Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1943

Pieni poteri all'esercito e coprifuoco

Una grande folla si raduna in piazza Malpighi davanti alla sede dei sindacati fascisti, per chiedere la ricostituzione dei sindacati democratici. L'iniziativa politica è assunta dal Comitato Regionale Antifascista “Pace e Libertà”, che riunisce i partiti avversi al regime.

Il Comitato spinge la popolazione a manifestare per la liberazione dei prigionieri politici, l'armistizio e la pace. La risposta delle autorità badogliane è dura.

Mentre a Roma il generale Roatta ordina la cruenta repressione di ogni movimento, il generale Terzani, comandante della difesa territoriale, dichiara in un proclama alla cittadinanza che l'esercito assume pieni poteri per la tutela dell'ordine pubblico.

Sono vietate tutte le manifestazioni, gli assembramenti e anche gli spettacoli cinematografici e teatrali. I militari hanno l'ordine di sparare contro chi viola il coprifuoco, in vigore dalle 21 alle 5 del mattino.

In diversi punti della città gli operai subiscono le cariche dei bersaglieri e dei carabinieri con le autoblindo. Circa 300 manifestanti vengono arrestati.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • Ezio Antonioni, Dall'entusiasmo del 25 luglio alla delusione dell'8 settembre, in: 1943. Cade il fascismo, Bologna, ANPI, 2003, pp. 10-11
  • Luigi Arbizzani, Guerra, nazifascismo, lotta di liberazione nel bolognese. Luglio 1943-aprile 1945. Fotostoria, 4. ed., Bologna, APE, 1978, p. 11
  • Mario De Micheli, Settima Gap, Imola, Bacchilega, 2011, pp. 17-18
  • Nazario Sauro Onofri, I giornali bolognesi nel ventennio fascista, Bologna, Moderna, stampa 1972, p. 247
  • 40°: 1945-1985. Alba di libertà, Bologna, ANPI provinciale, 1985, p. 12