Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1943

Nascita del PFR bolognese e ricostituzione della Milizia

Il “Resto del Carlino”, per la prima volta firmato da Giorgio Pini (1899-1987), pubblica il bando di convocazione della 67a Legione della Milizia di stanza a Bologna. Vengono formati alcuni reparti: i Volontari della morte e i Cacciatori del Reno. Il comando è affidato ad Augusto Ferrazzi, presto sostituito da Gaetano Spallone.

Sullo stesso numero vi è l'annuncio della nascita in città del Partito Fascista Repubblicano (PFR), costituito da Franz Pagliani (1904-1986), assieme a Goffredo Coppola (1898-1945), a Walter Boninsegni (1902-1991) - campione di tiro con la pistola, più volte olimpionico - e all'oltranzista modenese Enrico Cacciari.

Pagliani, già Vice-Federale del PNF bolognese e Direttore dell'Istituto di Patologia chirurgica dell'Università, è appena uscito, grazie all'intervento del tenente Kenda della Wehrmacht, dal carcere di San Giovanni in Monte, dove scontava una condanna a tre anni.

Sarà in seguito nominato da Pavolini Ispettore Regionale per l'Emilia e diventerà comandante della Brigata Nera Mobile "Attilio Pappalardo".

Come reggente della federazione bolognese viene nominato Aristide Sarti, laureando in economia e commercio e ufficiale di aviazione, che appare come un volto nuovo, “l'immagine pulita di un giovane combattente in grado di rappresentare una discontinuità col passato” (Bergonzini).

Il suo nome è emerso da una riunione di fascisti oltranzisti di vecchia data: oltre a Pagliani, Coppola, Boninsegni, Cacciari, erano presenti anche Guglielmo Montani, ex prefetto a Reggio Emilia e Piacenza, e Pietro Torri, già comandante delle squadre d'azione.

Alla prima assemblea del PFR Sarti chiede la pena di morte per il re, per i membri del Gran Consiglio che hanno votato contro Mussolini e per i generali “complici dell'infame tradimento”.  Presto, però, sarà in rotta con gli oltranzisti e verrà rimosso su richiesta di Pagliani per il suo atteggiamento ostile.

Torri sarà a sua volta reggente e poi segretario del Fascio. Dal 10 aprile 1944 al 28 gennaio 1945 sarà commissario federale e comandante della brigata nera, quando sarà cacciato dalla città, assieme all' “anima nera” Pagliani, dal generale von Senger.

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Approfondimenti:

  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, Bologna, Comune – ISREBO, vol. I, Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, 2005, pp. 204-206, 365
  • Luciano Bergonzini, Bologna 1943-1945. Politica ed economia in un centro urbano nei venti mesi dell'occupazione nazista, lettera ed osservazioni di Giorgio Amendola, Bologna, CLUEB, 1980, pp. 23, 28-29
  • Luciano Bergonzini, La svastica a Bologna, settembre 1943 -aprile 1945, Bologna, Il mulino, 1998, pp. 15-17, 20
  • Franco Cervellati, Due torri e cinque cerchi. Bologna olimpica, Bologna, Millennium, stampa 1999, pp. 48-49 (foto: W. Boninsegni)
  • Olga Cicognani, Bologna olimpica. Biografie di atleti olimpici e paralimpici sotto le due torri da Londra 1908 a oggi, Bologna, Minerva, 2016, p. 54 (W. Boninsegni)
  • Ingegneria in guerra. La Facoltà di Ingegneria di Bologna dalla Rsi alla ricostruzione, 1943-1947, a cura di Renato Sasdelli, Bologna, Clueb, 2007, p. 34
  • La Resistenza, il fascismo, la memoria. Bologna 1943-1945, a cura di Alberto De Bernardi e Alberto Preti, Bologna, Bononia University Press, 2017, p. 245