Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

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1943

Il generale Terziani rifiuta le armi ai "borghesi". Sporadici tentativi di resistenza nelle caserme

Nella serata dell'8 settembre, dopo il proclama di Badoglio, una delegazione del Comitato antifascista bolognese, formata dal socialista Carmine Mancinelli e dall'azionista Ettore Trombetti, si incontra con il comandante della difesa territoriale gen. Alberto Terziani, presso il Comando del Corpo d'Armata in via del Cestello, per concordare un'azione comune tra esercito e popolazione contro i nazifascisti.

Il generale oppone un netto rifiuto alla consegna di armi ai “borghesi”, considerandola una proposta poco seria. Dopo avere atteso invano ordini da Roma, finirà per arrendersi al tenente Theo Kenda, comandante tedesco.

Come in altre città d'Italia, alla notizia dell'armistizio, gli ufficiali superiori si mettono in borghese e fuggono, i soldati e gli ufficiali di grado inferiore rimangono consegnati nelle caserme in attesa di ordini.

Un'iniziale azione di resistenza ai tedeschi si ha nella caserma di via Santa Margherita, dove la mattina del 9 settembre vengono distribuite le armi ai soldati. Dopo la dispersione della truppa, esse saranno nascoste nella vicina chiesa di San Salvatore.

Altri tentativi di opposizione avvengono nelle caserme del 6° Bersaglieri in via Magarotti, della cavalleria, del 3° Reggimento artiglieria e del 35° fanteria in via Urbana, oltre che in quella dei carabinieri di piazza dei Tribunali.

Sfruttando l'elemento sorpresa, militanti comunisti riescono a sottrarre armi al controllo tedesco, ad esempio dalla polveriera posta sul colle della Guardia, mentre alcuni ufficiali e soldati si danno alla macchia e andranno ad ingrossare le prime formazioni partigiane.

Intanto nella stazione devastata dai bombardamenti cominciano a transitare treni carichi di soldati italiani destinati alla deportazione in Germania.

Fonti della notizia:

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Approfondimenti:

  • 50. della Resistenza, numero unico di “Resistenza oggi Bologna”, a cura di Giuseppe Brini, Bologna, ANPI provinciale, 1995, p. 8
  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, Bologna, Comune – ISREBO, vol. I, Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, 2005, p. 365
  • Luigi Arbizzani, Cronologia sommaria della Resistenza Bolognese, in: Pagine per la giornata della memoria, a cura di Antonio Napoletano, Bologna, Centro Stampa del Comune, 2006, p. 1
  • Luigi Arbizzani, Guerra, nazifascismo, lotta di liberazione nel bolognese. Luglio 1943-aprile 1945. Fotostoria, 4. ed., Bologna, APE, 1978, p. 12
  • Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, La guerra di liberazione in Emilia-Romagna, in: Resistenza in Emilia Romagna, a cura di Roberto Fregna, Bologna, Regione Emilia-Romagna, stampa 1975, p. 24
  • Luciano Bergonzini, La svastica a Bologna. Settembre 1943-aprile 1945, Bologna, Il mulino, 1998, p. 10
  • Bologna 1938-1945: guida ai luoghi della guerra e della Resistenza, San Giovanni in Persiceto, Aspasia, 2005, p. 29
  • Luigi Colombari, Vecchie storie di giovani (Bologna 1942-1945), 2. ed. aggiornata, Bologna, Giraldi, 2010, pp. 45-46
  • Dalla notte della dittatura all'alba della libertà. Una riflessione a più voci per un contributo alla storia locale e nazionale, a cura di Antonio Sciolino, Imola, Bacchilega, 2014, p. 46
  • Nazario Sauro Onofri, I socialisti bolognesi nella Resistenza, Bologna, Edizioni La Squilla, stampa 1965, pp. 20-22
  • 40°: 1945-1985. Alba di libertà, Bologna, ANPI provinciale, 1985, p. 12
  • La Resistenza, il fascismo, la memoria. Bologna 1943-1945, a cura di Alberto De Bernardi e Alberto Preti, Bologna, Bononia University Press, 2017, p. 38
  • Renato Sasdelli, Fascismo e tortura a Bologna. La violenza fascista durante il Regime e la RSI, Bologna, Pendragon, Istituto per la storia e le memorie del 900 Parri, 2017, p. 51