Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1944

Eccidi di Pian di Setta e Stanco

Nella notte tra il 19 e il 20 luglio alcuni partigiani della Stella Rossa si recano dal padrone del mulino di Ponte Locatello (Pian di Setta), fascista convinto, per ritirare del denaro.

L'uomo si rifiuta e, quando sente forzare la porta, comincia a sparare. I partigiani rispondono al fuoco, uccidendo lui e la moglie. Anche uno degli assalitori rimane ferito.

Sopraggiunge nei pressi una colonna tedesca, che ritenendosi attaccata dai “ribelli”, piazza alcune mitragliatrici sulla strada e spara a sua volta contro la casa del mugnaio.

Inizia una battaglia, che dura diverse ore e in cui tre soldati tedeschi vengono uccisi. Come “contromisura immediata” il mulino e una casa vicina vengono dati alle fiamme, mentre il mugnaio è freddato sul posto e la moglie condotta in carcere a Bologna.

Il giorno 22 ha inizio una “rappresaglia per attacco partigiano” - ma i partigiani erano fuggiti prima della battaglia - comandata dall'Armeeoberkommando 14. Essa comprende la zona di Pian di Setta, Veggio, Ripoli e la parte bassa di Montorio, nel comune di Monzuno.

Numerosi ostaggi sono fatti confluire a Ponte Locatello, mentre altri sono rimessi in libertà. In varie località avvengono uccisioni.

A Cà Brandelli le vittime sono sette. A Ripoli, assieme a diversi paesani, è catturato anche il parroco. A Monteacuto Vallese le SS arrestano quattro sacerdoti, tra i quali don Ernesto Nanni.

In una fattoria di Veggio quattro partigiani della Stella Rossa vengono sorpresi dai Tedeschi mentre dormono e fucilati subito dopo in località Vidazze.

Il rastrellamento termina con una razzia di bestiame. Gli ostaggi di Ponte Locatello saranno inviati a Bologna e rinchiusi nel lager delle Caserme Rosse. I quattro preti di Monteacuto saranno interrogati nella sede delle SS in via Santa Chiara, poi rinchiusi per qualche tempo nel carcere di San Giovanni in Monte.

Un secondo episodio - e conseguente rastrellamento - avviene il 21 luglio a Mulinelli di Grizzana, dove i partigiani della Stella Rossa assalgono un'automobile, credendola quella di un medico - noto fascista - e invece uccidono un maresciallo tedesco.

Il 22 luglio nel territorio circostante si scatena la repressione. Due persone sono uccise a Stanco di Sopra e due sulle pendici di Monte Salvaro. Altre vengono catturate e condotte a Grizzana, tra cui il parroco di Tavernola, don Egidio Vaccari. Una parte degli ostaggi finiranno nei lager tedeschi.

Il giorno seguente sette uomini presi alla Molinella dei Prati di Veggio sono portati in località Bozzo e fucilati. Sono: Luigi Calisti, Alberto Lava, Giovanni Lucchi, Giuseppe Lucchi, Dino Marchi, Umberto Romagnoli e Ezio Vedovelli

Le vittime dei due rastrellamenti di Pian di Setta saranno nel complesso 27, per la maggior parte contadini e operai tra i 60 e gli 80 anni. I nazifascisti lasceranno i cadaveri insepolti, come monito alla popolazione.

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Approfondimenti:

  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, vol. 1., Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, Bologna, Comune-ISREBO, 2005, p. 60, 127, 216, 375
  • Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di liberazione nel Bolognese. Comune per comune, Bologna, ANPI-Bologna, stampa 1998, p. 123
  • Luigi Arbizzani, Guerra, nazifascismo, lotta di liberazione nel Bolognese, luglio 1943-aprile 1945. Fotostoria, 5. ed., Bologna, Edizioni della Provincia, 2005, p. 19 (data cit.: 24 luglio)
  • Luciano Gherardi. Un presbitero della Chiesa bolognese negli snodi civili ed ecclesiali del Novecento, atti dei convegni di Bologna e Marzabotto (3 e 12 ottobre 2019), a cura di Simone Marchesani, Marzabotto, Zikkaron, 2020, p. 229
  • Dario Zanini, Marzabotto e dintorni, 1944, Bologna, Ponte nuovo, 1996, pp. 181-205