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1944

Battaglia di Cà di Guzzo e morte di Gianni Palmieri

Il 27 settembre una compagnia della 36a Brigata Garibaldi è circondata a Cà di Guzzo, un casolare isolato nell’alta valle del Sillaro, da ingenti forze tedesche provenienti da Sassoleone.

La base è stata individuata dopo che i partigiani imolesi sono accorsi in aiuto alla 62a Brigata, assalita il giorno prima a Casoni di Romagna.

L'attacco in forze, con l'uso anche di mortai, avviene nelle prime ore del giorno successivo. I partigiani resistono per l'intera giornata e in parte riescono a sganciarsi con varie sortite, anche grazie a compagni della 62a Brigata giunti in soccorso. Alcuni raggiungeranno poi Bologna travestiti da brigatisti neri.

Alla fine i tedeschi hanno il sopravvento sui difensori superstiti, entrano nella casa e uccidono subito alcuni feriti con un colpo alla nuca. Poi spingono nel letamaio sette partigiani prigionieri e quattro civili e li fucilano. Altri partigiani vengono uccisi o giustiziati nei dintorni. In totale i caduti sono circa 30.

Ad assistere i feriti è rimasto volontariamente il giovane Giovanni Battista Palmieri (Gianni), studente di medicina fuggito da Bologna dopo aver partecipato alla “Operazione Radium” e aggregatosi alla 36a Brigata Garibaldi.

Nei giorni successivi Palmieri è usato dai tedeschi per la cura dei loro feriti e per lo scambio di prigionieri, quindi viene trucidato il 30 settembre in località Le Piane, prima della loro ritirata.

A Gianni sarà intitolato il plotone partigiani del Gruppo di Combattimento Legnano, che entrerà a Bologna con gli Alleati il 21 aprile 1945. Nel dopoguerra riceverà la laurea ad honorem in medicina e la medaglia d’oro al Valor Militare con questa motivazione:

“Studente universitario di medicina, volontariamente si arruolò nella 36a Brigata Garibaldina, assumendo la direzione del servizio sanitario. Durante tre giorni di aspri combattimenti contro soverchianti forze tedesche, si prodigò incessantemente ed amorevolmente per curare i feriti, e quando il proprio reparto riusci a sganciarsi dall'accerchiamento nemico, non volle abbandonare il suo posto e, quale apostolo di conforto, conscio della fine che l'attendeva, restò presso i feriti affidati alla sue cure. Ma il nemico sopraggiunto non rispettò la sublime altezza della sua missione e barbaramente lo trucidò. Esempio fulgido di spirito del dovere e di eroica generosità”.

Fonti della notizia:

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Immagini e multimedia:

Ca Tomba di Gianni Palmieri - Cimitero della Certosa (BO) Tomba di Gianni Palmieri - Cimitero della Certosa (BO) Lapide a ricordo di Gianni Palmieri presso l Lapide a ricordo di Gianni Palmieri presso l Foto di Gianni Palmieri Medaglia d Tomba di Gianni Palmieri - Cimitero della Certosa (BO)

Approfondimenti:

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