Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1944

I partigiani bolognesi al di là del fronte

Una parte dei partigiani bolognesi e imolesi, che riescono a passare il fronte, sono inquadrati nei reparti del nuovo esercito nazionale. Le brigate di montagna Matteotti e Giustizia e Libertà rimangono invece in linea e si battono a fianco degli Alleati fino alla Liberazione.

La compagnia comando della 62a Brigata Garibaldi, guidata da Guerrino De Giovanni, è bene accolta dagli americani nei pressi di Bisano di Monterenzio e opera con loro fino al febbraio 1945.

I partigiani del 3° btg della 36a che consegnano agli Alleati Monte Battaglia vengono invece disarmati, trasportati a Firenze e sistemati in una caserma del Genio, in completa inattività e con vitto scarso.

Convogliati in seguito a Marradi, costituiscono il reparto "ALF Partisan" (Allied Labour Force, servizio speciale della V Armata americana) e sono impiegati nel riassetto delle strade percorse dai mezzi militari, fino a Cà di Landino, sotto Castiglione dei Pepoli.

Nel febbraio 1945, assieme ad altri ex componenti del 2° e del 3° btg della 36a Brigata, reduci dalla battaglia di Purocielo, saranno trasferiti a Cesano, presso Roma, per un periodo di addestramento e rientreranno in linea in aprile, con il Gruppo di Combattimento "Cremona", sul fronte del Senio.

Il 1° btg della 36a, al comando di Libero Golinelli parteciperà all'offensiva di primavera con la V Armata e, rafforzato con membri Gap e Sap, combatterà fin oltre al Po.

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Approfondimenti:

Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese, 1919-1945, Bologna, Comune-ISREBO, vol. I, Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, 2005, p. 33


G.B., Con il "Cremona" fino a Venezia, in: 50° della Resistenza, numero unico di “Resistenza oggi Bologna”, a cura di Giuseppe Brini, Bologna, ANPI provinciale, 1995, pp. 67-69


Guerrino De Giovanni, Inquadrati nella "Cremona", in: Al di qua della Gengis Khan, a cura di Remigio Barbieri e Sergio Soglia, Bologna, Galileo, 1965, pp. 139-141


I.S.E.A., Istituto per lo sviluppo economico dell'Appennino centro settentrionale, Itinerari turistico ambientali lungo la vallata del Santerno. Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Fontanelice, s.l., CSSAS, Centro sperimentale per lo studio e l'analisi del suolo, 2007, pp. 88-89


Olindo Pazzaglia, Fischi per il re di maggio, in: Al di qua della Gengis Khan, cit., pp. 161-164


Sara Prati, La Resistenza a Castel San Pietro, a cura del Comitato per il Trentennale della Resistenza, Imola, Grafiche Galeati, 1975, pp. 71, 129-130


Adler Raffaelli, Guerra e liberazione: Romagna 1943-1945, Bologna, Editcomp, 1995, vol. 1: Storiografia, p. 166


"Resistenza oggi Bologna", 40. della lotta di liberazione, Bologna, a cura dell'ANPI provinciale, 1984, p. 65