Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1944

Imboscata ai partigiani della 63a Brigata. Muore il comandante Marzocchi

Il battaglione "Sergio" della 63a Brigata Garibaldi Bolero, composto da un centinaio di sappisti della Bassa, viene intercettato dai Tedeschi lungo la linea ferroviaria Verona-Bologna in località Bargellino di Tavernelle, nei pressi di Calderara di Reno,

La formazione è in marcia di trasferimento in ottemperanza all'ordine del CUMER di convergere verso Bologna, essendo la liberazione ritenuta imminente.

Nello scontro a fuoco muore subito il comandante Marzocchi, che si trova in testa alla fila. Gli altri partigiani si disperdono e sono costretti a ripiegare verso le basi di partenza.

Ex ufficiale pilota, Antonio Marzocchi (Toni Mas, 1920-1944) è stato uno dei primi resistenti bolognesi. Prima di aggregarsi alla 63a Brigata, ha militato in una formazione sul monte Falterona.

Ha compiuto numerose azioni nella zona di San Giovanni in Persiceto, Anzola Emilia e Calderara di Reno. In settembre, dopo la morte di Nerio Nannetti (Sergio), ha assunto il comando del battaglione "Sergio".

Il giorno successivo alla battaglia il suo cadavere è appeso ad un albero della circonvallazione di San Giovanni in Persiceto “in balia del dileggio e delle sevizie degli avversari” nazifascisti. A lui sarà intitolato il battaglione di Anzola Emilia della 63a Bolero. Gli verrà assegnata la Medaglia di Bronzo al V.M.

Fonti della notizia:

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Immagini e multimedia:

Foto di A. Marzocchi nel Sacrario partigiano di piazza Nettuno (BO)

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Approfondimenti:

Adolfo Belletti, Dai monti alle risaie. 63. Brigata Garibaldi Bolero, Bologna, Arte stampe, 1968


Luciano Bergonzini, La svastica a Bologna, settembre 1943 - aprile 1945, Bologna, Il mulino, 1998, p. 200


La politica del terrore. Stragi e violenze naziste e fasciste in Emilia Romagna. Per un atlante delle stragi naziste in Italia, a cura di Luciano Casali e Dianella Gagliani, Napoli, Roma, L'ancora, 2008, p. 337


La Resistenza, il fascismo, la memoria. Bologna 1943-1945, a cura di Alberto De Bernardi e Alberto Preti, Bologna, Bononia University Press, 2017, p. 148