Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1944

La caduta della repubblica di Montefiorino e le brigate dell'Alto Reno

Le brigate GL e Matteotti e altre formazioni partigiane attive sull'alto Appennino bolognese e modenese (la brigata Bozzi, i gruppi di Slit, Toti e Cheli) tentano, verso la fine di luglio, di raggiungere la repubblica partigiana di Montefiorino, soprattutto per rifornirsi di armi e munizioni.

Attraversano avventurosamente le linee tedesche posizionate sulla strada Giardini, ma incappano subito nella grande offensiva "Wallenstein III", che si scatena proprio in quei giorni contro la zona libera. Montefiorino è circondata da potenti formazioni corazzate tedesche provenienti dall'Emilia e dalla Toscana ed è abbandonata dai partigiani il 1° agosto.

Il grosso delle brigate modenesi, guidate da Mario Ricci (Armando), si spinge nell'alta valle del Panaro, verso la zona di Ospitale. Lo sganciamento avviene in generale con successo: circa 3.000 partigiani oltrepassano verso est la strada Giardini e si concentrano nella zona di Sestola e Fanano.

Il rastrellamento tedesco si conclude, dopo giorni di rappresaglie e razzie sulla popolazione civile, con l'incendio il 6 agosto di Montefiorino e di altri centri della zona libera. La Matteotti Montagna affianca in un primo tempo la formazione di Armando nello sganciamento, subendo notevoli perdite di viveri e muli.

In seguito si incontra a Monte Cavallaro con la Brigata GL Montagna per attendere un aviolancio di armi da parte degli Alleati, ma i tedeschi la incalzano, spingendo i partigiani più in alto, sul monte Cimone. La brigata è circondata dai nemici al lago Pratignano e il capitano Toni decide di disperderla: un gruppo scende a valle verso Zocca, altri rimangono in loco, nascondendosi nei boschi di Cappel Buso.

Anche la brigata Bozzi, riattraversando i Monti della Riva, incappa nelle truppe tedesche all'inseguimento della Matteotti e deve dividersi.

Il gruppo maggiore della brigata Modena si stabilisce a Poggiolforato, nei pressi di Lizzano in Belvedere. Il 21 settembre uno scontro contro i tedeschi a Sassoguidano costringe i partigiani di Armando a rifugiarsi sulle montagne inospitali attorno al lago Pratignano, finchè il 27 settembre alcune centinaia di "giovani affamati" scendono da Madonna dell'Acero e raggiungono Pianaccio, nella terra di nessuno tra i due eserciti, accolti con favore dagli abitanti del paese.

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Immagini e multimedia:

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Approfondimenti:

  • Pier Giorgio Ardeni, Cento ragazzi e un capitano. La brigata Giustizia e Libertà Montagna e la Resistenza sui monti dell'alto Reno tra storia e memoria, con la collaborazione di Francesco Berti Arnoaldi Veli, Bologna, Pendragon, 2014, pp. 143-154
  • John Day, Partigiani e alleati sul fronte del Reno dal settembre 1944 all'aprile 1945, con documentazione americana, inglese e tedesca, traduzione di Bianca Branchini, in: “Nueter”, 24 (1998), pp. 156-157
  • Mario Facci, Alessandro Borri, Porretta dall'Unita alla Repubblica, 1859-1948. Cronache porrettane, aspetti politico-sociali, i sindaci e i podestà, Porretta Terme, Gruppo di studi alta valle del Reno - Comune, 1998, pp. 294-295
  • Ermanno Gorrieri, La Repubblica di Montefiorino, in: La Resistenza in Emilia Romagna. Rassegna di saggi critico-storici, a cura di Luciano Bergonzini, Bologna, Il mulino, 1976, pp. 177-195
  • Guerra e Resistenza sulla Linea gotica tra Modena e Bologna, 1943-1945, a cura di Vito Paticchia, Modena, Artestampa, 2006, p. 31
  • Montese: fascismo, guerra, ricostruzione, Formigine, Golinelli, 1990, p. 99
  • Museo della Repubblica partigiana di Montefiorino. Guida storica, a cura di Claudio Silingardi, Modena, Artestampa, 2005, pp. 49-56
  • Ada Tommasi De Micheli, Armando racconta, Milano, Vangelista, 1982