Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1944

Castel del Rio è il primo comune liberato

Il paese di Castel del Rio, nella valle del Santerno, è il primo comune della provincia di Bologna liberato dagli Alleati.

Le avanguardie dell'88a Divisione "Blue Devils" si sono mosse lungo la valle del Santerno dalla notte del 21 settembre, sotto una pioggia intermittente, incontrando scarsa resistenza.

Gran parte delle forze sono state costrette a procedere lungo i crinali, con notevole difficoltà: il 350° reggimento a destra e il 349° a sinistra, con il 351° in riserva.

Durante l'avanzata, però, una pattuglia del 32° reggimento granatieri tedesco, infiltrata tra le linee nemiche, è riuscita, grazie alla migliore conoscenza del terreno, a catturare un intero posto di comando di battaglione americano.

Il 23 settembre Monte della Croce, sulla destra del Santerno, è stato conquistato da truppe dell'88.a divisione, mentre, a sinistra, l'85a ha preso Monte la Fine e il 26 settembre Monte Pratolungo.

Nel frattempo la 715a Divisione tedesca, coinvolta nello sfondamento del fronte a Firenzuola, ha cominciato a ricevere rinforzi dalla 362a Divisione fanteria del I Corpo Paracadutisti, proveniente dal settore adriatico, e qualche giorno dopo è arrivata al fronte anche la 44a Divisione fanteria austriaca, reduce da Stalingrado e duramente provata a Montecassino.

Il tentatito di assalto a Castel del Rio comincia alle 6 del mattino del 27 settembre da parte del 351° reggimento dell'88a Divisione, richiamato dalla riserva al centro dello schieramento d'attacco. Il paese è difeso solo da un battaglione della 44a, in tutto circa 100 uomini.

Una compagnia del secondo battaglione è arrestata nei pressi della piazza da un nido di mitragliatrici, appostato nel Palazzo degli Alidosi. Le postazioni difensive tesche sono però aggirate dal terzo battaglione, che costringe i nemici a una precipitosa ritirata. Alle 9 del mattino il paese è completamente liberato.

Rimarrà per un pò di tempo sotto il tiro dei cannoni tedeschi e subirà ancora notevoli distruzioni. I pochi edifici rimasti agibili saranno utilizzati dagli Alleati come magazzini e alloggi per le truppe.

Il palazzo rinascimentale degli Alidosi ospiterà il maggiore inglese Burbury, governatore di distretto incaricato di una prima ricostuzione del paese.

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Immagini e multimedia:

Castel del Rio (BO) - Il palazzo degli Alidosi e un aereo da guerra americano Il cartello sul muro del palazzo degli Alidosi indica le distanze di Castel... L Il paese di Castel del Rio dal castello Castel del Rio (BO) - Il ponte degli Alidosi

Approfondimenti:

  • Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel Bolognese. Comune per comune, Bologna, ANPI, 1998, p. 19, 69
  • Atlante bolognese. Dizionario alfabetico dei 60 comuni della provincia, Bologna, Poligrafici Editoriali, 1993, p. 101
  • La battaglia per la "Gotica". Il Secondo Corpo statunitense da Firenze a Monte Grande, a cura di Romano Rossi e Fabrizio Tampieri, Imola, Bacchilega, 2011, pp. 94-97, 121-132, 229-233 (Castel del Rio)
  • Umberto Beseghi, Castelli e ville bolognesi, Bologna, Tamari, 1957, pp. 166-169 (Palazzo Alidosi)
  • Franco e Tomaso Cravarezza, Le grandi battaglie della Linea Gotica, Torino, Edizioni del Capricorno, 2018, pp. 129-132
  • Castel del Rio 1944: tra la Linea Gotica e Monte Battaglia. L'arrivo degli alleati e il fronte: eventi e testimonianze di un inverno difficile, Imola, La mandragora, 2003
  • I.S.E.A., Istituto per lo sviluppo economico dell'Appennino centro settentrionale, Itinerari turistico ambientali lungo la vallata del Santerno. Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Fontanelice, s.l., CSSAS, Centro sperimentale per lo studio e l'analisi del suolo, 2007, p. 88
  • Pro memoria 1943-2000. Cronologia, a cura di Sebastiano Gulisano, Modena, Grafiche Jolly, 2000, p. 35
  • Romagna 1944-45: le immagini dei fotografi di guerra inglesi dall'Appennino al Po, Bologna, CLUEB, 1983, pp. 92-95 (foto), 182
  • Touring club italiano, Emilia Romagna. Itinerari nei luoghi della memoria, 1943-1945, Milano, TCI, Bologna, Regione Emilia-Romagna, 2005, pp. 45-46