Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1944

Opposizione al trasferimento di lavoratori in Germania

Alla notizia che è stata approntata una lista di cinquecento lavoratori da trasferire in Germania, il comitato di agitazione clandestino dello Stabilimento Cogne di Imola diffonde un volantino in cui si denunciano il direttore e gli addetti alla disciplina interna. La reazione di malcontento degli operai induce i tedeschi a ritirare le cartoline precetto previste.

La Cogne è una fabbrica dedita, fin dalla sua fondazione nel 1938, alla produzione di granate per l’esercito e di cannoni anticarro. Nel 1942 è giunta ad impiegare fino a 2.250 dipendenti. I tedeschi sono interessati soprattutto ai tecnici e agli operai specializzati.

Il 13 aprile saranno le operaie delle Saponerie italiane di Bologna a scioperare contro le deportazioni. L'adesione sarà totale e una delegazione di lavoratori si recherà presso il comando tedesco in via delle Rose per spiegare i motivi della protesta, ottenendo il rinvio dell’ordine di trasferimento.

Un rapporto della Kommandatur bolognese informerà della crescente opposizione ai reclutamenti forzati dell'Organizzazione Sauckel e della Todt.

In un bando pubblicato il 14 giugno il rifiuto alla chiamata per il lavoro sarà considerato atto di sabotaggio punibile secondo le leggi di guerra. Nonostante le minaccie in maggio a Bologna si presenteranno solo 181 lavoratori  e solo 304 in giugno.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, Bologna, Comune – ISREBO, vol. I, Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, 2005, p. 369
  • Luigi Arbizzani, La Costituzione negata nelle fabbriche. Industria e repressione antioperaia nel Bolognese, 1947-1966, 2. ed. ampl. con Appendice 2001, Bologna, Pass, 2001, p. 26 sgg.
  • Deputazione Emilia Romagna per la storia della Resistenza e della guerra di liberazione, L'Emilia Romagna nella guerra di liberazione, vol. 1: Luciano Bergonzini, La lotta armata, Bari, De Donato, 1975, p. 137 (nota 136)