per la consegna della Medaglia d'Oro, 24 novembre 1946 - 24 novembre 2006, Bologna, ANPI, 2006, (foto) pp. 62-67
  • Walter Breveglieri, Mi ricordo Bologna, 1945-1970, a cura di Marco Poli, Bologna, Minerva, 2016, p. 16 (foto)
  • Cento anni sono un giorno. 1893-1993. Il centenario della Camera del Lavoro di Bologna nelle immagini dell'archivio storico, s.l., Musea, 1993, p. 58
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  • Tiziano Costa, Scritte sul muro. Antico vizio di Bologna, Bologna, Costa, 2009, (foto) p. 124
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  • Mario De Micheli, 7a GAP, 2. ed., Roma, Editori Riuniti, 1971, p. 266
  • Carlo Degli Esposti, Dal ricordo alla storia. Vite da telefonici bolognesi. Seconda parte, p. 11, pubbl. in "La Torre della Magione", 1 (2014)
  • Figure, luoghi, mestieri, cronaca. Un secolo di vita bolognese nell'archivio dei fratelli Camera, a cura di Alessandro Molinari Pradelli, Bologna, Nuova Alfa, 1989, (foto) pp. 204-205
  • I giorni di Bologna Kaputt, a cura di Luca Goldoni, Aldo Ferrari, Gianni Leoni, Bologna, Edizioni Giornalisti associati, 1980, p. 25, 34
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  • Eugenio Riccòmini, Il perditempo. Passeggiate per Bologna, nuova ed., Bologna, Tipoarte, 2000, pp. 178-180 (indicazioni stradali a Porta Santo Stefano)
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