Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1943

Ordine di trasferimento in Germania degli stabilimenti Ducati

Messi sotto controllo commissariale durante la guerra e destinati alla produzione bellica, gli stabilimenti Ducati, che arrivano ad occupare circa 7.000 operai nel 1943, ricevono l'ordine di trasferimento (Befehl) a Rosenheim in Germania.

E' minacciata la deportazione delle maestranze dallo stabilimento di Borgo Panigale (1.000 dipendenti residui) e dalle fabbriche decentrate di Bazzano (1.400 addetti per costruzioni radiotecniche) e Crespellano (1.500 addetti per impianti fluidotecnici) e la dispersione di attrezzature uniche al mondo.

La sezione micromeccanica e tecnica di Borgo Panigale (circa 600 lavoratori e 200 macchine) è collocata per ordine del comando tedesco a Crevalcore, dentro lo stabile dell'Istituto professionale “Marcello Malpighi” e nell'ammasso canapa. Vi si progettano “dispositivi per la produzione in serie di pezzi per macchine da guerra segrete”.

Il trasferimento di altre sezioni è in parte scongiurato da decentramenti parziali in località della provincia e in paesi del Nord Italia (Cavalese, Longare, Albizzate, Parona di Valpolicella, Saronno, Pianezza), mentre una parte delle macchine e delle materie prime sono trasportate in diversi nascondigli a Bologna.

Intanto la gamma dei prodotti Ducati si estende: dagli apparecchi trasmittenti agli strumenti ottici per la Marina, dalle spolette per bombe ai binocoli prismatici, dai telecomandi e alle pompe dei motori per aerei alle stazioni telegrafiche.

I fratelli Ducati in parte collaborano con gli occupanti tedeschi - Bruno rischierà per questo la fucilazione nel primo dopoguerra - in parte lavorano per assicurarsi nuovi progetti e prodotti per il tempo di pace.

Ad esempio, nella colonia comunale di Cavalese (TN) il gruppo ottico, che produce per i Tedeschi il binocolo “Bimar”, costruisce anche il piccolo proiettore “Gioia” per uso scolastico.

Nell'autunno 1944, alcuni dirigenti Ducati si recheranno a Firenze per assicurarsi la collaborazione dei migliori tecnici della Galileo e della San Giorgio. Qui sarà studiata una microcamera fotografica di alta classe, chiamata “Sogno”.

A Bologna sarà fondata la REOM, diretta dall'antifascista Frati, per la ricerca in campo radioelettrico. Verranno inoltre attivati una settantina di laboratori speciali segreti, chiamati Post.

Da qui usciranno i prodotti radio-elettro-ottico-meccanici che la Ducati sarà in grado di lanciare sul mercato già dalla Fiera di Milano del 1946, come il “Cucciolo”, piccolo motore a scoppio da 48 cc, studiato a Milano, in locali di fortuna, dagli ingegneri Rosi e Di Stefani.

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Stabilimento Ducati a Borgo Panigale La fabbrica Ducati da via A. Cavalieri Ducati Stabilimento Ducati a Borgo Panigale - particolare Il Cucciolo Ducati - part. - Museo del Patrimonio industriale (BO) Pubblicità della macchina fotografica portatile Ducati - Museo del...

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Approfondimenti:

  • Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel Bolognese. Comune per comune, Bologna, ANPI, 1998, p. 99
  • Luigi Arbizzani, La Costituzione negata nelle fabbriche. Industria e repressione antioperaia nel Bolognese, 1947-1966, 2. ed. ampl. con Appendice 2001, Bologna, Pass, 2001, p. 21
  • Bologna 1938-1945: guida ai luoghi della guerra e della Resistenza, San Giovanni in Persiceto, Aspasia, 2005, p. 38
  • Bruno Cavalieri Ducati, Storia della Ducati, Rastignano (Bologna), Editografica, 1991, pp. 84-86
  • Marcello Cicognani, Motori e passione. Dal cuore dell’Emilia Romagna i grandi nomi che hanno fatto leggenda nel mondo, Treviso, Editoriale Programma, 2016, p. 66
  • Giorgio Pedrocco, Bologna industriale, in: Storia di Bologna, a cura di Renato Zangheri, Bologna, Bononia University Press, 2013, vol. 4., tomo 2., Bologna in età contemporanea 1915-2000, a cura di Angelo Varni, pp. 1076-1077
  • Giorgio Pedrocco, L'industria di guerra in Emilia-Romagna tra bombardamenti, trasferimenti e razionamenti. Il caso bolognese, in: Al di qua e al di là della Linea Gotica. 1944-1945: aspetti sociali, politici e militari in Toscana e in Emilia-Romagna, a cura di Luigi Arbizzani, Bologna, Firenze, Regioni Emilia-Romagna e Toscana, 1993, p. 364
  • Donata Pracchi, Una fra le tante. Gabriella Zocca, memorie di Bologna, Bologna, Pendragon, 2018, pp. 28-29
  • Dario Ventura, Sindacato e ricostruzione a Bologna, 1945-1948, Roma, Editrice sindacale italiana, 1981, p. 124
  • Anna Zucchini, Linceo Graziosi, Gli anni difficili. Antifascismo, ricostruzione post bellica e sviluppo industriale nei ricordi di due operai metalmeccanici, a cura di Giovanni Mottura, Rastignano (BO), Litosei, stampa 2001, pp. 59-61